Ordinanza 383/1988 (ECLI:IT:COST:1988:383)
Massima numero 13668
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente SAJA - Redattore SAJA
Udienza Pubblica del
23/03/1988; Decisione del
23/03/1988
Deposito del 31/03/1988; Pubblicazione in G. U. 13/04/1988
Massime associate alla pronuncia:
Titolo
ORD. 383/88. TRIBUTI IN GENERE - DEBITORE FALLITO O SOTTOPOSTO A LIQUIDAZIONE COATTA - ESECUZIONE ESATTORIALE - PROCEDURA - DEVOLUZIONE ALLO STATO DELL'IMMOBILE ESECUTATO - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE. - D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973, N. 602, ARTT. 87, 51. - COST., ARTT. 3, 24, 97, 113.
ORD. 383/88. TRIBUTI IN GENERE - DEBITORE FALLITO O SOTTOPOSTO A LIQUIDAZIONE COATTA - ESECUZIONE ESATTORIALE - PROCEDURA - DEVOLUZIONE ALLO STATO DELL'IMMOBILE ESECUTATO - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE. - D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973, N. 602, ARTT. 87, 51. - COST., ARTT. 3, 24, 97, 113.
Testo
Nella procedura esecutiva esattoriale, promossa nei confronti del debitore fallito o sottoposto a procedura coatta amministrativa, la previsione di devoluzione allo Stato dell'immobile esecutato - a seguito dell'esito negativo di due incanti e mancata autorizzazione dell'Intendente di finanza al terzo incanto o esito negativo anche di questo - non integra violazione di precetti costituzionali. La procedura mira solo ad evitare che lo Stato, nella sua veste di acquirente necessario dell'immobile non venduto, abbia a subire troppi gravi pregiudizi e, garantendo che sia comunque individuato e versato un prezzo per il bene risultato "invendibile", non pregiudica i diritti dei creditori ne' degli organi preposti al fallimento (artt. 24 e 113 Cost.): tali soggetti hanno infatti la possibilita' o di partecipare agli incanti (allo scopo di acquistare il bene), o di pagare l'ammontare dell'imposta dovuta dal debitore - con conseguente estinzione del procedimento di espropriazione ex art. 49, d.P.R. n. 602 del 1973 - o di riscattare l'immobile con domanda al Pretore, facolta' questa che con l'impugnazione dinanzi al giudice amministrativo dell'atto con il quale l'Intendente di finanza nega l'autorizzazione al terzo incanto, costituisce una incisiva forma di tutela nei confronti di comportamenti dell'Amministrazione finanziaria ritenuti lesivi. La normativa in esame, infine, regolando esclusivamente i rapporti tra lo Stato e gli altri creditori dell'esecutato, non conferisce all'esattore alcuna posizione di ingiustificato privilegio in ordine alla distribuzione del prezzo di devoluzione (art. 3 Cost.) ne', per la natura processuale rivestita, ha attinenza con la materia dell'organizzazione dei pubblici uffici, sia pure intesa in senso lato (art. 97 Cost.). (Manifesta infondatezza della questione di legittimita' costituzionale degli artt. 87 e 51, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 113 Cost.).
Nella procedura esecutiva esattoriale, promossa nei confronti del debitore fallito o sottoposto a procedura coatta amministrativa, la previsione di devoluzione allo Stato dell'immobile esecutato - a seguito dell'esito negativo di due incanti e mancata autorizzazione dell'Intendente di finanza al terzo incanto o esito negativo anche di questo - non integra violazione di precetti costituzionali. La procedura mira solo ad evitare che lo Stato, nella sua veste di acquirente necessario dell'immobile non venduto, abbia a subire troppi gravi pregiudizi e, garantendo che sia comunque individuato e versato un prezzo per il bene risultato "invendibile", non pregiudica i diritti dei creditori ne' degli organi preposti al fallimento (artt. 24 e 113 Cost.): tali soggetti hanno infatti la possibilita' o di partecipare agli incanti (allo scopo di acquistare il bene), o di pagare l'ammontare dell'imposta dovuta dal debitore - con conseguente estinzione del procedimento di espropriazione ex art. 49, d.P.R. n. 602 del 1973 - o di riscattare l'immobile con domanda al Pretore, facolta' questa che con l'impugnazione dinanzi al giudice amministrativo dell'atto con il quale l'Intendente di finanza nega l'autorizzazione al terzo incanto, costituisce una incisiva forma di tutela nei confronti di comportamenti dell'Amministrazione finanziaria ritenuti lesivi. La normativa in esame, infine, regolando esclusivamente i rapporti tra lo Stato e gli altri creditori dell'esecutato, non conferisce all'esattore alcuna posizione di ingiustificato privilegio in ordine alla distribuzione del prezzo di devoluzione (art. 3 Cost.) ne', per la natura processuale rivestita, ha attinenza con la materia dell'organizzazione dei pubblici uffici, sia pure intesa in senso lato (art. 97 Cost.). (Manifesta infondatezza della questione di legittimita' costituzionale degli artt. 87 e 51, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 113 Cost.).
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 3
Costituzione
art. 24
Costituzione
art. 97
Costituzione
art. 113
Altri parametri e norme interposte