Enti locali – In genere – Disciplina statale delle relative elezioni – Naturale evoluzione delle dinamiche politico-sociali – Conseguente variazione dei diritti costituzionali sottesi – Necessità di rivalutare le esigenze di uniformità, e non di identità, della disciplina statale, con i tempi di adattamento delle distinte realtà regionali – Invito al legislatore statale a identificare gli opportuni meccanismi di nomopoiesi. (Classif. 095001).
Poiché la disciplina statale nella materia delle elezioni locali è mutata nel tempo, come logico effetto del naturale evolversi delle dinamiche politico-sociali e, conseguentemente, delle esigenze di protezione dei diritti costituzionali che ne sono coinvolti, possono presentarsi profili di disarmonia fra l’esigenza di uniformità su tutto il territorio nazionale della disciplina in materia di elettorato passivo e l’esigenza, avvertita dallo stesso legislatore, di tenere adeguatamente conto della predetta evoluzione. Non può escludersi, infatti, che, oltre ai modi e ai contenuti, i tempi del mutamento siano diversi nelle varie realtà regionali e che, pertanto, l’adattamento dinamico della normativa statale non sia, ovunque, adeguatamente tempestivo. Spetta al legislatore statale, pertanto, identificare meccanismi di nomopoiesi che consentano di coniugare nel modo più coerente l’esigenza di uniformità e quella di adattamento, posto che l’uniformità non è da intendersi come sinonimo di identità, sicché, pur sempre nel rispetto del combinato disposto degli artt. 3 e 51 Cost., margini per una normazione regionale in materia possono sempre essere identificati dalla legge dello Stato.