Sentenza 224/2000 (ECLI:IT:COST:2000:224)
Massima numero 25437
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente GUIZZI - Redattore ZAGREBELSKY
Udienza Pubblica del
08/06/2000; Decisione del
08/06/2000
Deposito del 22/06/2000; Pubblicazione in G. U. 28/06/2000
Massime associate alla pronuncia:
Titolo
Reati militari - Mancanza alla chiamata e diserzione - Aggravante della durata ultrasemestrale dell'assenza - Prospettata irrazionalità della diversita' di trattamento rispetto al reato di rifiuto totale del servizio militare per motivi di coscienza - Non fondatezza della questione.
Reati militari - Mancanza alla chiamata e diserzione - Aggravante della durata ultrasemestrale dell'assenza - Prospettata irrazionalità della diversita' di trattamento rispetto al reato di rifiuto totale del servizio militare per motivi di coscienza - Non fondatezza della questione.
Testo
Nei reati di mancanza alle chiamate e di diserzione e nel reato di rifiuto di prestare il servizio militare per motivi di coscienza, la presenza o l'assenza del fattore della coscienza, quale ragione determinante la violazione degli obblighi di legge, rende tutt'altro che manifestamente arbitraria la determinazione del legislatore, nel primo caso, di riconoscere e nel secondo caso di escludere, rilievo al tempo nel quale perdura la mancata "incorporazione", ai fini dell'applicaiblita' dell'aggravante della durata ultrasemestrale dell'assenza, prevista solo per i reati di mancanza alla chiamata e di diserzione. Infatti, mentre nell'ipotesi dei primi due reati, la violazione concerne un obbligo permanente, da cui derivano singoli doveri, il cui mancato rispetto puo' dare luogo a plurime sentenze di condanna, nella seconda ipotesi il legislatore ha preso in considerazione il fatto istantaneo del "rifiuto di prestare il servizio militare", coerentemente con il significato della disposizione che, facendo conseguire alla sentenza di condanna l'esonero dagli obblighi di leva, esclude la possibilita' di violazioni plurime dell'obbligo alla prestazione di cui trattasi. Non e' pertanto fondata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 154, primo comma, numero 1), del codice penale militare di pace, censurato in quanto prevede l'aggravante della durata ultrasemestrale dell'assenza per i reati di mancanza alla chiamata e di diserzione e non anche per il reato di rifiuto totale del servizio militare. - v., in tema di "incorporazione" dei soggetti obbligati al servizio di leva, le sentenze nn. 409/1989, 343/1993 e 422/1993. A.M.M.
Nei reati di mancanza alle chiamate e di diserzione e nel reato di rifiuto di prestare il servizio militare per motivi di coscienza, la presenza o l'assenza del fattore della coscienza, quale ragione determinante la violazione degli obblighi di legge, rende tutt'altro che manifestamente arbitraria la determinazione del legislatore, nel primo caso, di riconoscere e nel secondo caso di escludere, rilievo al tempo nel quale perdura la mancata "incorporazione", ai fini dell'applicaiblita' dell'aggravante della durata ultrasemestrale dell'assenza, prevista solo per i reati di mancanza alla chiamata e di diserzione. Infatti, mentre nell'ipotesi dei primi due reati, la violazione concerne un obbligo permanente, da cui derivano singoli doveri, il cui mancato rispetto puo' dare luogo a plurime sentenze di condanna, nella seconda ipotesi il legislatore ha preso in considerazione il fatto istantaneo del "rifiuto di prestare il servizio militare", coerentemente con il significato della disposizione che, facendo conseguire alla sentenza di condanna l'esonero dagli obblighi di leva, esclude la possibilita' di violazioni plurime dell'obbligo alla prestazione di cui trattasi. Non e' pertanto fondata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 154, primo comma, numero 1), del codice penale militare di pace, censurato in quanto prevede l'aggravante della durata ultrasemestrale dell'assenza per i reati di mancanza alla chiamata e di diserzione e non anche per il reato di rifiuto totale del servizio militare. - v., in tema di "incorporazione" dei soggetti obbligati al servizio di leva, le sentenze nn. 409/1989, 343/1993 e 422/1993. A.M.M.
Atti oggetto del giudizio
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 3
Altri parametri e norme interposte