Le conferenze stampa
Nel 2025 il Presidente Amoroso ha incontrato i giornalisti il 21 gennaio dopo la sua elezione e l’11 aprile in occasione della Riunione straordinaria
Il 21 gennaio 2025 è stato eletto Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso che, come primo atto, ha nominato Vicepresidenti i giudici Francesco Viganò e Luca Antonini. Nella sua prima conferenza stampa il Presidente ha voluto ricordare lo spirito di profonda collegialità che anima la Corte: le decisioni – ha spiegato – sono “frutto del convergere delle opinioni dei vari giudici che poi trovano un punto di caduta nella camera di consiglio”. Il Presidente ha poi sottolineato la “giurisprudenza costante”, l’“esigenza di fedeltà ai precedenti che la Corte anche di recente ha riaffermato”. E ha terminato la sua introduzione parlando dell’Europa: “Esiste uno spazio costituzionale comune – ha osservato ricordando i ripetuti rinvii pregiudiziali e la rilevanza delle questioni europee nei giudizi di costituzionalità – che negli ultimi anni è stato alimentato maggiormente nel dialogo tra la nostra Corte e la Corte di giustizia dell’Unione europea”.
Il Presidente ha poi risposto alle domande dei giornalisti che hanno riguardato diversi temi, fra cui l’autonomia differenziata, i livelli essenziali delle prestazioni e il principio di sussidiarietà; l’elezione dei giudici in quel momento mancanti; il conflitto tra potere legislativo e potere giudiziario; l’intelligenza artificiale; la tenuta e l’evoluzione dei princìpi costituzionali in Italia e all’estero alla luce dei mutamenti della società; la leale collaborazione con il Parlamento; la sicurezza e i nuovi reati; i referendum abrogativi, l’introduzione della firma digitale per la sottoscrizione della richiesta e i rilievi dei comitati referendari rispetto ai giudizi di ammissibilità della Corte.
Al termine della Riunione straordinaria dell’11 aprile si è svolta la consueta conferenza stampa, trasmessa in diretta su RaiNews24. Rispondendo ai giornalisti, il Presidente Amoroso ha ricordato l’attenzione della Corte all’ordinamento penitenziario con alcune riflessioni sul diritto all’affettività in carcere e sulla funzione rieducativa della pena. Ha poi parlato della decretazione d’urgenza, sottolineando l’esigenza dell’omogeneità e della coerenza delle disposizioni nel caso sia delle leggi di conversione sia dei decreti-legge. Il Presidente ha poi dialogato sul divieto del terzo mandato per i governatori regionali e sul ruolo delle Corti costituzionali a difesa delle regole della convivenza democratica. Altre risposte hanno riguardato il Daspo urbano e le zone rosse, il funzionamento della Corte nei casi di mancata elezione di diversi giudici, in assenza di un meccanismo acceleratorio che – come ha ricordato Amoroso – esiste ad esempio in Germania. Non sono mancate domande sui nuovi diritti, sul fine vita, sulle adozioni internazionali da parte delle madri singole e sulle leggi elettorali e il bilanciamento tra il principio della parità di voto e le esigenze di governabilità. Molto sentiti i temi dell’indipendenza della magistratura, del conflitto fra politica e giudici, del sistema multilivello con cui la magistratura si può e si deve confrontare oggi: “Il nostro sistema – ha osservato il Presidente – vede i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo in un sistema equilibrato che contiene in sé gli antidoti per arginare possibili debordamenti di un potere verso l’area di competenza di un altro. È un principio fondamentale che caratterizza le democrazie europee. Principio che – ha concluso il Presidente Amoroso – è alla base del patto sociale che governa il nostro vivere insieme”.