Ordinanza 35/2015 (ECLI:IT:COST:2015:35)
Massima numero 38271
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente CRISCUOLO  - Redattore CARTABIA
Udienza Pubblica del  10/02/2015;  Decisione del  10/02/2015
Deposito del 12/03/2015; Pubblicazione in G. U. 18/03/2015
Massime associate alla pronuncia:


Titolo
Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Lombardia - Interventi di ristrutturazione edilizia oggetto della sentenza della Corte costituzionale n. 309 del 2011 - Previsione che, al fine di tutelare il legittimo affidamento dei soggetti interessati, i permessi di costruire rilasciati alla data del 30 novembre 2011, nonché le denunce di inizio attività esecutive alla medesima data, devono considerarsi titoli validi ed efficaci fino al momento della dichiarazione di fine lavori, a condizione che la comunicazione di inizio lavori risulti protocollata entro il 30 aprile 2012 - Ius superveniens che modifica il quadro normativo - Necessità di rinnovato esame della rilevanza e dei termini della questione - Restituzione degli atti al giudice rimettente.

Testo

Devono essere restituiti al rimettente gli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 17, comma 1, della legge della Regione Lombardia 18 aprile 2012, n. 7, impugnato, in riferimento all'art. 136, comma primo, Cost. e all'art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1, in relazione al giudicato formatosi con la sentenza n. 309 del 2011; nonché all'art. 117, comma terzo, Cost., in relazione all'art. 3, comma 1, lett. d), del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e all'art. 97 Cost., nella parte in cui prevede che, «al fine di tutelare il legittimo affidamento dei soggetti interessati, i permessi di costruire rilasciati alla data del 30 novembre 2011», data di pubblicazione della sentenza citata, «nonché le denunce di inizio attività esecutive alla medesima data devono considerarsi titoli validi ed efficaci fino al momento della dichiarazione di fine lavori, a condizione che la comunicazione di inizio lavori risulti protocollata entro il 30 aprile 2012». Infatti, successivamente all'ordinanza di rimessione è stato pubblicato il d.l. n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 98 del 2013, il cui art. 30 ha modificato, tra l'altro, l'art. 3, comma 1, lett. d), del d.P.R. n. 380 del 2001, espungendo dalla definizione della ristrutturazione edilizia l'obbligo di rispetto della sagoma precedente. Pertanto, alla luce del sopravvenuto mutamento del quadro normativo sopra descritto, che ha investito specificamente il parametro interposto, gli atti devono essere rimessi al giudice a quo affinché proceda ad una nuova valutazione della rilevanza e dei termini della questione.

In tema di restituzione atti per mutamento del quadro normativo, v., ex plurimis, le citate ordinanze nn. 29/2013, 316/2012 e 150/2012.

Sull'art. 30 del d.l. n. 69 del 2013 - convertito, con modifiche, dalla legge n. 98 del 2013 - che ha «espunto dalla definizione della ristrutturazione edilizia l'obbligo di rispetto della sagoma precedente», v., la citata sentenza 259/2014.

Atti oggetto del giudizio

legge della Regione Lombardia  18/04/2012  n. 7  art. 17  co. 1

Parametri costituzionali

Costituzione  art. 97

Costituzione  art. 117  co. 3

Costituzione  art. 136  co. 1

legge costituzionale  art. 1

Altri parametri e norme interposte

decreto del Presidente della Repubblica  06/06/2001  n. 380  art. 3    co. 1  lett. d)