Straniero e apolide - Divieto di espulsione - Mancata estensione ai giovani adulti, titolari del diritto all'unità familiare, ancora a carico di parenti coabitanti in regola col permesso di soggiorno, nonché soggetti titolari del diritto all'unità familiare, coabitanti con il coniuge in regola con il permesso di soggiorno - Denunciata violazione dei diritti fondamentali della persona, da garantire in condizioni di parità anche allo straniero, nonché del diritto all'unità familiare e del principio di tutela della famiglia - Richiesta di pronuncia additiva dal contenuto costituzionalmente non obbligato - Intervento precluso alla Corte - Manifesta inammissibilità delle questioni.
Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 19, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, censurato in riferimento agli artt. 2, 3, 10, 29 e 30 della Costituzione nella parte in cui, nel disciplinare i divieti di espulsione, non considera la posizione dei giovani adulti, titolari del diritto all'unità familiare, ancora a carico di parenti coabitanti in regola col permesso di soggiorno, nonché degli stranieri, titolari del medesimo diritto, coabitanti col coniuge in regola con il permesso di soggiorno, ai quali potrebbero essere ricongiunti, dal momento che il giudice rimettente formula una richiesta di pronuncia additiva senza individuarne con precisione il contenuto, ma evidenziando - al contrario - la pluralità di soluzioni che potrebbero in astratto soddisfare il ragionevole bilanciamento tra il diritto all'unità familiare e l'interesse dello Stato a regolare il fenomeno dell'immigrazione, come tali necessariamente rimesse alla discrezionalità del legislatore
- Ordinanze citate n. 163, n. 123, e n. 35/2007, n. 9/2006.