Ordinamento penitenziario - Funzioni del magistrato di sorveglianza - Attribuzione, secondo l'interpretazione vigente, della competenza a decidere in ordine alle lesioni dei diritti dei detenuti conseguenti ad atti dell'amministrazione penitenziaria - Denunciata limitazione della effettività della tutela giurisdizionale nonché violazione dei principi di eguaglianza, del giusto processo e del buon andamento della pubblica amministrazione, del diritto di difesa e della finalità rieducativa della pena - Omessa formulazione di un petitum specifico; richiesta di intervento che postula scelte discrezionali spettanti al legislatore e precluse alla Corte; omessa verifica della praticabilità di un'interpretazione conforme a Costituzione - Inammissibilità della questione.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 35, 14-ter e 71 della legge 26 luglio 1975, n. 235, censurati, in riferimento agli artt. 3, 24, primo comma, 27, terzo comma, 97, primo comma, 111, primo e secondo comma, e 113 Cost., nella parte in cui, nell'interpretazione vigente, attribuiscono al magistrato di sorveglianza la competenza a decidere in ordine alle lesioni dei diritti e delle posizioni giuridiche dei detenuti conseguenti ad atti dell'amministrazione penitenziaria. Entrambe le ordinanze di rimessione omettono di formulare un petitum specifico, mettono in discussione il ruolo complessivo del magistrato di sorveglianza e mirano ad ottenere un intervento precluso alla Corte in quanto diretto a realizzare una modifica non costituzionalmente obbligata, idonea ad introdurre una diversa disciplina della magistratura di sorveglianza e della sua posizione nel contesto dell'ordinamento penitenziario. A ciò si aggiunga, infine, che il rimettente ha omesso di verificare la praticabilità di una interpretazione conforme a Costituzione.
-Sul diritto al reclamo dei detenuti v., citate, sentenze n. 341/2006, n.26/1999 n. 212/1997, n.410/1993.
- Sulla inammissibilità in caso di petitum indeterminato v., citate, ex plurimis, ordinanze n. 117, n. 98, n. 70/2009, n. 380, n. 58/208, n. 393 e n. 279/2007.
- Sulla inammissibilità di interventi che postulano scelte discrezionali, rimesse al legislatore v., citate, ex multis, sentenze n. 175/2004 e n. 228/1999 e ordinanze n. 83/2007, n. 254/2005 e n. 305/2001.
-Sulla interpretazione conforme a Costituzione v., citate, ex plurimis, ordinanze n. 341, n. 268 e n. 193/2008.