Straniero e apolide - Espulsione amministrativa - Decreto di espulsione - Intimazione allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro cinque giorni - Immediata esecutività del provvedimento - Mancata previsione di un procedimento di convalida - Denunciata irragionevolezza nonché violazione dei diritti fondamentali, da garantire anche allo straniero, del principio di eguaglianza, del diritto di difesa, della libertà personale - Questione identica ad altre già dichiarate manifestamente infondate - Mancata prospettazione di argomentazioni nuove - Manifesta infondatezza della questione.
E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14. comma 5-bis, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, censurato, in riferimento agli artt. 2, 3, 10, 13 e 24 Cost., nella parte in cui consente al questore di dare immediata esecuzione al decreto di espulsione, mediante intimazione allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni, senza che sia prevista una tutela giurisdizionale incidente su tale intimazione. Infatti, il rimettente ripropone negli stessi termini una questione di legittimità già dichiarata manifestamente infondata e, stante l'immutato quadro normativo, non vi sono ragioni per discostarsi dalle argomentazioni poste a base delle precedenti pronunce.
- V. i precedenti citati: ordinanze n. 228/2007 e n. 280/2006.
-Sulla diversa natura dell'ordine di allontanamento emesso dal questore rispetto all'accompagnamento alla frontiera a mezzo forza pubblica v., citata, sentenza n. 194/1996.