Sentenza 235/1997 (ECLI:IT:COST:1997:235)
Massima numero 23411
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente GRANATA - Redattore ZAGREBELSKY
Udienza Pubblica del
19/06/1997; Decisione del
19/06/1997
Deposito del 15/07/1997; Pubblicazione in G. U. 23/07/1997
Massime associate alla pronuncia:
Titolo
SENT. 235/97. IMPOSTA SULL'INCREMENTO DEL VALORE IMMOBILIARE (IN.V.IM.) - IN.V.IM. DECENNALE E STRAORDINARIA PER L'ANNO 1991 - ESENZIONE - APPLICABILITA' DEL BENEFICIO AGLI IMMOBILI APPARTENENTI AD ISTITUZIONI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA E DOTAZIONE PATRIMONIALE, CHE SIANO ESPRESSIONE DI CONFESSIONI RELIGIOSE AMMESSE DALLO STATO MA DIVERSE DALLA RELIGIONE CATTOLICA - ESCLUSIONE - PRETESA LESIONE DEL DIRITTO DI EGUAGLIANZA DELLE CONFESSIONI RELIGIOSE E DELLA LIBERTA' DI CULTO - PRETESA VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI SPECIALI LIMITAZIONI LEGISLATIVE E FISCALI PER GLI ENTI DI CULTO - PRETESA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA CAPACITA' CONTRIBUTIVA - RICHIAMO ALLE SENTENZE NN. 108/1983 E 86/1985 - INFONDATEZZA.
SENT. 235/97. IMPOSTA SULL'INCREMENTO DEL VALORE IMMOBILIARE (IN.V.IM.) - IN.V.IM. DECENNALE E STRAORDINARIA PER L'ANNO 1991 - ESENZIONE - APPLICABILITA' DEL BENEFICIO AGLI IMMOBILI APPARTENENTI AD ISTITUZIONI AVENTI PERSONALITA' GIURIDICA E DOTAZIONE PATRIMONIALE, CHE SIANO ESPRESSIONE DI CONFESSIONI RELIGIOSE AMMESSE DALLO STATO MA DIVERSE DALLA RELIGIONE CATTOLICA - ESCLUSIONE - PRETESA LESIONE DEL DIRITTO DI EGUAGLIANZA DELLE CONFESSIONI RELIGIOSE E DELLA LIBERTA' DI CULTO - PRETESA VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI SPECIALI LIMITAZIONI LEGISLATIVE E FISCALI PER GLI ENTI DI CULTO - PRETESA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA CAPACITA' CONTRIBUTIVA - RICHIAMO ALLE SENTENZE NN. 108/1983 E 86/1985 - INFONDATEZZA.
Testo
Non e' fondata, con riferimento agli artt. 3, 8, 19, 20 e 53 Cost., la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 8, comma 3, l. 16 dicembre 1977, n. 904 (Modificazioni alla disciplina dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche e al regime tributario dei dividendi e degli aumenti di capitale, adeguamento del capitale minimo delle societa' e altre norme in materia fiscale e societaria) - che esonera dall'INVIM decennale o periodica tutti gli immobili appartenenti ai benefici ecclesiastici, indipendentemente dalla loro destinazione - e dell'art. 45, l. 20 maggio 1985, n. 222 (Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi) - che estende tale esenzione agli Istituti per il sostentamento del clero, i quali, per effetto della medesima legge, succedono ai benefici estinti in tutti i rapporti attivi e passivi (art. 28) - in quanto - posto che le norme denunciate violerebbero gli artt. 3, 8, 19, 20 e 53 Cost. per la disparita' di trattamento ch'esse determinerebbero rispetto alla disciplina tributaria prevista per i beni appartenenti a enti di culti diversi da quello cattolico (nella specie, Comunita' ebraica di Venezia, ricorrente di fronte al giudice remittente); che la disparita' di trattamento lamentata consisterebbe in cio', che mentre i beni degli enti del culto cattolico sono esentati totalmente dall'imposta quale che sia la destinazione dell'immobile (disciplina denunciata), quelli degli enti di culto diverso da quello cattolico sono esentati totalmente dall'imposta solo se vi sia una destinazione diretta dell'immobile ai fini istituzionali dell'ente (art. 25 d.P.R. n. 643 del 1972, recante istituzione dell'INVIM); che il rispetto o la violazione del principio di uguaglianza in materia religiosa da parte delle norme tributarie statali (valutazione che presuppone un raffronto tra discipline che coinvolgono disposizioni, alcune delle quali inserite in complessi normativi distinti e diversi per contenuti, aventi base in accordi o intese tra lo Stato e le confessioni religiose) devono valutarsi tenendo necessariamente conto delle distinte discipline dei soggetti destinatari di quella normativa, dove la distinzione e' conseguenza del sistema di regolamentazione dei rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose voluto dalla Costituzione; che, mentre agli Istituti per il sostentamento del clero deve riconoscersi la natura di enti strumentali "ad hoc" della Chiesa cattolica, con personalita' giuridica nell'ordinamento dello Stato, le Comunita' ebraiche sono, innanzitutto, comunita' sociali che organizzano ed esprimono l'insieme degli interessi religiosi, culturali e assistenziali qualificanti la loro identita'; e che, mentre gli Istituti, all'interno della complessa organizzazione della Chiesa, assicurano il sostentamento dei ministri del culto, scopo specifico e unico al quale sono finalizzate tutte le risorse di cui possono disporre, con la conseguenza che l'esenzione totale dall'INVIM decennale vale per essi non tanto per l'appartenenza degli immobili a determinati soggetti, quanto per la destinazione degli stessi e dei redditi all'unica loro finalita' istituzionale, al contrario, il sostentamento dei ministri del culto rappresenta una soltanto