Ambiente - Codice dell'ambiente emanato in attuazione della legge delega 15 dicembre 2004, n. 308 - Tutela dei corpi idrici - Servizio idrico integrato - Possibilità per le regioni di modificare le delimitazioni degli ambiti territoriali ottimali per migliorare la gestione nel rispetto dei principi di unicità della gestione e del superamento della frammentazione verticale delle gestioni - Ricorso della Regione Emilia-Romagna - Asserita esorbitanza dalla legge di delega; violazione del principio di ragionevolezza; indebita incidenza sulla potestà legislativa residuale della Regione nella materia dei "servizi pubblici locali" - Sopraggiunto venir meno delle ragioni della controversia evidenziato dalla ricorrente nella memoria depositata in prossimità dell'udienza e in presenza della mancata costituzione della parte resistente - Cessazione della materia del contendere.
Va dichiarata la cessazione della materia del contendere della questione di legittimità costituzionale dell'art. 147, comma 2, lett. b), anche in combinato con l'art. 172, comma 2, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, sollevata in relazione agli artt. 3, 76 e 117, quarto comma Cost., in quanto nella memoria depositata in prossimità dell'udienza, la ricorrente afferma di non avere più interesse alla decisione sulle questioni relative alle disposizioni impugnate, perché il principio dell'unicità della gestione, previsto da tali disposizioni, è stato sostituito, per effetto dell'art. 2, comma 13, del d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, da quello dell'unitarietà della gestione, già fissato, secondo la ricorrente, dalla legge n. 36 del 1994 e fatto proprio dalla legislazione regionale. Tale conclusione è coerente con l'orientamento della Corte secondo cui, nel giudizio principale, quando la parte ricorrente, pur non rinunciando formalmente al ricorso, evidenzia il sopraggiunto venir meno delle ragioni della controversia e la parte resistente non è costituita - come nella specie - o non si oppone, deve, appunto, essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Nello stesso senso v. citate ordinanze n. 418/2008 e n. 21/2004.