Straniero e apolide - Espulsione deliberata dal Ministro dell'interno, o dal Prefetto per sua delega, per motivi di terrorismo - Ricorso giurisdizionale - Impossibilità per il giudice di sospendere cautelarmente l'esecuzione del provvedimento - Denunciata irragionevolezza, nonché violazione del principio di eguaglianza, del diritto di difesa e del diritto alla tutela giurisdizionale nei confronti degli atti della pubblica amministrazione - Incompleta descrizione della fattispecie processuale nel giudizio 'a quo' su un punto decisivo per la rilevanza - Inammissibilità della questione.
E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 4-bis, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155 censurato, in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 Cost., nella parte in cui dispone che, nel caso di ricorso al tribunale amministrativo contro il provvedimento di espulsione dello straniero adottato dal Ministro dell'interno, o dal Prefetto per sua delega, per ragioni di terrorismo, il giudice adito non può sospendere cautelarmente l'esecuzione del provvedimento espulsivo. Infatti, il rimettente non chiarisce se e in che modo si sia conclusa, nel procedimento principale, la fase cautelare e, così facendo, non descrive in modo compiuto la fattispecie processuale, su un punto riguardante l'attuale rilevanza della questione.