Ordinanza 302/1998 (ECLI:IT:COST:1998:302)
Massima numero 24149
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente VASSALLI - Redattore GUIZZI
Udienza Pubblica del
07/07/1998; Decisione del
07/07/1998
Deposito del 18/07/1998; Pubblicazione in G. U. 02/09/1998
Massime associate alla pronuncia:
Titolo
ORD. 302/98. IMPIEGO PUBBLICO - DEBITI RISARCITORI DEL DIPENDENTE PUBBLICO DERIVANTI DAL REATO DI ABUSO D'UFFICIO PATRIMONIALE - SEQUESTRABILITA' DELLE RETRIBUZIONI DOVUTE AL PREDETTO DIPENDENTE PUBBLICO - LIMITE FISSO DEL QUINTO - IPOTESI IN CUI IL DEBITORE SIA IMPUTATO DI DELITTI DAI QUALI ABBIA RICAVATO CONSISTENTI PROVENTI ILLECITI - ASSERITA MANCANZA DI UN EQUILIBRATO BILANCIAMENTO DEGLI INTERESSI OPERATO DAL LEGISLATORE - IMPOSSIBILITA' DI RICHIEDERE ALLA CORTE UNA PRONUNZIA ADDITIVA INDETERMINATA - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
ORD. 302/98. IMPIEGO PUBBLICO - DEBITI RISARCITORI DEL DIPENDENTE PUBBLICO DERIVANTI DAL REATO DI ABUSO D'UFFICIO PATRIMONIALE - SEQUESTRABILITA' DELLE RETRIBUZIONI DOVUTE AL PREDETTO DIPENDENTE PUBBLICO - LIMITE FISSO DEL QUINTO - IPOTESI IN CUI IL DEBITORE SIA IMPUTATO DI DELITTI DAI QUALI ABBIA RICAVATO CONSISTENTI PROVENTI ILLECITI - ASSERITA MANCANZA DI UN EQUILIBRATO BILANCIAMENTO DEGLI INTERESSI OPERATO DAL LEGISLATORE - IMPOSSIBILITA' DI RICHIEDERE ALLA CORTE UNA PRONUNZIA ADDITIVA INDETERMINATA - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
Testo
Manifesta infondatezza della questione, in quanto - posto che il dubbio di legittimita' costituzionale, avanzato dal giudice 'a quo' in riferimento all'art. 3 Cost., ha ad oggetto il combinato disposto dell'art. 545, quarto comma, cod. proc. civ., e dell'art. 2 del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, nella parte in cui limita ad un quinto la sequestrabilita' delle retribuzioni dovute al pubblico dipendente anche per i debiti risarcitori che derivano dal reato di abuso d'ufficio patrimoniale (art. 323, secondo comma, cod. pen.); e considerato che, ad avviso del rimettente, il bilanciamento degli interessi operato dal legislatore non risulterebbe adeguatamente equilibrato nel caso in cui il debitore sia imputato di delitti dai quali abbia ricavato consistenti proventi illeciti, con specifico riguardo all'abuso d'ufficio - non si puo' richiedere alla Corte una pronunzia additiva indeterminata, tale da ledere l'ambito di discrezionalita' riservato al legislatore. Peraltro, vanno respinte le censure di irragionevolezza mosse alle norme indicate, le quali realizzano un <> fra i valori costituzionali in gioco, tenuto anche conto della <<'ratio' sottesa alla limitata pignorabilita' (o sequestrabilita') e cioe' della esigenza, costituzionalmente rilevante, di salvaguardare i bisogni essenziali del lavoratore>>. - Cfr. O. n. 260/1987, nonche' S. nn. 434/1997 e 20/1968. red.: G. Leo
Manifesta infondatezza della questione, in quanto - posto che il dubbio di legittimita' costituzionale, avanzato dal giudice 'a quo' in riferimento all'art. 3 Cost., ha ad oggetto il combinato disposto dell'art. 545, quarto comma, cod. proc. civ., e dell'art. 2 del d.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, nella parte in cui limita ad un quinto la sequestrabilita' delle retribuzioni dovute al pubblico dipendente anche per i debiti risarcitori che derivano dal reato di abuso d'ufficio patrimoniale (art. 323, secondo comma, cod. pen.); e considerato che, ad avviso del rimettente, il bilanciamento degli interessi operato dal legislatore non risulterebbe adeguatamente equilibrato nel caso in cui il debitore sia imputato di delitti dai quali abbia ricavato consistenti proventi illeciti, con specifico riguardo all'abuso d'ufficio - non si puo' richiedere alla Corte una pronunzia additiva indeterminata, tale da ledere l'ambito di discrezionalita' riservato al legislatore. Peraltro, vanno respinte le censure di irragionevolezza mosse alle norme indicate, le quali realizzano un <
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 3
Altri parametri e norme interposte