Reati e pene - Responsabilità penale - Garanzie - Precisione del precetto penale - Carenza - Impossibilità, nei paesi di tradizione continentale, di surroga da parte dell'interpretazione giurisprudenziale - Possibile intervento giurisprudenziale, se costante e uniforme nonché al di fuori della materia penale, volto a predeterminare le condizioni di limitazione di diritti costituzionali e convenzionali.
In materia di responsabilità penale, l'esistenza di interpretazioni giurisprudenziali costanti non vale, di per sé, a colmare l'eventuale originaria carenza di precisione del precetto penale; pertanto nessuna interpretazione può surrogarsi integralmente alla praevia lex scripta, con cui si intende garantire alle persone la sicurezza giuridica delle consentite, libere scelte d'azione e ciò in quanto nei paesi di tradizione continentale, e certamente in Italia è indispensabile l'esistenza di un diritto scritto di produzione legislativa rispetto al quale l'ausilio interpretativo del giudice penale non è che un posterius incaricato di scrutare nelle eventuali zone d'ombra, individuando il significato corretto della disposizione nell'arco delle sole opzioni che il testo autorizza e che la persona può raffigurarsi leggendolo. (Precedenti citati: sentenze n. 115 del 2018, n. 327 del 2008 e n. 364 del 1988).
Allorché si versi al di fuori della materia penale, non può del tutto escludersi che l'esigenza di predeterminazione delle condizioni in presenza delle quali può legittimamente limitarsi un diritto costituzionalmente e convenzionalmente protetto possa essere soddisfatta anche sulla base dell'interpretazione, fornita da una giurisprudenza costante e uniforme, di disposizioni legislative pure caratterizzate dall'uso di clausole generali, o comunque da formule connotate in origine da un certo grado di imprecisione.