Sentenza 499/1988 (ECLI:IT:COST:1988:499)
Massima numero 9080
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente SAJA - Redattore PESCATORE
Udienza Pubblica del
21/04/1988; Decisione del
21/04/1988
Deposito del 27/04/1988; Pubblicazione in G. U. 11/05/1988
Massime associate alla pronuncia:
Titolo
SENT. 499/88. REGIONE PIEMONTE - CAVE E TORBIERE - GIACIMENTI NON ANCORA PREVISTI O DISCIPLINATI DA VIGENTI STRUMENTI URBANISTICI - ADOZIONE DELLA RELATIVA VARIANTE - OBBLIGO PER I COMUNI - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
SENT. 499/88. REGIONE PIEMONTE - CAVE E TORBIERE - GIACIMENTI NON ANCORA PREVISTI O DISCIPLINATI DA VIGENTI STRUMENTI URBANISTICI - ADOZIONE DELLA RELATIVA VARIANTE - OBBLIGO PER I COMUNI - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
Testo
In materia di territorio, la convergenza di rilevanti e diversificati interessi, affidati a specifiche competenze, giustifica l'ampliarsi della istanza partecipativa o di intesa o di leale collaborazione o, piu' semplicemente, di coordinamento: istanza che richiede, accanto alla presenza della Regione, quella dello Stato e di enti e comunita' minori in funzione della tutela degli interessi, di cui essi sono portatori. A tale esigenza collaborativa si ispira chiaramente la legge regionale del Piemonte n. 69 del 1978, che, non soltanto appare rispettosa dell'autonomia del Comune, nelle materie di competenza propria di questo, ma ne consente interventi efficaci anche in materia di cave. (Non fondatezza - in riferimento all'art. 128 Cost. - della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 3, ultimo comma, Legge regione Piemonte 22 novembre 1978, n. 69, denunziato nella parte in cui impone ai Comuni che vengono a conoscere l'esistenza di giacimenti di cava o torbiera, non ancora previsti o disciplinati dagli strumenti urbanistici, di adottare, ai fini di salvaguardia della risorsa estrattiva, la relativa variante). - cfr. S.n. 151/1986, 221/1988, 239/1982, 175/1976, 319/1983.
In materia di territorio, la convergenza di rilevanti e diversificati interessi, affidati a specifiche competenze, giustifica l'ampliarsi della istanza partecipativa o di intesa o di leale collaborazione o, piu' semplicemente, di coordinamento: istanza che richiede, accanto alla presenza della Regione, quella dello Stato e di enti e comunita' minori in funzione della tutela degli interessi, di cui essi sono portatori. A tale esigenza collaborativa si ispira chiaramente la legge regionale del Piemonte n. 69 del 1978, che, non soltanto appare rispettosa dell'autonomia del Comune, nelle materie di competenza propria di questo, ma ne consente interventi efficaci anche in materia di cave. (Non fondatezza - in riferimento all'art. 128 Cost. - della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 3, ultimo comma, Legge regione Piemonte 22 novembre 1978, n. 69, denunziato nella parte in cui impone ai Comuni che vengono a conoscere l'esistenza di giacimenti di cava o torbiera, non ancora previsti o disciplinati dagli strumenti urbanistici, di adottare, ai fini di salvaguardia della risorsa estrattiva, la relativa variante). - cfr. S.n. 151/1986, 221/1988, 239/1982, 175/1976, 319/1983.
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 128
Altri parametri e norme interposte