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    Ord. 115/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore BUSCEMA

    manifesta inammissibilità - restituzione atti - jus superveniens

    Energia – Norme della Regione autonoma Sardegna – Individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) – Sopravvenuto divieto, di carattere assoluto, di realizzare tali impianti FER in aree qualificate come non idonee – Applicabilità a tutto il territorio regionale, ai procedimenti autorizzatori ancora in corso e, a condizione che non sia stata prodotta una modifica irreversibile dello stato dei luoghi, a quelli già autorizzati – Prevalenza, in caso di insistenza di un impianto su aree sia idonee che non idonee, del criterio della non idoneità – Ammissibilità di interventi di rifacimento, ricostruzione e potenziamento su impianti in esercizio in aree non idonee, anche precedenti la normativa sopravvenuta, solo in assenza di aumento della superficie occupata, o di specifici parametri inerenti all’altezza in caso di impianti eolici – Denunciata lesione dei principi, anche eurounitari, decarbonizzazione, massima diffusione degli impianti FER volta alla protezione ambientale e al contrasto al cambiamento climatico, uguaglianza, ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, della libertà di iniziativa economica, della competenza legislativa esclusiva nelle materie di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civici e sociali e di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, nonché eccedenza, anche rispetto alla c.d. clausola di adeguamento automatico, dalle competenze statutarie – Manifesta inammissibilità delle questioni.
    Energia – Norme della Regione autonoma Sardegna – Individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) – Attribuzione alla regione della competenza a qualificare le aree non idonee, anziché solo a quelle idonee, come previsto dalla legislazione statale – Sopravvenuto divieto, di carattere assoluto, di realizzare impianti FER in aree non idonee – Applicabilità a tutto il territorio regionale, ai procedimenti autorizzatori ancora in corso e, a condizione che non sia stata prodotta una modifica irreversibile dello stato dei luoghi, a quelli già autorizzati – Prevalenza, in caso di insistenza di un impianto su aree sia idonee che non idonee, del criterio della non idoneità – Sottoposizione degli impianti e degli accumuli FER, indipendentemente dalla loro collocazione in aree idonee o in aree ordinarie, ai requisiti previsti dalla medesima legge regionale e alle altre specifiche prescrizioni dettate dalla pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia e paesaggistica – Ammissibilità di interventi di rifacimento, ricostruzione e potenziamento su impianti in esercizio in aree non idonee, anche precedenti la normativa sopravvenuta, solo in assenza di aumento della superficie occupata, o di specifici parametri inerenti all’altezza in caso di impianti eolici – Denunciata lesione dei principi, anche eurounitari, di decarbonizzazione e massima diffusione degli impianti FER volte alla protezione ambientale e al contrasto al cambiamento climatico, uguaglianza, ragionevolezza, certezza del diritto e legittimo affidamento, proporzionalità, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, nonché della libertà di iniziativa economica, della competenza legislativa concorrente della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, ed eccedenza dalle competenze statutarie, ed eccedenza dalle competenze statutarie – Manifesta inammissibilità delle questioni.
    Energia – Norme della Regione autonoma Sardegna – Individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) – Attribuzione alla regione della competenza a qualificare le aree non idonee, anziché solo a quelle idonee, come previsto dalla legislazione statale – Sopravvenuto divieto, di carattere assoluto, di realizzare impianti FER in aree qualificate come non idonee – Prevalenza, in caso di insistenza di un impianto su aree sia idonee che non idonee, del criterio della non idoneità – Introduzione di un procedimento regionale tipizzato per superare la qualificazione di non idoneità di una specifica area (nella specie: istanza comunale rimessa a decisione unanime di apposita conferenza di servizi, con inapplicabilità del silenzio-assenso), nonché per le aree soggette a tutela culturale o paesaggistica (per le quali la normativa statale prevede un procedimento apposito e la competenza della sopraintendenza) – Denunciata lesione dei principi, anche eurounitari, di decarbonizzazione e massima diffusione degli impianti FER volte alla protezione ambientale e al contrasto al cambiamento climatico, uguaglianza, ragionevolezza, certezza del diritto e legittimo affidamento, proporzionalità, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, della libertà di iniziativa economica, della competenza legislativa esclusiva nelle materie di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civici e sociali e di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e di quella concorrente della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, nonché eccedenza, anche rispetto alla c.d. clausola di adeguamento automatico, dalle competenze statutarie – Sopravvenuta sentenza della Corte costituzionale – Ius superveniens – Restituzione degli atti ai giudici rimettenti.

