Introduzione

Il volume, realizzato in occasione del settantesimo anniversario dell'attività della Corte costituzionale, si inserisce in una più ampia collana di 15 pubblicazioni tematiche che raccolgono e illustrano le pronunce di accoglimento con cui la Corte ha inciso con efficacia erga omnes in altrettanti settori dell'ordinamento.

Ciascun volume (ovvero ognuno dei tomi in cui può articolarsi) consta di tre parti.

La prima contiene lo studio introduttivo di un Giudice costituzionale sulla complessiva giurisprudenza della Corte nella determinata branca ordinamentale esaminata.

La seconda individua le pertinenti sentenze di accoglimento, riportandone gli estratti che comprendono la motivazione in diritto (da cui sono stralciate le eccezioni meramente processuali e le questioni eterogenee eventualmente trattate) e il dispositivo (limitatamente ai capi di accoglimento). Le pronunce sono organizzate sistematicamente all'interno di voci classificatorie e inserite, all'interno di ciascuna di esse, in ordine cronologico ascendente. Ad ogni voce corrisponde una sezione dedicata, le cui pagine iniziali riepilogano le pronunce prese in considerazione per le quali sono riportati i principali elementi identificativi: numero e anno, Presidente del Collegio e Giudice Redattore o Relatore, questioni accolte, norme giudicate illegittime e parametri violati. Le pronunce sono di regola collocate sotto un'unica voce ritenuta prevalente, a meno che non abbiano deciso questioni riconducibili a più voci.

L'ultima parte racchiude tre indici volti ad agevolare il reperimento delle sentenze: i primi due sono rispettivamente organizzati per norma dichiarata illegittima e per parametro violato mentre il terzo contiene in ordine cronologico ascendente tutte le pronunce di accoglimento esaminate. Per i parametri che, come gli artt. 3, 97, 111 e 117 Cost., si connotano per l'articolazione e per la complessità del relativo contenuto precettivo, si è proceduto ad un'analisi distinta in base allo specifico profilo valutato dalla Corte.

Al fine di offrire un quadro più ampio del contesto giurisprudenziale e normativo di riferimento sono presenti, all'interno degli estratti delle pronunce, note redazionali nelle quali sono citate ulteriori decisioni rilevanti afferenti al medesimo tema, benché recanti un dispositivo di segno diverso.

Il presente volume è intitolato "La salute".

I. Studio del giudice costituzionale

Massimo Luciani

la salute

1. Il molteplice contenuto del diritto alla salute

Dell’imponente giurisprudenza costituzionale sulla salute, raccolta in occasione delle celebrazioni del settantesimo anniversario della Corte costituzionale, è sostanzialmente impossibile offrire una ricostruzione sistematica in – relativamente – poche pagine, sicché in questo saggio si possono solo mettere in evidenza i principali profili problematici delle numerosissime questioni con le quali essa ha avuto modo di misurarsi. Preliminarmente, però, occorre intendere di cosa si parla quando si fa riferimento al “diritto alla salute”, nodo concettuale che costituisce il cuore dell’intera materia oggetto di questo filone giurisprudenziale.

La classificazione tradizionale dei diritti, che continua a insegnarsi nei manuali universitari, assume a paradigma il loro contenuto, distinguendo essenzialmente i diritti di libertà (civile, economica, politica) e i diritti sociali. Le si affianca talora una classificazione di tipo storico, che ordina i diritti a seconda della fase della vicenda del costituzionalismo nella quale essi sono stati positivizzati (o ne è iniziata la positivizzazione), e nella quale si distinguono i diritti della prima generazione (i diritti legati alle rivendicazioni della borghesia), della seconda (i diritti legati alle rivendicazioni dei movimenti democratici), della terza (i diritti legati alle rivendicazioni del movimento operaio), della quarta, quinta o sesta generazione (i diritti legati alle rivendicazioni dei soggetti sociali minoritari, di quelli che fanno valere le esigenze dell’ambiente, di quelli che fanno valere le esigenze connesse allo sviluppo tecnologico).

Entrambe queste classificazioni presentano alcuni inconvenienti. Essi sono evidenti nella seconda (una classificazione storica non ha utilità dommatica), ma a uno sguardo attento sono ravvisabili anche nella prima, poiché è ben difficile che ciascuno dei diritti positivamente riconosciuti dalle costituzioni sia inquadrabile senza riserve e nella sua totalità in una delle “caselle” che quell’impostazione classificatoria ha disegnato.

