Ordinanza 119/2003 (ECLI:IT:COST:2003:119)
Massima numero 27603
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente CHIEPPA - Redattore MARINI A.
Udienza Pubblica del
26/03/2003; Decisione del
26/03/2003
Deposito del 10/04/2003; Pubblicazione in G. U. 16/04/2003
Massime associate alla pronuncia:
Titolo
Contenzioso tributario - Acquisizione di atti di indagine penale - Efficacia probatoria in assenza di preventiva verifica da parte dell’amministrazione finanziaria - Lamentata lesione del diritto di difesa del contribuente - Manifesta infondatezza della questione.
Contenzioso tributario - Acquisizione di atti di indagine penale - Efficacia probatoria in assenza di preventiva verifica da parte dell’amministrazione finanziaria - Lamentata lesione del diritto di difesa del contribuente - Manifesta infondatezza della questione.
Testo
Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e dell'art. 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, in quanto attribuirebbero efficacia probatoria, nel processo tributario, ad atti di indagine assunti dal pubblico ministero al di fuori di qualsiasi contraddittorio, in assenza di preventiva verifica da parte dell'amministrazione finanziaria. Le norme censurate, infatti, prevedendo soltanto che l'amministrazione finanziaria possa ricevere «documenti, dati o notizie» acquisiti nel corso di indagini penali, per porli a base della propria attività di accertamento, non limitano la possibilità per il contribuente di contestare i risultati di quegli atti di indagine dinanzi al giudice tributario, il quale, del resto, (come si afferma nella giurisprudenza della Corte di cassazione) sebbene possa fondare il proprio convincimento su prove acquisite in sede penale, non ne può, tuttavia, recepire in maniera pedissequa il contenuto, dovendo, invece, sottoporle al proprio vaglio critico.
Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e dell'art. 63 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, in quanto attribuirebbero efficacia probatoria, nel processo tributario, ad atti di indagine assunti dal pubblico ministero al di fuori di qualsiasi contraddittorio, in assenza di preventiva verifica da parte dell'amministrazione finanziaria. Le norme censurate, infatti, prevedendo soltanto che l'amministrazione finanziaria possa ricevere «documenti, dati o notizie» acquisiti nel corso di indagini penali, per porli a base della propria attività di accertamento, non limitano la possibilità per il contribuente di contestare i risultati di quegli atti di indagine dinanzi al giudice tributario, il quale, del resto, (come si afferma nella giurisprudenza della Corte di cassazione) sebbene possa fondare il proprio convincimento su prove acquisite in sede penale, non ne può, tuttavia, recepire in maniera pedissequa il contenuto, dovendo, invece, sottoporle al proprio vaglio critico.
Atti oggetto del giudizio
decreto del Presidente della Repubblica
29/09/1973
n. 600
art. 33
co.
decreto del Presidente della Repubblica
26/10/1972
n. 633
art. 63
co.
Parametri costituzionali
Costituzione
art. 24
Altri parametri e norme interposte