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    Sent. 114/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore CASSINELLI

    non fondatezza

    Ordinamento penitenziario – Istanza di liberazione anticipata del condannato alla reclusione, convertita in lavoro di pubblica utilità – Competenza decisoria attribuita, in base diritto vivente, al magistrato di sorveglianza, anziché al giudice dell’esecuzione – Denunciata lesione dei principi di ragionevolezza e finalità rieducativa della pena – Non fondatezza delle questioni.

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    Ord. 113/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore VIGANÒ

    inammissibilità intervento

    Giudizio costituzionale – Contraddittorio – Intervento di terzi i quali non sono parte nel giudizio in via incidentale avente a oggetto la disciplina delle misure di prevenzione che prevede, in caso di sequestro di beni, che il provvedimento di rigetto dell’istanza di revoca del sequestro prodromico alla confisca di prevenzione non possa essere impugnato – Richiesta di intervento depositata nella vigenza della novella alle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale – Carenza di un interesse qualificato, inerente in modo diretto e immediato ai rapporti dedotti nei giudizi a quo – Inammissibilità dell’intervento.

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    Ord. 112/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore PETITTI

    inammissibilità intervento

    Giudizio costituzionale - Contraddittorio - Intervento di terzi nel giudizio in via incidentale avente a oggetto norma statale che, in materia di TSO, non prevede che, subito dopo l'emanazione dell'ordinanza da parte del sindaco, il paziente debba essere avvisato della facoltà di nominare un difensore di fiducia e che, ove nominato, non prescrive l'obbligo di comunicare l'ordinanza sindacale anche a quest'ultimo, non prevede l'audizione del paziente in sua presenza né prescrive l'obbligo di comunicare anche al difensore nominato il decreto di convalida del giudice tutelare - Richiesta di intervento depositata prima della vigenza della novella alle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale - Soggetti parti di giudizi pendenti analoghi a quello a quo - Carenza di un interesse qualificato, inerente in modo diretto e immediato ai rapporti dedotti nei giudizi a quo - Inammissibilità dell'intervento.

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    Sent. 111/2026 - Presidente AMOROSO, Redattrice NAVARRETTA

    accoglie il ricorso

    Parlamento – Immunità parlamentari – Procedimento penale dinanzi al Tribunale di Modena a carico di Carlo Amedeo Giovanardi, senatore all’epoca dei fatti – Ordinanza collegiale del 13 settembre 2024 con la quale il Tribunale ha dichiarato, senza previa richiesta di autorizzazione da parte dell’autorità giudiziaria alla Camera di appartenenza, l’utilizzabilità inter alia delle videoregistrazioni sequestrate, effettuate occultamente da A. B., aventi a oggetto conversazioni intercorse, in presenza, tra quest’ultimo e l’allora senatore e, per telefono, tra questi e soggetti terzi – Ricorso per conflitto di attribuzione promosso dal Senato della Repubblica nei confronti del Tribunale di Modena – Violazione delle attribuzioni costituzionali del Senato della Repubblica – Non spettanza al Tribunale di Modena di disporre l’acquisizione e l’utilizzazione delle videoregistrazioni indicate in assenza dell’autorizzazione del Senato della Repubblica e, per l’effetto, annullamento dell’ordinanza collegiale che le ha disposte.

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    Sent. 110/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore PETITTI

    non fondatezza - manifesta infondatezza - restituzione atti

    Processo penale – Processo minorile – Sospensione del processo con messa alla prova – Ambito di applicazione – Esclusione, a seguito di novella legislativa, per il delitto aggravato di violenza sessuale – Eccezioni al divieto in rapporto a specie, modalità o circostanze dell’azione – Omessa previsione – Denunciata irragionevolezza e violazione dei principi di protezione dell’infanzia e della gioventù e della finalità rieducativa della pena – Sopravvenuta illegittimità costituzionale parziale della previsione per i «casi di minore gravità» – Necessità di una nuova valutazione della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni – Restituzione degli atti al giudice rimettente.
    Processo penale – Processo minorile – Sospensione del processo e messa alla prova – Ambito di applicazione – Esclusione, a seguito di novella legislativa, per il delitto aggravato di violenza sessuale – Denunciata irragionevolezza e violazione dei principi di protezione dell’infanzia e della gioventù e della finalità rieducativa della pena – Manifesta infondatezza delle questioni.
    Processo penale – Processo minorile – Sospensione del processo e messa alla prova – Ambito di applicazione – Esclusione, a seguito di novella legislativa, per i delitti “ostativi” legati dal vincolo della continuazione con altri per i quali la preclusione non opera, e che siano contestati nello stesso processo in danno di una medesima persona offesa – Denunciata irragionevolezza e violazione dei principi di protezione dell’infanzia e della gioventù e della finalità rieducativa della pena – Non fondatezza delle questioni.

