Sentenza 302/1995 (ECLI:IT:COST:1995:302)
Massima numero 21746
Giudizio GIUDIZIO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO
Presidente BALDASSARRE - Redattore CHELI
Udienza Pubblica del
26/06/1995; Decisione del
26/06/1995
Deposito del 06/07/1995; Pubblicazione in G. U. 09/08/1995
Titolo
SENT. 302/95 E. CORTE DEI CONTI - CONTROLLO PREVENTIVO DI LEGITTIMITA' SUGLI ATTI DEL GOVERNO - DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO CONCERNENTE LE PARTECIPAZIONI DETENIBILI DA ENTI O GRUPPI CREDITIZI - OMESSA SOTTOPOSIZIONE A CONTROLLO DI TALE DECRETO - CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO SOLLEVATO DALLA CORTE DEI CONTI NEI CONFRONTI DEL GOVERNO - NECESSITA' DI RISOLVERLO ALLA STREGUA DELLE DISPOSIZIONI, SULL'OGGETTO E I LIMITI DEL CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI, IN VIGORE AL MOMENTO DELL'EMANAZIONE DEL DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO, CONTENUTE NEL DECRETO-LEGGE N. 143 DEL 1993 E CONVALIDATE DALLA LEGGE N. 20 DEL 1994 - MANCANZA, NEL DECRETO MINISTERIALE IN QUESTIONE, (IN QUANTO NON QUALIFICABILE COME "ATTO GENERALE DI INDIRIZZO" O "ATTUATIVO DI NORME COMUNITARIE") DEI REQUISITI RICHIESTI DAL DECRETO-LEGGE N. 143 PER LA SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO DI SOTTOPOSIZIONE A CONTROLLO - NON SPETTANZA ALLA CORTE DEI CONTI DELLA COMPETENZA RIVENDICATA.
SENT. 302/95 E. CORTE DEI CONTI - CONTROLLO PREVENTIVO DI LEGITTIMITA' SUGLI ATTI DEL GOVERNO - DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO CONCERNENTE LE PARTECIPAZIONI DETENIBILI DA ENTI O GRUPPI CREDITIZI - OMESSA SOTTOPOSIZIONE A CONTROLLO DI TALE DECRETO - CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO SOLLEVATO DALLA CORTE DEI CONTI NEI CONFRONTI DEL GOVERNO - NECESSITA' DI RISOLVERLO ALLA STREGUA DELLE DISPOSIZIONI, SULL'OGGETTO E I LIMITI DEL CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI, IN VIGORE AL MOMENTO DELL'EMANAZIONE DEL DECRETO DEL MINISTRO DEL TESORO, CONTENUTE NEL DECRETO-LEGGE N. 143 DEL 1993 E CONVALIDATE DALLA LEGGE N. 20 DEL 1994 - MANCANZA, NEL DECRETO MINISTERIALE IN QUESTIONE, (IN QUANTO NON QUALIFICABILE COME "ATTO GENERALE DI INDIRIZZO" O "ATTUATIVO DI NORME COMUNITARIE") DEI REQUISITI RICHIESTI DAL DECRETO-LEGGE N. 143 PER LA SUSSISTENZA DELL'OBBLIGO DI SOTTOPOSIZIONE A CONTROLLO - NON SPETTANZA ALLA CORTE DEI CONTI DELLA COMPETENZA RIVENDICATA.
Testo
Ai fini della soluzione del conflitto di attribuzione tra poteri sollevato dalla Corte dei conti per la mancata sottoposizione al controllo preventivo di legittimita' del decreto del Ministro del tesoro 22 giugno 1993, n. 242632, con cui si dettano i criteri ai quali la Banca d'Italia deve attenersi nel disciplinare la materia delle partecipazioni detenibili da parte degli enti creditizi, la normativa in tema di controllo della Corte dei conti che, tra i diversi decreti-legge emanati al riguardo nel 1993 (nn. 143, del 15 maggio, n. 232, del 17 luglio, n. 453, del 15 novembre) oltre alla legge n. 20 del 14 gennaio 1994, assume rilievo, non puo' essere altro che quella - alla quale fa appunto riferimento la ricorrente nella sua istanza principale - in vigore alla data dell'emanazione dell'atto, contenuta nel decreto-legge 15 maggio 1993, n. 143, successivamente convalidata nei suoi effetti - a seguito della mancata conversione dello stesso decreto-legge - dall'art. 8, comma primo, della legge n. 20 del 1994. Deve tuttavia escludersi che il decreto del Ministro del tesoro possa essere qualificato - come richiesto dall'art. 7, primo comma, lett. c) del decreto-legge n. 143, agli effetti dell'obbligo di sottoporre gli atti del Governo al controllo - "atto generale di indirizzo" - giacche' si indirizza esclusivamente alla Banca d'Italia - e altresi' che possa comprendersi - come richiesto dallo stesso art. 7, comma primo, lett. e) - tra "gli atti generali attuativi di norme comunitarie", come quella espressa nella direttiva 89/646 CEE. Deve quindi dichiararsi che non spettava alla Corte dei conti, Sezione di controllo sugli atti del Governo, la competenza a controllare il su indicato decreto del Ministro del tesoro. red.: S.P.
Ai fini della soluzione del conflitto di attribuzione tra poteri sollevato dalla Corte dei conti per la mancata sottoposizione al controllo preventivo di legittimita' del decreto del Ministro del tesoro 22 giugno 1993, n. 242632, con cui si dettano i criteri ai quali la Banca d'Italia deve attenersi nel disciplinare la materia delle partecipazioni detenibili da parte degli enti creditizi, la normativa in tema di controllo della Corte dei conti che, tra i diversi decreti-legge emanati al riguardo nel 1993 (nn. 143, del 15 maggio, n. 232, del 17 luglio, n. 453, del 15 novembre) oltre alla legge n. 20 del 14 gennaio 1994, assume rilievo, non puo' essere altro che quella - alla quale fa appunto riferimento la ricorrente nella sua istanza principale - in vigore alla data dell'emanazione dell'atto, contenuta nel decreto-legge 15 maggio 1993, n. 143, successivamente convalidata nei suoi effetti - a seguito della mancata conversione dello stesso decreto-legge - dall'art. 8, comma primo, della legge n. 20 del 1994. Deve tuttavia escludersi che il decreto del Ministro del tesoro possa essere qualificato - come richiesto dall'art. 7, primo comma, lett. c) del decreto-legge n. 143, agli effetti dell'obbligo di sottoporre gli atti del Governo al controllo - "atto generale di indirizzo" - giacche' si indirizza esclusivamente alla Banca d'Italia - e altresi' che possa comprendersi - come richiesto dallo stesso art. 7, comma primo, lett. e) - tra "gli atti generali attuativi di norme comunitarie", come quella espressa nella direttiva 89/646 CEE. Deve quindi dichiararsi che non spettava alla Corte dei conti, Sezione di controllo sugli atti del Governo, la competenza a controllare il su indicato decreto del Ministro del tesoro. red.: S.P.
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 77
Costituzione
art. 100
co. 2
Altri parametri e norme interposte
decreto legge 15/05/1993
n. 143
art. 7
co. 1 lett. c)
decreto legge 15/05/1993
n. 143
art. 7
co. 1 lett. e)
legge 14/01/1994
n. 20
art. 8
co. 1