Sentenza 193/2025 (ECLI:IT:COST:2025:193)
Massima numero 47070
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente AMOROSO  - Redattore CASSINELLI
Udienza Pubblica del  03/11/2025;  Decisione del  03/11/2025
Deposito del 22/12/2025; Pubblicazione in G. U. 24/12/2025
Massime associate alla pronuncia:  47069


Titolo
Reati e pene – Reati contro il patrimonio – Furto in abitazione – Configurabilità, secondo il diritto vivente, anche in relazione a condotte poste in essere negli spazi comuni degli edifici condominiali, quali pertinenze delle private dimore – In subordine: possibilità di diminuire la pena in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell’azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità – Omessa previsione – Denunciata violazione dei principi di eguaglianza e ragionevolezza, di offensività e della finalità rieducativa della pena – Insussistenza – Non fondatezza delle questioni. (Classif. 210034). 

Testo

Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dal Tribunale di Firenze, prima sez. pen., in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, e 27, terzo comma, Cost., dell’art. 624-bis cod. pen., nella parte in cui – secondo il diritto vivente – si applica anche agli spazi comuni degli edifici condominiali, e, in via subordinata, nella parte in cui non prevede che la pena sia diminuita fino a un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell’azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità. L’estensione alle parti comuni dell’edificio condominiale della tutela prevista per i luoghi di privata dimora e le relative pertinenze non è irragionevole, né irrispettosa del principio di offensività, poiché le parti comuni sono a servizio e protezione delle private dimore ubicate nel condominio e vengono a questo scopo utilizzate dai comproprietari; inoltre, anch’esse sono connotate dalla non apertura al pubblico e dalla non accessibilità da parte di terzi senza il consenso dei titolari. L’omessa previsione di una diminuzione di pena quando il fatto risulta di lieve entità non viola poi i principi di ragionevolezza e della finalità rieducativa della pena, posto che il trattamento sanzionatorio di maggior rigore (rispetto al furto semplice) è giustificato dalla particolare gravità del fatto e dalla speciale pericolosità soggettiva del suo autore e che, diversamente da quanto accade per la rapina e l’estorsione, la violazione del bene giuridico tutelato (il domicilio) è insuscettibile di una graduazione quantitativa e la fattispecie astratta non presenta quella latitudine che giustifica l’introduzione di una “valvola di sicurezza”; il che esclude anche la violazione del principio di eguaglianza. (Precedenti: S. 86/2024 - mass. 46164, 46165; S. 120/2023 - mass. 45597; S. 117/2021 - mass. 43901; S. 216/2019 - mass. 41621; S. 88/2019; O. 67/2020 - mass. 42632).



Atti oggetto del giudizio

Parametri costituzionali

Costituzione  art. 3

Costituzione  art. 25  co. 2

Costituzione  art. 27  co. 3

Altri parametri e norme interposte