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    Sent. 109/2026 - Presidente AMOROSO, Redattrice SAN GIORGIO

    non fondatezza nei sensi di cui in motivazione - inammissibilità

    Esecuzione forzata – Misure di coercizione indiretta – Potere del giudice dell’esecuzione di determinare, su istanza di parte o d’ufficio, un limite massimo, quantitativo o temporale, di tali misure – Omessa previsione – Denunciata violazione dei principi di ragionevolezza e eguaglianza, della libertà negoziale, garantita pure in via convenzionale, nonché del principio, anche europeo, di effettività della tutela giurisdizionale – Non fondatezza delle questioni, nei sensi di cui in motivazione.

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    Sent. 108/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore VIGANÒ

    illegittimità costituzionale - ill. cost. conseg. ex art. 27 legge n. 87/1953

    Reati e pene – Delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione – Riparazione pecuniaria – Sentenza di condanna per i reati previsti dagli artt. 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321 e 322-bis, cod. pen. – Pagamento, secondo la novella introdotta nel 2015, di una somma equivalente al prezzo o al profitto del reato a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, restando impregiudicato il diritto al risarcimento del danno – Violazione dei principi, anche europei, di ragionevolezza e di proporzionalità del trattamento sanzionatorio – Illegittimità costituzionale. 
    Reati e pene – Delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione – Riparazione pecuniaria – Sentenza di condanna per i reati previsti dagli artt. 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321 e 322-bis, cod. pen. – Pagamento, secondo la normativa vigente, di una somma equivalente al prezzo o al profitto del reato a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, restando impregiudicato il diritto al risarcimento del danno – Illegittimità costituzionale consequenziale.
    Reati e pene - Delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione - Riparazione pecuniaria - Sentenza di condanna per i reati previsti dagli artt. 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321 e 322-bis, cod. pen. - Pagamento di una somma equivalente al prezzo o al profitto del reato a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell'amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell'incaricato di un pubblico servizio, restando impregiudicato il diritto al risarcimento del danno - Necessità che il pagamento sia effettuato per usufruire della sospensione condizionale della pena - Illegittimità costituzionale consequenziale.

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    Ord. 107/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore PETITTI

    ammissibile

    Parlamento – Immunità parlamentari – Procedimento penale nei confronti del senatore Armando Siri, senatore all’epoca dei fatti – Precedente conflitto tra poteri, concluso con la declaratoria di non spettanza al Senato del potere di adottare la deliberazione del 9 marzo 2022, e conseguente suo annullamento, con cui quest’ultimo aveva negato al GUP del Tribunale ordinario di Roma l’autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni telefoniche e captazioni occasionali antecedenti all’iscrizione del senatore Siri nel registro degli indagati, con l’indicazione della necessaria nuova valutazione per le sole comunicazioni captate dopo il 15 maggio 2018 – Nuova richiesta di autorizzazione del GUP del Tribunale di Roma per l’utilizzazione delle comunicazioni e conversazioni intercettate già oggetto della prima richiesta – Deliberazione del Senato della Repubblica del 21 maggio 2025 di diniego dell’autorizzazione per le intercettazioni successive al 15 maggio 2018 (doc. IV, n. 5-A) – Conflitto di attribuzione tra poteri sollevato dal GUP del Tribunale di Roma nei confronti del Senato della Repubblica – Lamentata menomazione dell’esercizio della funzione giurisdizionale derivante dall’illegittimo esercizio da parte del Senato della Repubblica del potere attribuitogli dall’art. 68, terzo comma, Cost. – Sussistenza dei requisiti soggettivo e oggettivo per l’instaurazione del conflitto – Ammissibilità del ricorso – Comunicazione e notificazione conseguenti.

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    Ord. 106/2026 - Presidente AMOROSO, Redattore MARINI F. S.

    inammissibile

    Parlamento – Immunità parlamentari – Utilizzazione, da parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, di intercettazioni telefoniche e di messaggistica elettronica del senatore Roberto Maria Ferdinando Scarpinato, in assenza di autorizzazione del Senato della Repubblica – Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal medesimo senatore nei confronti della citata Commissione d’inchiesta, del Presidente e dell’Ufficio di presidenza, nonché nei confronti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica – Denunciata lesione della sfera di prerogative che spettano al singolo parlamentare – Inammissibilità del conflitto.