Sentenza 256/1996 (ECLI:IT:COST:1996:256)
Massima numero 22842
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente FERRI  - Redattore CHIEPPA
Udienza Pubblica del  10/07/1996;  Decisione del  10/07/1996
Deposito del 18/07/1996; Pubblicazione in G. U. 31/07/1996
Massime associate alla pronuncia:  22838  22840  22841  22843  22844  22845  22846


Titolo
SENT. 256/96 D. EDILIZIA E URBANISTICA - REATI URBANISTICI - CONDONO EDILIZIO - RIAPERTURA DEI TERMINI - ART. 39 L. N. 724 DEL 1994 E L. N. 47 DEL 1985 - DENUNZIATA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLA SALUTE ED ALLA DIGNITA' DELLA PERSONA - ESCLUSIONE - QUESTIONE GIA' DECISA - CONTEMPERAMENTO DEI DIRITTI IN GIUOCO - FINALITA' DI DEFINITIVO RIORDINO DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.

Testo
E' manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 32, primo comma, e 3, secondo comma, Cost., la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, nonche', in quanto da questo richiamate e fatte proprie, delle disposizioni di cui ai capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (artt. 31 e segg.), sollevata sotto il profilo che la normativa sul condono consentirebbe la sanatoria anche di opere costruite in spregio alle norme urbanistiche a tutela della salute ed, impedendo la programmazione, determinerebbe danni alla salute psico-fisica (per mancanza di aree destinate ad ospedali, posti di pronto soccorso, polizia, vigili del fuoco, o al verde) e condizioni di sottosviluppo culturale (per mancanza di aree destinate a infrastrutture come le scuole). La Corte, invero, ha gia' affermato (sent. n. 427/1995) che il condono e' diretto proprio alla finalita' di realizzare un contemperamento dei valori in giuoco, quali, tra gli altri, quello della salute, e quelli, pure di fondamentale rilevanza sul piano della dignita' umana, dell'abitazione e del lavoro. Inoltre, il nuovo sistema del condono edilizio, risultante dalle disposizioni dell'art. 39 legge n. 724 del 1994 e da quelle, indissolubilmente connesse, del decreto legge 25 maggio 1996, n. 285 (ultimo di una lunga catena di decreti legge reiterati), e' stato dettato proprio dalla necessita' di procedere ad un definitivo riordino della regolamentazione del territorio, e presenta infatti aspetti direttamente volti al ripristino della tutela del controllo sul territorio, prevedendo una serie di limiti e di restrizioni che tendono a circoscrivere l'ambito della definizione agevolata. red.: A. Franco

Atti oggetto del giudizio

Parametri costituzionali

Costituzione  art. 3  co. 2

Costituzione  art. 32  co. 1

Altri parametri e norme interposte