Sentenza 89/1998 (ECLI:IT:COST:1998:89)
Massima numero 23811
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente GRANATA  - Redattore NEPPI MODONA
Udienza Pubblica del  25/03/1998;  Decisione del  25/03/1998
Deposito del 01/04/1998; Pubblicazione in G. U. 08/04/1998
Massime associate alla pronuncia:


Titolo
SENT. 89/98. PROCESSO PENALE - MISURE CAUTELARI PERSONALI - REVOCA O SOSTITUZIONE - FASE DELLE INDAGINI PRELIMINARI - LIMITI AL POTERE DEL GIUDICE DI PROVVEDERE D'UFFICIO - PRETESA DISPARITA' DI TRATTAMENTO TRA INDAGATI A SECONDA SE SIA STATO O MENO RICHIESTO INCIDENTE PROBATORIO - PRETESA LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA - PRETESO CONTRASTO CON LA LEGGE DI DELEGA - NON FONDATEZZA.

Testo
Non e' fondata, con riferimento agli artt. 3, 24, comma secondo, e 76 Cost., in relazione all'art. 2, n. 59, l. 16 febbraio 1987, n. 81, la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 299, comma 3, cod. proc. pen., nella parte in cui limiterebbe il potere del giudice di provvedere d'ufficio, nel corso delle indagini preliminari, alla revoca o alla sostituzione delle misure cautelari quando assume l'interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare, o quando e' richiesto della proroga del termine per le indagini preliminari o dell'assunzione di incidente probatorio (nella specie, il G.I.P., investito di una richiesta di modifica della misura cautelare degli arresti domiciliari, con la quale l'indagato chiedeva di essere autorizzato ad assentarsi dal domicilio per esigenze di lavoro, aveva accertato che dall'istanza e dalla documentazione ad essa allegata era emersa una situazione che avrebbe imposto la revoca della misura per essere venute meno le esigenze cautelari), in quanto la disposizione impugnata deve essere interpretata, conformemente a Costituzione, nel senso che, se il potere di intervento d'ufficio e' riconosciuto nelle situazioni, tassativamente previste dall'art. 299, comma 3, in cui il G.I.P. risulti investito del procedimento per l'esercizio di poteri attinenti alla sua competenza funzionale, ma estranei alla materia "de libertate" (e cioe': proroga del termine per le indagini preliminari e assunzione dell'incidente probatorio), a maggior ragione si deve ritenere che il giudice sia abilitato ad intervenire "in bonam partem" senza limiti derivanti dallo specifico petitum, quando sia comunque investito della competenza funzionale in materia cautelare da una richiesta dell'imputato; con la precisazione che tale interpretazione non estende le ipotesi, tassativamente previste dalla legge, in cui il giudice e' abilitato a provvedere d'ufficio "de libertate", ma si limita a riconoscere un potere di intervento "pro libertate" quando il giudice e' gia' investito di una domanda cautelare. - S. n. 4/1992; O. nn. 435/1993 e 340/1995. red.: S. Di Palma

Atti oggetto del giudizio

Parametri costituzionali

Costituzione  art. 3

Costituzione  art. 24  co. 2

Costituzione  art. 76

Altri parametri e norme interposte

legge  16/02/1987  n. 81  art. 2  n. 59