Il 23 aprile del 1956 si tiene a Palazzo della Consulta la prima udienza pubblica della Corte costituzionale. È attuata finalmente la parte della Costituzione che ha voluto introdurre nell’ordinamento un organo di garanzia del tutto nuovo, dotato di una inedita giurisdizione. Un collegio di giudici indipendenti e autonomi che, se richiesto, possa decidere sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi dello Stato e delle Regioni e risolvere i conflitti tra i poteri dello Stato e quelli tra lo Stato e le Regioni.
Dopo l’entrata in vigore della Costituzione il 1° gennaio del 1948 è stato necessario attendere la promulgazione di due leggi costituzionali e di una ordinaria per vedere attuati, alla fine del 1955, gli articoli 134, 135, 136 e 137 riguardanti la nuova Corte.
L’equilibrio e l’autorevolezza della Corte costituzionale sono garantiti anche dalla sua composizione mista maturata al termine dei lavori dell’Assemblea costituente: 5 giudici nominati dal Presidente della Repubblica, 5 eletti dal Parlamento in seduta comune, 5 eletti dalle supreme magistrature.
Con una prima storica sentenza – la numero 1 del 1956 – la Corte cancella le disposizioni del testo unico di pubblica sicurezza del codice penale fascista che imponevano rigidi controlli sulle attività dei partiti politici e dei sindacati. Tali norme vengono giudicate in aperto contrasto con l’articolo 21 della Costituzione repubblicana, che sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Con questa prima decisione il Collegio dichiara inoltre la sua competenza a sindacare anche leggi promulgate prima del 1948.
In questi 70 anni la Corte costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi su questioni estremamente rilevanti che incidono profondamente sulla vita delle persone e continua ad esercitare il suo ruolo di supremo garante della Costituzione.
Fino ad oggi si sono succeduti alla Corte 125 giudici. Di questi, 48 sono stati eletti Presidenti del Collegio: i ritratti dei Presidenti emeriti sono esposti nella Sala avvocati al piano nobile del Palazzo della Consulta.
I Presidenti emeriti della Corte costituzionale nelle fotografie esposte nella Sala avvocati, al secondo piano di Palazzo della Consulta.
Avv. Enrico De Nicola
Dott. Gaetano Azzariti
Avv. Giuseppe Cappi
Prof. Gaspare Ambrosini
Prof. Aldo Sandulli
Prof. Giuseppe Branca
Prof. Giuseppe Chiarelli
Avv. Francesco Paolo Bonifacio
Prof. Paolo Rossi
Avv. Leonetto Amadei
Prof. Leopoldo Elia
Prof. Livio Paladin
Prof. Antonio La Pergola
Dott. Francesco Saja
Prof. Giovanni Conso
Prof. Ettore Gallo
Dott. Aldo Corasaniti
Prof. Francesco Paolo Casavola
Prof. Antonio Baldassarre
Dott. Vincenzo Caianiello
Avv. Mauro Ferri
Dott. Renato Granata
Avv. Giuliano Vassalli
Prof. Cesare Mirabelli
Dott. Cesare Ruperto
Dott. Riccardo Chieppa
Prof. Gustavo Zagrebelsky
Prof. Valerio Onida
Prof. Piero Alberto Capotosti
Prof. Annibale Marini
Dott. Franco Bile
Prof. Giovanni Maria Flick
Dott. Francesco Amirante
Prof. Ugo De Siervo
Avv. Alfonso Quaranta
Prof. Franco Gallo
Prof. Gaetano Silvestri
Prof. Giuseppe Tesauro
Dott. Alessandro Criscuolo
Prof. Paolo Grossi
Dott. Giorgio Lattanzi
Prof.ssa Marta Cartabia
Dott. Mario Rosario Morelli
Dott. Giancarlo Coraggio
Prof. Giuliano Amato
Prof.ssa Silvana Sciarra
Prof. Augusto Antonio Barbera
70 anni di giurisprudenza costituzionale
Una grande opera, introdotta da una raccolta di saggi e suddivisa in 15 volumi digitali*, in cui i giudici dell’attuale Collegio analizzano – per aree tematiche – il lavoro della Corte e lo ripercorrono attraverso le pronunce di illegittimità costituzionale redatte tra il 1956 e il 2025.
* Consultabili dal 23 aprile sul sito della Corte