Intervento in giudizio - Giudizio di legittimità costituzionale sollevato dalle sezioni unite della Corte di cassazione avverso la disposizione del regolamento del Senato della Repubblica che attribuisce al Senato stesso l'autodichìa sui propri dipendenti - Intervento spiegato dalla Camera dei deputati - Sussistenza di un interesse qualificato immediatamente inerente allo specifico rapporto sostanziale dedotto nel giudizio - Ammissibilità.
È ammissibile l'intervento spiegato dalla Camera dei deputati nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 12 del regolamento del Senato della Repubblica, impugnato, in riferimento agli artt. 3, 24, 102, secondo comma, 111, commi primo, secondo e settimo, e 113, primo comma, nella parte in cui attribuisce al Senato il potere di giudicare in via esclusiva e definitiva i ricorsi avverso gli atti e i provvedimenti adottati dall'amministrazione di quel ramo del Parlamento nei confronti dei propri dipendenti. Infatti, la Camera, sebbene estranea al giudizio principale, è titolare di un interesse qualificato suscettibile di essere direttamente inciso dalla pronuncia della Corte, in quanto immediatamente inerente allo specifico rapporto sostanziale dedotto nel giudizio.
- Sull'ammissibilità dell'intervento spiegato da soggetti estranei al giudizio principale, v. le seguenti citate decisioni: la sentenza n. 38/2009 e le ordinanze nn. 346/2001 e 67/1998.