Parlamento - Immunità parlamentari - Dichiarazioni rese 'extra moenia' da un senatore - Giudizio civile per il risarcimento del danno asseritamente causato dalle stesse - Deliberazione di insindacabilità adottata dalla Camera di appartenenza - Ricorso per conflitto di attribuzione promosso dal Tribunale di Napoli - Mancanza di nesso funzionale fra le dichiarazioni e l'esercizio delle funzioni di parlamentare - Non spettanza al Senato della Repubblica della potestà contestata - Annullamento della delibera di insindacabilità.
Non spettava al Senato della Repubblica deliberare che le dichiarazioni rese da un senatore, per le quali pende dinanzi al Tribunale di Napoli, sezione prima civile, giudizio per risarcimento danni, concernono opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni e sono, perciò, insindacabili ex art. 68, primo comma, Cost.. Posto che, perché possa dirsi sussistente il nesso funzionale fra le dichiarazioni rese extra moenia e la funzione parlamentare, sono necessari i due requisiti del legame temporale e della sostanziale corrispondenza di significato tra le opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari e gli atti esterni, nella specie questo secondo requisito si rivela carente, dal momento che la difesa del Senato non ha individuato un atto tipico riconducibile al senatore che costituisca il presupposto delle dichiarazioni da lui rese in articoli giornalistici, non essendo sufficienti né una mera comunanza di argomenti né un mero contesto politico cui esse possano riferirsi. Pertanto la delibera di insindacabilità adottata dal Senato della Repubblica il 6 febbraio 2003 (doc. IV-quater, n. 9) deve essere annullata.
- Sulla insufficienza di una mera comunanza di argomenti fra le funzioni parlamentari e gli atti esterni v., citate, sentenze n. 317, n. 260 e n. 258/2006, n. 176 e n. 28/2005.