Circolazione stradale - Reati di guida sotto l'influenza dell'alcool e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti - Confisca obbligatoria del veicolo, non appartenente a terzo estraneo, con il quale è stato commesso il reato, in caso di sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti - Applicazione retroattiva della misura - Denunciata lesione del principio di uguaglianza e asserita violazione degli obblighi internazionali derivanti dalla CEDU - Difetto di rilevanza - Inammissibilità delle questioni.
Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 230 e 236 cod. pen., impugnati, in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, Cost., in quanto stabiliscono, in combinato disposto con gli artt. 186, comma 2, lett. c), e 187, comma 1, ultimo periodo, cod. strada, come modificati, rispettivamente, dall'art. 4, commi 1, lett. b), e 2, lett. b), del d.l. 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 luglio 2008, n. 125, che l'obbligatoria confisca del veicolo, non appartenente a terzo estraneo, con il quale è stato commesso il reato di guida sotto l'influenza dell'alcool o di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, in caso di sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, si applichi anche a fatti commessi prima dell'entrata in vigore della censurata disciplina legislativa. Il riconoscimento della natura di misura sanzionatoria, propria della confisca de qua, esclude che nel caso in esame venga in rilievo una misura di sicurezza, sicché risulta irrilevante, nel giudizio principale, la questione relativa alla compatibilità con l'art. 7 della CEDU degli artt. 230 e 236 cod. pen., giacché essi hanno la funzione di regolare l'applicazione delle misure di sicurezza in senso proprio e non di misure, in senso lato, sanzionatorie.