Sentenza 316/2010 (ECLI:IT:COST:2010:316)
Massima numero 35006
Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente AMIRANTE  - Redattore MAZZELLA
Udienza Pubblica del  03/11/2010;  Decisione del  03/11/2010
Deposito del 11/11/2010; Pubblicazione in G. U. 17/11/2010
Massime associate alla pronuncia:


Titolo
Previdenza - Previsione, per l'anno 2008, del blocco della rivalutazione automatica delle pensioni superiori ad otto volte il trattamento minimo INPS - Ritenuta violazione del canone della adeguatezza della prestazione previdenziale, con irragionevole preclusione della proporzionalità tra pensione e retribuzione e lesione dei principi di perequazione e di eguaglianza - Esclusione - Non fondatezza della questione.

Testo

Non è fondata, in relazione agli artt. 3, 36 e 38, secondo comma, Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 19, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, il quale dispone il blocco della perequazione automatica, per il solo anno 2008, delle pensioni con importo superiore a otto volte il trattamento minimo INPS. In relazione all'adeguatezza dei trattamenti di quiescenza alle esigenze di vita del lavoratore e della sua famiglia, deve ritenersi che tale principio non impone un aggancio costante dei trattamenti pensionistici agli stipendi. Spetta, infatti, al legislatore, sulla base di un ragionevole bilanciamento dei valori costituzionali, dettare la disciplina di un adeguato trattamento pensionistico, alla stregua delle risorse finanziarie attingibili e fatta salva la garanzia irrinunciabile delle esigenze minime di protezione della persona, esigenze che il livello economico dei trattamenti previsti dalla norma impugnata non scalfisce, per i suoi effetti limitati al 2008. Quanto alla ritenuta irragionevole sperequazione ascritta all'intervento normativo censurato, va ribadito l'orientamento secondo cui appartiene alla discrezionalità del legislatore, col solo limite della palese irrazionalità, stabilire la misura dei trattamenti di quiescenza e le variazioni dell'ammontare delle prestazioni, attraverso un bilanciamento dei valori contrapposti che tenga conto, accanto alle esigenze di vita dei beneficiari, anche delle concrete disponibilità finanziarie e delle esigenze di bilancio. Allo stesso modo, anche in questo caso dev'essere riconosciuta al legislatore - all'interno di un disegno complessivo di razionalizzazione della precedente riforma previdenziale - la libertà di adottare misure, come quella denunciata, di concorso solidaristico al finanziamento di un riassetto progressivo delle pensioni di anzianità, onde riequilibrare il sistema a costo invariato. Né risulta violato il principio di eguaglianza, perché il blocco della perequazione automatica per l'anno 2008, operato esclusivamente sulle pensioni superiori ad un limite d'importo di sicura rilevanza, realizza un trattamento differenziato di situazioni obiettivamente diverse rispetto a quelle, non incise dalla norma impugnata, dei titolari di pensioni più modeste. La norma impugnata si sottrae, infine, a censure di palese irragionevolezza, perché, limitandosi a rallentare la dinamica perequativa delle pensioni di valore più cospicuo, non determina alcuna riduzione quantitativa dei trattamenti in godimento. Essa così finisce per imporre ai relativi percettori un costo contenuto, sia pure tenendo conto dei riflessi futuri del mancato adeguamento circoscritto al 2008. Dev'essere, tuttavia, segnalato che la sospensione a tempo indeterminato del meccanismo perequativo, ovvero la frequente reiterazione di misure intese a paralizzarlo, esporrebbero il sistema ad evidenti tensioni con gli invalicabili principi di ragionevolezza e proporzionalità, perché le pensioni, sia pure di maggiore consistenza, potrebbero non essere sufficientemente difese in relazione ai mutamenti del potere d'acquisto della moneta.

In tema di adeguatezza dei trattamenti di quiescenza alle esigenze di vita del lavoratore e della sua famiglia, v. citate sentenza n. 62/1999 e ordinanza n. 531/2002.

Sul bilanciamento dei valori costituzionali concernenti le limitate risorse finanziarie attingibili e la garanzia irrinunciabile delle esigenze minime di protezione della persona, v. citata sentenza n. 30/2004.

In tema di perequazione dei trattamenti pensionistici, v. citate ordinanza n. 256/2001 e sentenza n. 372/1998 e n. 349/1985.



Atti oggetto del giudizio

legge  24/12/2007  n. 247  art. 1  co. 19

Parametri costituzionali

Costituzione  art. 3

Costituzione  art. 36

Costituzione  art. 38  co. 2

Altri parametri e norme interposte