Parlamento - Immunità parlamentari - Giudizio civile per il risarcimento dei danni subiti a seguito di dichiarazioni asseritamene diffamatorie di un parlamentare - Deliberazione di insindacabilità della Camera dei deputati - Ricorso del Tribunale di Roma, tredicesima sezione civile - Denunciata lesione della sfera di attribuzione costituzionalmente garantita - Mancanza di sostanziale corrispondenza tra le dichiarazioni rese 'extra moenia' dal parlamentare e atti tipici della funzione parlamentare - Non spettanza alla Camera dei deputati della potestà contestata - Annullamento della delibera di insindacabilità.
Non spettava alla Camera dei deputati affermare che i fatti oggetto del processo civile promosso nei confronti di un deputato e pendente dinanzi al Tribunale di Roma, sezione XIII civile, concernono opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni e sono, perciò, insindacabili ex art. 68, primo comma, Cost.. Posto che, perché possa dirsi sussistente il nesso funzionale fra le dichiarazioni rese extra moenia e la funzione parlamentare, sono necessari i due requisiti del legame temporale e della sostanziale corrispondenza di significato tra le opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari e gli atti esterni, nella specie questo secondo requisito si rivela carente, non essendoci corrispondenza fra le opinioni espresse nell'intervento in Assemblea richiamato dalla difesa della Camera e le accuse rivolte, nel corso di una trasmissione televisiva, nei confronti degli attori del giudizio civile di danno. Pertanto la delibera di insindacabilità adottata dalla Camera il 30 settembre 2004 (doc. IV-quater, n. 106) deve essere annullata.
- Sul nesso funzionale v., citate, ex plurimis, sentenze n. 317, n. 258 e n. 221/2006, n. 176 e n. 28/2005.
- V., altresì, citata, sentenza n. 260/2006.