Sentenza 123/2017 (ECLI:IT:COST:2017:123)
Massima numero 40469
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente GROSSI - Redattore CORAGGIO
Udienza Pubblica del
07/03/2017; Decisione del
07/03/2017
Deposito del 26/05/2017; Pubblicazione in G. U. 31/05/2017
Titolo
Rilevanza della questione incidentale - Necessità per il rimettente di stabilire se dall'art. 46, par. 1, CEDU discenda direttamente l'obbligo di riapertura del processo, non affermato dalla sentenza della Corte EDU posta a fondamento della domanda di revocazione - Problema interpretativo coinvolgente il merito - Sussistenza della rilevanza - Ammissibilità della questione.
Rilevanza della questione incidentale - Necessità per il rimettente di stabilire se dall'art. 46, par. 1, CEDU discenda direttamente l'obbligo di riapertura del processo, non affermato dalla sentenza della Corte EDU posta a fondamento della domanda di revocazione - Problema interpretativo coinvolgente il merito - Sussistenza della rilevanza - Ammissibilità della questione.
Testo
La circostanza che la sentenza della Corte EDU di accertamento della violazione di diritti convenzionali, non abbia affermato l'obbligo di riapertura del processo interno, quale forma dovuta di restitutio in integrum in favore dell'interessato, non incide sulla rilevanza della questione di costituzionalità dell'art. 106 cod. proc. amm. e degli artt. 395 e 396 cod. proc. civ., poiché nel giudizio a quo - proposto per la revocazione del giudicato contrastante con la sopravvenuta pronuncia sovranazionale - la parte ricorrente assume che il diritto a uno specifico rimedio processuale interno discenda, di per sé, dall'art. 46, par. 1, della CEDU, e lo stabilire se tale diritto sussista o meno pone un problema di interpretazione della norma convenzionale interposta, problema che, nella specie, coinvolge il merito della questione. (Precedenti citati: sentenze n. 43 del 2017, n. 276 del 2016 e n. 193 del 2016).
La circostanza che la sentenza della Corte EDU di accertamento della violazione di diritti convenzionali, non abbia affermato l'obbligo di riapertura del processo interno, quale forma dovuta di restitutio in integrum in favore dell'interessato, non incide sulla rilevanza della questione di costituzionalità dell'art. 106 cod. proc. amm. e degli artt. 395 e 396 cod. proc. civ., poiché nel giudizio a quo - proposto per la revocazione del giudicato contrastante con la sopravvenuta pronuncia sovranazionale - la parte ricorrente assume che il diritto a uno specifico rimedio processuale interno discenda, di per sé, dall'art. 46, par. 1, della CEDU, e lo stabilire se tale diritto sussista o meno pone un problema di interpretazione della norma convenzionale interposta, problema che, nella specie, coinvolge il merito della questione. (Precedenti citati: sentenze n. 43 del 2017, n. 276 del 2016 e n. 193 del 2016).
Atti oggetto del giudizio
decreto legislativo
02/07/2010
n. 104
art. 106
co.
codice di procedura civile
n.
art. 395
co.
codice di procedura civile
n.
art. 396
co.
Parametri costituzionali
Altri parametri e norme interposte
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
n.
art. 46 § 1