Sentenza 280/1995 (ECLI:IT:COST:1995:280)
Massima numero 21649
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente BALDASSARRE - Redattore VASSALLI
Udienza Pubblica del
15/06/1995; Decisione del
15/06/1995
Deposito del 28/06/1995; Pubblicazione in G. U. 05/07/1995
Titolo
SENT. 280/95 A. PROCESSO PENALE - IMPUGNAZIONI - APPELLO PRINCIPALE - APPELLO INCIDENTALE - DIFFERENZA DI FUNZIONE TRA I DUE ISTITUTI - RAGIONEVOLEZZA DELLA PREVISIONE DELL'APPELLO INCIDENTALE.
SENT. 280/95 A. PROCESSO PENALE - IMPUGNAZIONI - APPELLO PRINCIPALE - APPELLO INCIDENTALE - DIFFERENZA DI FUNZIONE TRA I DUE ISTITUTI - RAGIONEVOLEZZA DELLA PREVISIONE DELL'APPELLO INCIDENTALE.
Testo
La ragion d'essere dell'appello incidentale trova le proprie radici nel sistema generale delle impugnazioni, e piu' specificamente in quello dell'appello, intendendosi con l'appello incidentale assicurare a ciascuna delle parti il potere di esprimere le proprie scelte dopo avuta la piena conoscenza della posizione assunta dalle altre parti in ordine alla sentenza di primo grado. Ogni parte, nel sistema del processo, puo', alla luce della sentenza di primo grado, mantenere le posizioni originariamente assunte e quindi, ove la sentenza non abbia dato ad esse piena soddisfazione, impugnare la decisione stessa: ed e' qui che si colloca il rimedio dell'appello principale. Diversa e' invece la situazione della parte rispetto alle prospettive di una sentenza futura quale e' quella del giudice di secondo grado, quando una divergenza di quest'ultima rispetto a quella resa dal giudice di primo grado sia divenuta possibile per effetto dell'appello proposto da altra parte processuale, in particolare da quella le cui ragioni od istanze siano contrapposte alle proprie. In questo caso appare equo e ragionevole assicurare alla parte, che si era risolta a fare acquiescenza alla sentenza del primo giudice, il mezzo per impedire che la sentenza di secondo grado possa sacrificare le proprie ragioni al di la' di quanto gia' accaduto per effetto della sentenza di primo grado. red.: G. Conti
La ragion d'essere dell'appello incidentale trova le proprie radici nel sistema generale delle impugnazioni, e piu' specificamente in quello dell'appello, intendendosi con l'appello incidentale assicurare a ciascuna delle parti il potere di esprimere le proprie scelte dopo avuta la piena conoscenza della posizione assunta dalle altre parti in ordine alla sentenza di primo grado. Ogni parte, nel sistema del processo, puo', alla luce della sentenza di primo grado, mantenere le posizioni originariamente assunte e quindi, ove la sentenza non abbia dato ad esse piena soddisfazione, impugnare la decisione stessa: ed e' qui che si colloca il rimedio dell'appello principale. Diversa e' invece la situazione della parte rispetto alle prospettive di una sentenza futura quale e' quella del giudice di secondo grado, quando una divergenza di quest'ultima rispetto a quella resa dal giudice di primo grado sia divenuta possibile per effetto dell'appello proposto da altra parte processuale, in particolare da quella le cui ragioni od istanze siano contrapposte alle proprie. In questo caso appare equo e ragionevole assicurare alla parte, che si era risolta a fare acquiescenza alla sentenza del primo giudice, il mezzo per impedire che la sentenza di secondo grado possa sacrificare le proprie ragioni al di la' di quanto gia' accaduto per effetto della sentenza di primo grado. red.: G. Conti
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Altri parametri e norme interposte