Ordinanza 48/1993 (ECLI:IT:COST:1993:48)
Massima numero 19156
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente CASAVOLA - Redattore VASSALLI
Udienza Pubblica del
28/01/1993; Decisione del
28/01/1993
Deposito del 10/02/1993; Pubblicazione in G. U. 24/02/1993
Titolo
ORD. 48/93 C. PROCESSO PENALE - INDAGINI PRELIMINARI PREVISTA INUTILIZZABILITA' DEGLI ATTI COMPIUTI OLTRE LA SCADENZA DEL TERMINE MASSIMO STABILITO - DENUNCIATA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DI DIFESA - ESCLUSIONE - TERMINE FINALIZZATO ALLA SNELLEZZA E TEMPESTIVITA' DELL'ATTIVITA' DI INDAGINE - INESISTENZA DI INTERFERENZE SULLE ATTIVITA' PROBATORIE DELLE PARTI PRIVATE - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
ORD. 48/93 C. PROCESSO PENALE - INDAGINI PRELIMINARI PREVISTA INUTILIZZABILITA' DEGLI ATTI COMPIUTI OLTRE LA SCADENZA DEL TERMINE MASSIMO STABILITO - DENUNCIATA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DI DIFESA - ESCLUSIONE - TERMINE FINALIZZATO ALLA SNELLEZZA E TEMPESTIVITA' DELL'ATTIVITA' DI INDAGINE - INESISTENZA DI INTERFERENZE SULLE ATTIVITA' PROBATORIE DELLE PARTI PRIVATE - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
Testo
Le norme che prevedono l'inutilizzabilita' degli atti di indagini compiute oltre il termine massimo previsto in relazione alla durata della fase preliminare del processo non pregiudicano in alcun modo il diritto di difesa in quanto essendo volte ad assicurare alla attivita' di indagine carattere di snellezza e tempestivita', non interferiscono sotto nessun profilo con la ricerca delle fonti di prova che la persona offesa e quella sottoposta alle indagini possono autonomamente svolgere e indurre nel procedimento. (Manifesta infondatezza della questione dell'art. 407, cod.proc.pen., richiamato dall'art. 553, stesso codice, sollevata in riferimento all'art. 24 Cost.).
Le norme che prevedono l'inutilizzabilita' degli atti di indagini compiute oltre il termine massimo previsto in relazione alla durata della fase preliminare del processo non pregiudicano in alcun modo il diritto di difesa in quanto essendo volte ad assicurare alla attivita' di indagine carattere di snellezza e tempestivita', non interferiscono sotto nessun profilo con la ricerca delle fonti di prova che la persona offesa e quella sottoposta alle indagini possono autonomamente svolgere e indurre nel procedimento. (Manifesta infondatezza della questione dell'art. 407, cod.proc.pen., richiamato dall'art. 553, stesso codice, sollevata in riferimento all'art. 24 Cost.).
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 24
Altri parametri e norme interposte