Sentenza 283/1993 (ECLI:IT:COST:1993:283)
Massima numero 19761
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente CASAVOLA - Redattore GRANATA
Udienza Pubblica del
10/06/1993; Decisione del
10/06/1993
Deposito del 16/06/1993; Pubblicazione in G. U. 23/06/1993
Titolo
SENT. 283/93 E. ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE - ESPROPRIAZIONE DI AREE EDIFICABILI - INDENNITA' DOVUTA AL PROPRIETARIO - DETERMINAZIONE IN BASE AL CRITERIO DELLA SEMISOMMA DEL VALORE VENALE E DEL REDDITO DOMINICALE, RIDOTTA DEL 40% - ASSERITA VIOLAZIONE DEL CANONE DI ADEGUATEZZA DELL'INDENNIZZO - ESCLUSIONE - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
SENT. 283/93 E. ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE - ESPROPRIAZIONE DI AREE EDIFICABILI - INDENNITA' DOVUTA AL PROPRIETARIO - DETERMINAZIONE IN BASE AL CRITERIO DELLA SEMISOMMA DEL VALORE VENALE E DEL REDDITO DOMINICALE, RIDOTTA DEL 40% - ASSERITA VIOLAZIONE DEL CANONE DI ADEGUATEZZA DELL'INDENNIZZO - ESCLUSIONE - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
Testo
L'art. 5 bis, comma primo, d.l. n. 333 del 1992, commisurando l'indennita' di esproprio delle aree edificabili alla semisomma del valore venale e del reddito dominicale, ridotta del 40%, non viola il canone di adeguatezza dell'indennizzo 'ex' art. 42, comma terzo, Cost., giacche' introduce un criterio di determinazione "mediato", in cui il valore venale concorre con ulteriori parametri nell'ambito di un corretto bilanciamento di interessi, in guisa da garantire all'espropriato un ristoro non meramente simbolico o irrisorio, ma sufficiente e congruo - nel contesto dell'attuale situazione economico-finanziaria del Paese - rispetto alla funzione di esprimere il massimo di contributo e di riparazione che, nell'ambito degli scopi di interesse generale, la p.a. puo' assicurare all'interesse privato. (Non fondatezza - in riferimento all'art. 42, comma terzo, Cost. - della questione di costituzionalita' del comma primo dell'art. 5 bis, aggiunto al d.l. 11 luglio 1992 n. 333 dalla legge di conversione 8 agosto 1992 n. 359). - v. massima precedente (ed, ivi, richiami giurisprudenziali); sulla legittimita' di criteri concorrenti con il valore venale, v. anche S. nn. 1165/1988, 15/1976.
L'art. 5 bis, comma primo, d.l. n. 333 del 1992, commisurando l'indennita' di esproprio delle aree edificabili alla semisomma del valore venale e del reddito dominicale, ridotta del 40%, non viola il canone di adeguatezza dell'indennizzo 'ex' art. 42, comma terzo, Cost., giacche' introduce un criterio di determinazione "mediato", in cui il valore venale concorre con ulteriori parametri nell'ambito di un corretto bilanciamento di interessi, in guisa da garantire all'espropriato un ristoro non meramente simbolico o irrisorio, ma sufficiente e congruo - nel contesto dell'attuale situazione economico-finanziaria del Paese - rispetto alla funzione di esprimere il massimo di contributo e di riparazione che, nell'ambito degli scopi di interesse generale, la p.a. puo' assicurare all'interesse privato. (Non fondatezza - in riferimento all'art. 42, comma terzo, Cost. - della questione di costituzionalita' del comma primo dell'art. 5 bis, aggiunto al d.l. 11 luglio 1992 n. 333 dalla legge di conversione 8 agosto 1992 n. 359). - v. massima precedente (ed, ivi, richiami giurisprudenziali); sulla legittimita' di criteri concorrenti con il valore venale, v. anche S. nn. 1165/1988, 15/1976.
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 42
co. 3
Altri parametri e norme interposte