Sentenza 115/2020 (ECLI:IT:COST:2020:115)
Massima numero 43525
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente CARTABIA  - Redattore CAROSI
Udienza Pubblica del  19/05/2020;  Decisione del  19/05/2020
Deposito del 23/06/2020; Pubblicazione in G. U. 24/06/2020
Massime associate alla pronuncia:  43523  43524  43526  43527  43528  43529


Titolo
Bilancio e contabilità pubblica - Piani di riequilibrio finanziario pluriennale degli enti locali (PREP) - Riformulazione in base a disposizione dichiarata costituzionalmente illegittima - Possibile riproposizione, anche se già oggetto di pronuncia della Corte dei conti - Denunciata violazione dei principi di ragionevolezza e certezza del diritto, di effettività della tutela giurisdizionale, del giusto processo, della separazione dei poteri e del principio, anche convenzionale, del legittimo affidamento - Grave carenza del percorso argomentativo - Inammissibilità delle questioni.

Testo

Sono dichiarate inammissibili, per grave carenza del percorso argomentativo, le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dalla Corte dei conti, sez. regionale di controllo per la Calabria, in riferimento agli artt. 3, 24, 70, 100, 102, primo comma, 103, 104, primo comma, 111, 113 e 117, primo comma, Cost., - quest'ultimo in relazione al Preambolo alla CDFUE, all'art. 3 TUE, all'art. 6 CEDU - nonché all'art. 119, sesto comma, in combinato disposto con gli artt. 1, 2 e 3 Cost., dell'art. 38, commi 1-terdecies, 2-bis e 2-ter del d.l. n. 34 del 2019, come convertito, che consente agli enti locali che hanno proposto la rimodulazione o riformulazione del piano di riequilibrio ai sensi dell'art. 1, comma 714, della legge n. 208 del 2015, dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla sentenza n. 18 del 2019, di riproporre i piani per adeguarli alla normativa vigente, anche quando gli stessi siano stati già oggetto di pronuncia della Corte dei conti. Il giudice a quo - nell'evocare cumulativamente una pluralità di parametri, alcuni dei quali interposti, e di princìpi di ampio respiro, e ciò anche in riferimento a norme che hanno un diverso contenuto precettivo - non motiva adeguatamente in ordine all'asserito contrasto e non specifica quali dei differenti precetti espressi dai parametri evocati sarebbero stati in concreto lesi dalle disposizioni censurate; né, inoltre, dà conto delle ragioni per cui le disposizioni censurate sarebbero ascrivibili alla categoria della legge-provvedimento, affermandolo in maniera meramente assertiva, senza alcun elemento concreto utile a darne riscontro.

Per consolidato orientamento della giurisprudenza costituzionale, non basta l'indicazione delle norme da raffrontare per valutare la compatibilità dell'una rispetto al contenuto precettivo dell'altra, ma è necessario motivare il giudizio negativo in tal senso e, se del caso, illustrare i passaggi interpretativi operati al fine di enucleare i rispettivi contenuti di normazione. (Precedente citato: sentenza n. 212 del 2018).



Atti oggetto del giudizio

decreto-legge  30/04/2019  n. 34  art. 38  co. 1

decreto-legge  30/04/2019  n. 34  art. 38  co. 2

decreto-legge  30/04/2019  n. 34  art. 38  co. 2

legge  28/06/2019  n. 58  art.   co. 

Parametri costituzionali

Costituzione  art. 1

Costituzione  art. 2

Costituzione  art. 3

Costituzione  art. 24

Costituzione  art. 70

Costituzione  art. 100

Costituzione  art. 102  co. 1

Costituzione  art. 103

Costituzione  art. 104  co. 1

Costituzione  art. 111

Costituzione  art. 113

Costituzione  art. 117  co. 1

Costituzione  art. 119  co. 6

Altri parametri e norme interposte

Carta dei diritti fondamentali U.E.    n.   art.   Preambolo

trattato unione europea    n.   art. 3  

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali    n.   art. 6