Orvieto / Umbria

Istituto di istruzione superiore artistica classica e professionale

Filippo Patroni Griffi
13 febbraio 2026

Diario di Viaggio

Ha fatto tappa a Orvieto il “Viaggio in Italia. La Corte costituzionale nelle scuole”. Il giudice della Corte costituzionale Filippo Patroni Griffi ha incontrato le studentesse e gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore artistica classica e professionale. L’incontro si è aperto con l’inno di Mameli, cantato dagli studenti della scuola presenti nell’Auditorium di Palazzo Coelli, dove si è tenuto l’evento. Hanno portato i saluti istituzionali la Dirigente scolastica Cristiana Casaburo e l’Ispettore tecnico dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria Fabiano Paio.

Il giudice Filippo Patroni Griffi ha poi tenuto la sua relazione su “Diritti e doveri nella Costituzione: una bussola nel presente per guardare al futuro”. “La Costituzione rappresenta i tratti somatici di uno Stato, i valori che una comunità vuole condividere”, ha detto ai ragazzi, sottolineando come siano fondamentali le regole (e il loro rispetto) e la conoscenza della Costituzione per essere cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. E ha citato la frase celebre di Piero Calamandrei, uno dei Padri costituenti: “la Costituzione deve essere presbite, deve guardare lontano, non essere miope”. Per questo “la Costituzione – ha proseguito – può veramente essere per tutti noi una bussola per guardare al futuro”.

Il giudice ha ricordato i due momenti del Costituzionalismo: quello dell’Ottocento, con Costituzioni “frutto dell’emancipazione della classe borghese dal potere dal sovrano”, e quello del periodo post-bellico, del secondo Novecento, con Costituzioni che “nascono a seguito della sconfitta delle dittature, dopo la seconda guerra mondiale, per evitare, sul piano interno, il ritorno delle dittature e, sul piano esterno, i conflitti fra le varie nazioni”. “Ma le Costituzioni contemporanee – ha sottolineato il giudice Patroni Griffi – servono a porre un limite anche alla sovranità dei Parlamenti”.

Nel raccontare poi la genesi della nostra Carta fondamentale, Patroni Griffi ha osservato come questa sia nata da un compromesso fra le visioni delle tre forze politiche principalmente presenti nell’Assemblea costituente – le forze liberal-democratiche, le forze socialiste e il mondo cattolico – “prendendo il meglio da ciascuna di queste, senza disturbare troppo gli altri”. La Costituzione recupera così dal liberalismo politico – ha spiegato – il valore e la libertà dell’individuo, influenzato da subito dall’idea democratica di uguaglianza nei rapporti politici, del suffragio universale e della sovranità popolare. Dall’esperienza socialista trae invece l’idea dell’uguaglianza sociale ed economica, la cui promozione è compito dello Stato. Infine, i doveri di solidarietà, propri dell’interclassismo cattolico e soprattutto della dottrina sociale della Chiesa.

Parlando dello sviluppo della Costituzione si è concentrato sui principi fondamentali, guidando gli studenti attraverso le parole chiave “popolo e persona, diritti e doveri, solidarietà, uguaglianza e dignità e oltre noi, cioè fuori della comunità nazionale”. Ha parlato del popolo, “un popolo concreto, fatto di persone, cittadini e lavoratori”, a cui si rivolge l’articolo 2, riconoscendo i diritti inviolabili e richiedendo l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà.” E ha proseguito: “Diritti e doveri, solidarietà e responsabilità, uguaglianza formale e sostanziale presuppongono alla base, come valore portante della persona e dell’ordinamento, la dignità della persona”, cui la Costituzione fa esplicito riferimento in alcuni articoli, in primis all’articolo 3 dove coesistono la “pari dignità sociale” e l’”uguaglianza”. Si è soffermato sull’uguaglianza sostanziale cui aspira l’articolo 3 della Costituzione e sulla relazione tra libertà e diritti e tra diritti e doveri e, quindi, sulla solidarietà.

Parlando dell’”oltre a noi”, il giudice Patroni Griffi ha ricordato che la nostra nazione non può più considerarsi sola sia perché viviamo in un mondo interconnesso sia perché in Europa abbiamo uno statuto giuridico internazionale. Ha ricordato la “Carta di Nizza”, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che stabilisce i valori condivisi da tutti gli Stati membri e che si applica anche contro le leggi nazionali. Si crea così uno “spazio giuridico europeo”, un nuovo diritto comune dei popoli d’Europa. A presidio di questi valori, negli ordinamenti nazionali e in quelli europei, ci sono le Corti.

Il giudice Patroni Griffi ha concluso parlando fra l’altro del ruolo e dell’importanza della scuola, che dà “conoscenza, competenza e valori” e ha incitato gli studenti a non accontentarsi della mediocrità, che “rende sudditi e non cittadini consapevoli”, e a “cogliere dal passato quello che c’è stato di positivo, ma nello stesso tempo costruire guardando avanti e attuando il progetto della Costituzione, che pur avendo 70 anni ha ancora molto da dire”.

Sono seguite le domande libere degli studenti e lo stimolante dialogo con il giudice su diversi temi, fra cui l’utilizzo del telefono cellulare a scuola, il lavoro, la proporzionalità e le disparità nelle retribuzioni, la pace e il diritto internazionale, la violenza in strada, il diritto alla salute e l’accesso alle cure, la difesa della Patria, l’ambiente, i diritti di genere, la scuola, il diritto carcerario, le modalità di decisione nel Collegio della Corte e i rapporti tra la Corte e il Parlamento.

L’incontro si è concluso con la presentazione dei lavori delle classi: l’elaborato “Disposizioni per la tutela dei diritti digitali e della privacy nell’era dell’IA” proposto dagli studenti del Liceo economico sociale; un cortometraggio dal titolo “Leggere nei nostri sogni” prodotto dagli studenti del Liceo artistico, sezione multimediale; un manufatto su “Diritti e Doveri” realizzato dagli studenti dell’Istituto professionale, indirizzo manutenzione.

L’intervento del giudice Patroni Griffi

Il dibattito con gli studenti

Il lavoro degli studenti

TGR Umbria