delle attivita' cui attendono le Comunita' ebraiche, nel patrimonio delle quali, per l'ordinamento dello Stato, i beni non sono distinguibili a seconda che siano utilizzati per tale fine ovvero per altri scopi, tra quelli propri delle Comunita' stesse - siffatta differenza di natura soggettiva direttamente collegata alla diversita' delle funzioni e della destinazione oggettiva dei beni impedisce di addivenire ad una pronuncia di incostituzionalita', che, determinando l'estensione dell'esenzione totale dall'INVIM periodica, finirebbe per riguardare beni immobili delle Comunita' ebraiche destinati anche a finalita' diverse dal sostentamento dei ministri del culto ebraico, eccedendosi, in tal modo, dalla portata della norma di esenzione assunta come termine di comparazione nel giudizio di uguaglianza. - Sent. n. 86/1985. red.: S. Di Palma
Non e' fondata, con riferimento agli artt. 3, 8, 19, 20 e 53 Cost., la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 8, comma 3, l. 16 dicembre 1977, n. 904 (Modificazioni alla disciplina dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche e al regime tributario dei dividendi e degli aumenti di capitale, adeguamento del capitale minimo delle societa' e altre norme in materia fiscale e societaria) - che esonera dall'INVIM decennale o periodica tutti gli immobili appartenenti ai benefici ecclesiastici, indipendentemente dalla loro destinazione - e dell'art. 45, l. 20 maggio 1985, n. 222 (Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi) - che estende tale esenzione agli Istituti per il sostentamento del clero, i quali, per effetto della medesima legge, succedono ai benefici estinti in tutti i rapporti attivi e passivi (art. 28) - in quanto - posto che le norme denunciate violerebbero gli artt. 3, 8, 19, 20 e 53 Cost. per la disparita' di trattamento ch'esse determinerebbero rispetto alla disciplina tributaria prevista per i beni appartenenti a enti di culti diversi da quello cattolico (nella specie, Comunita' ebraica di Venezia, ricorrente di fronte al giudice remittente); che la disparita' di trattamento lamentata consisterebbe in cio', che mentre i beni degli enti del culto cattolico sono esentati totalmente dall'imposta quale che sia la destinazione dell'immobile (disciplina denunciata), quelli degli enti di culto diverso da quello cattolico sono esentati totalmente dall'imposta solo se vi sia una destinazione diretta dell'immobile ai fini istituzionali dell'ente (art. 25 d.P.R. n. 643 del 1972, recante istituzione dell'INVIM); che il rispetto o la violazione del principio di uguaglianza in materia religiosa da parte delle norme tributarie statali (valutazione che presuppone un raffronto tra discipline che coinvolgono disposizioni, alcune delle quali inserite in complessi normativi distinti e diversi per contenuti, aventi base in accordi o intese tra lo Stato e le confessioni religiose) devono valutarsi tenendo necessariamente conto delle distinte discipline dei soggetti destinatari di quella normativa, dove la distinzione e' conseguenza del sistema di regolamentazione dei rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose voluto dalla Costituzione; che, mentre agli Istituti per il sostentamento del clero deve riconoscersi la natura di enti strumentali "ad hoc" della Chiesa cattolica, con personalita' giuridica nell'ordinamento dello Stato, le Comunita' ebraiche sono, innanzitutto, comunita' sociali che organizzano ed esprimono l'insieme degli interessi religiosi, culturali e assistenziali qualificanti la loro identita'; e che, mentre gli Istituti, all'interno della complessa organizzazione della Chiesa, assicurano il sostentamento dei ministri del culto, scopo specifico e unico al quale sono finalizzate tutte le risorse di cui possono disporre, con la conseguenza che l'esenzione totale dall'INVIM decennale vale per essi non tanto per l'appartenenza degli immobili a determinati soggetti, quanto per la destinazione degli stessi e dei redditi all'unica loro finalita' istituzionale, al contrario, il sostentamento dei ministri del culto rappresenta una soltanto delle attivita' cui attendono le Comunita' ebraiche, nel patrimonio delle quali, per l'ordinamento dello Stato, i beni non sono distinguibili a seconda che siano utilizzati per tale fine ovvero per altri scopi, tra quelli propri delle Comunita' stesse - siffatta differenza di natura soggettiva direttamente collegata alla diversita' delle funzioni e della destinazione oggettiva dei beni impedisce di addivenire ad una pronuncia di incostituzionalita', che, determinando l'estensione dell'esenzione totale dall'INVIM periodica, finirebbe per riguardare beni immobili delle Comunita' ebraiche destinati anche a finalita' diverse dal sostentamento dei ministri del culto ebraico, eccedendosi, in tal modo, dalla portata della norma di esenzione assunta come termine di comparazione nel giudizio di uguaglianza. - Sent. n. 86/1985. red.: S. Di Palma
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 3
Costituzione
art. 8
Costituzione
art. 19
Costituzione
art. 20
Costituzione
art. 53
Altri parametri e norme interposte