Ordinanza 182/2020 (ECLI:IT:COST:2020:182)
Massima numero 43383
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente CARTABIA - Redattore SCIARRA
Udienza Pubblica del
08/07/2020; Decisione del
08/07/2020
Deposito del 30/07/2020; Pubblicazione in G. U. 05/08/2020
Massime associate alla pronuncia:
43382
Titolo
Rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea - Richiesta di decisione con procedimento accelerato - Possibilità quando l'incertezza sul significato da attribuire al diritto dell'Unione abbia generato un ampio contenzioso e incida su un settore nevralgico della politica dell'Unione (nel caso di specie: politica comune dell'immigrazione dell'Unione europea).
Rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea - Richiesta di decisione con procedimento accelerato - Possibilità quando l'incertezza sul significato da attribuire al diritto dell'Unione abbia generato un ampio contenzioso e incida su un settore nevralgico della politica dell'Unione (nel caso di specie: politica comune dell'immigrazione dell'Unione europea).
Testo
È chiesto, in base all'art. 105 del regolamento di procedura della Corte di giustizia del 25 settembre 2012, che le questioni di interpretazione dell'art. 34 dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (CDFUE), promosse in via pregiudiziale dalla Corte costituzionale - nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 125, della legge n. 190 del 2014, e dell'art. 74 del d.lgs. n. 151 del 2001 -, ai sensi e per gli effetti dell'art. 267 del TFUE, siano decise con procedimento accelerato. Il rinvio è necessario anche per l'ampiezza del contenzioso pendente, che attesta un grave stato di incertezza sul significato da attribuire al diritto dell'Unione, visto che mentre l'orientamento diffuso nella giurisprudenza di merito attribuisce efficacia diretta alle previsioni dell'art. 12 della direttiva 2011/98/UE, esso non è seguìto dall'amministrazione competente a erogare le provvidenze disciplinate dalle norme censurate. L'incertezza, che è necessario dirimere in maniera sollecita, è tanto più grave in quanto riguarda sia il settore nevralgico della politica comune dell'immigrazione dell'Unione europea nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sia il tema della parità di trattamento tra cittadini dei paesi terzi e cittadini degli Stati membri in cui soggiornano, che di tale politica rappresenta elemento qualificante e propulsivo.
È chiesto, in base all'art. 105 del regolamento di procedura della Corte di giustizia del 25 settembre 2012, che le questioni di interpretazione dell'art. 34 dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (CDFUE), promosse in via pregiudiziale dalla Corte costituzionale - nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 125, della legge n. 190 del 2014, e dell'art. 74 del d.lgs. n. 151 del 2001 -, ai sensi e per gli effetti dell'art. 267 del TFUE, siano decise con procedimento accelerato. Il rinvio è necessario anche per l'ampiezza del contenzioso pendente, che attesta un grave stato di incertezza sul significato da attribuire al diritto dell'Unione, visto che mentre l'orientamento diffuso nella giurisprudenza di merito attribuisce efficacia diretta alle previsioni dell'art. 12 della direttiva 2011/98/UE, esso non è seguìto dall'amministrazione competente a erogare le provvidenze disciplinate dalle norme censurate. L'incertezza, che è necessario dirimere in maniera sollecita, è tanto più grave in quanto riguarda sia il settore nevralgico della politica comune dell'immigrazione dell'Unione europea nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sia il tema della parità di trattamento tra cittadini dei paesi terzi e cittadini degli Stati membri in cui soggiornano, che di tale politica rappresenta elemento qualificante e propulsivo.
Atti oggetto del giudizio
23/12/2014
n. 190
art. 1
co. 125
decreto legislativo
26/03/2001
n. 151
art. 74
co.
Parametri costituzionali
Altri parametri e norme interposte
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
n. 267
art.