Sentenza 453/1998 (ECLI:IT:COST:1998:453)
Massima numero 24379
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente GRANATA - Redattore VARI
Udienza Pubblica del
16/12/1998; Decisione del
16/12/1998
Deposito del 30/12/1998; Pubblicazione in G. U. 13/01/1999
Titolo
SENT. 453/98 B. CORTE DEI CONTI - RESPONSABILITA' DEI DIPENDENTI E DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI - DANNO ERARIALE CAUSATO DA PIU' PERSONE - LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITA' SOLIDALE AI SOLI CONCORRENTI CHE ABBIANO CONSEGUITO UN ILLECITO ARRICCHIMENTO O ABBIANO AGITO CON DOLO - ASSERITA IRRAGIONEVOLEZZA - INSUSSISTENZA - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
SENT. 453/98 B. CORTE DEI CONTI - RESPONSABILITA' DEI DIPENDENTI E DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI - DANNO ERARIALE CAUSATO DA PIU' PERSONE - LIMITAZIONE DELLA RESPONSABILITA' SOLIDALE AI SOLI CONCORRENTI CHE ABBIANO CONSEGUITO UN ILLECITO ARRICCHIMENTO O ABBIANO AGITO CON DOLO - ASSERITA IRRAGIONEVOLEZZA - INSUSSISTENZA - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
Testo
Non e' fondata la questione di legittimita' costituzionale - sollevata in riferimento all'art. 3, sotto il profilo della irragionevolezza, ed all'art. 28 Cost. - dell'art. 1, comma 1-'quinquies', della legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti), <>, in quanto l'inconveniente segnalato dalla Corte rimettente - relativo agli <> la disposizione denunciata, imponendo al giudice di infliggere, in fattispecie analoghe a quella in esame, condanne per importi superiori alla perdita subita dall'erario - deriva da una scelta interpretativa che appare tutt'altro che scontata, risultando, infatti, disattesa da quella giurisprudenza che afferma che l'agente il quale, a titolo di colpa, risponde soltanto per una quota del danno, resti obbligato solo in via eventuale dopo l'infruttuosa escussione di coloro che abbiano agito con dolo. Tale orientamento, gia' accolto in passato dalla giurisprudenza contabile <>, e' stato ribadito di recente (v. Corte dei conti, Sezioni riunite, 25 febbraio 1997, n. 29) nei confronti della nuova disciplina, <>. - Sul principio secondo il quale e' compito del giudice dare, per quanto sia possibile, alle norme denunciate una interpretazione 'secundum Constitutionem', v., tra le molte, S. nn. 307/1996 e 354/1997. red.: G. Leo
Non e' fondata la questione di legittimita' costituzionale - sollevata in riferimento all'art. 3, sotto il profilo della irragionevolezza, ed all'art. 28 Cost. - dell'art. 1, comma 1-'quinquies', della legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti), <
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 3
Costituzione
art. 28
Altri parametri e norme interposte