Nel caso del quale ci si occupa in queste pagine l’impossibilità di un aproblematico inquadramento emerge con chiarezza del tutto particolare, e da tempo la dottrina ha messo in luce la varia pluralità di contenuti di quello che – utilizzando un’etichetta unica – chiamiamo “diritto alla salute”. I suoi “vari aspetti e sfaccettature” sono tali da ostacolare una reductio ad unitatem delle plurime situazioni soggettive che hanno per oggetto la salute, e una diversa prospettiva classificatoria s’impone. Pare invero più convincente quella che, riprendendo alcune suggestioni della dottrina tedesca e poggiandosi su un paradigma che potremmo definire contenutistico-funzionale, distingue fra diritti di difesa (Abwehrrechte), diritti a prestazione (Leistungsrechte), diritti a percepire parte di un utile sociale (Teilhaberechte), diritti di partecipazione (Teilnahmerechte). Questa sistematica evita la semplificazione implicata dalla classificazione tradizionale ed è opportuna per tutti i diritti, ma – come detto – lo è con particolare evidenza per il diritto alla salute.

Sempre nella manualistica si è soliti classificare il diritto alla salute fra i diritti sociali, intendendo (nella prospettiva di una riduzione semplificatrice) con questo sintagma i diritti “a prestazione”. Sennonché il diritto alla salute è anche molto di più. Vi rientrano, infatti, oltre al diritto all’integrità psicofisica, che costituisce il suo nucleo più riposto e può essere fatto valere sia contro i poteri pubblici sia contro i privati, il diritto a farsi curare o a non farsi curare; il diritto a ottenere le specifiche cure necessarie una volta che si sia deciso di curarsi; il diritto a che le cure – se necessario – siano erogate gratuitamente o sottocosto; il diritto alla libera scelta del medico, dell’infermiere o del farmacista, e altro ancora. Come qualunque altro diritto, poi, anche quello alla salute incorpora necessariamente il diritto di difesa: i diritti non possono aspirare all’effettività se non ne è garantita la difesa in giudizio, poiché occorre in via di principio un giudice (eventualmente preceduto da un diverso soggetto terzo, come accade nei procedimenti di mediazione) per risolvere le controversie insorgenti dalla loro contestazione.

Appare dunque una errata semplificazione la frequente ascrizione del diritto alla salute al novero dei “diritti sociali” e risultano insoddisfacenti, in questa prospettiva, anche alcuni importanti fonti internazionali, quali il , che (art. 11, 3° co.; art. 12, 1° co.) abbraccia anche il diritto alla salute senza preoccuparsi di registrare il suo carattere multiforme, o la , che all’art. 5, 1° co., lett. e, n. IV, inserisce esplicitamente il diritto alla salute fra i “diritti economici, sociali e culturali”.

Questo non significa che del diritto alla salute non sia possibile ricomporre un quadro unitario: costituisce anzi un vero e proprio imperativo pratico quello di una lettura coordinata dei diritti, che è indispensabile non solo per finalità di chiarezza e pulizia dommatiche, ma anche perché ci si deve assicurare che nessun diritto prevalga incondizionatamente sugli altri. Come si legge nella sent. n. 83 del 2013, che nel lessico usato esibisce evidenti suggestioni schmittiane, «la tutela [dei diritti] deve essere sempre “sistemica e non frazionata in una serie di norme non coordinate ed in potenziale conflitto tra loro” (sentenza n. 264 del 2012). Se così non fosse, si verificherebbe l’illimitata espansione di uno dei diritti, che diverrebbe “tiranno” nei confronti delle altre situazioni giuridiche costituzionalmente riconosciute e protette, che costituiscono, nel loro insieme, espressione della dignità della persona». Un ragionamento, questo, che vale anche “all’interno” del diritto alla salute e impone pertanto di disciplinare il rapporto tra le sue diverse manifestazioni nella prospettiva non già della gerarchia, ma del reciproco coordinamento. Il quadro unitario di questo complesso di situazioni soggettive va comunque ricostruito avendone presente la straordinaria varietà, nella consapevolezza che “diritto alla salute” costituisce, in realtà, una “formula sintetica”, identificativa di una pluralità di situazioni soggettive.

2. La definizione di “salute”

La salute è un elemento essenziale dello sviluppo umano (individuale e collettivo) e costituisce un indicatore della reale ricchezza di un Paese, assai più del dato materiale del prodotto interno lordo: sin dal primo Human development report, edito nel 1990 dallo United nations development programme (UNDP), assicurare le condizioni di «a long and healthy life» è stato considerato sia un obiettivo fondamentale sia, appunto, un primario indicatore di benessere. Occorre anche qui, però, chiedersi preliminarmente cosa si intenda quando si discorre di questo tema.

La Costituzione della Organizzazione mondiale della sanità del 1948 dà volutamente una definizione assai generica di “salute” (ora riportata nello Health promotion glossary of terms 2021): «A state of complete physical, social and mental well-being, and not merely the absence of disease or infirmity». Si tratta di una definizione sulla quale da tempo si agita una intensa discussione, obiettandosi che uno stato di benessere “completo” è sostanzialmente inattingibile. Come ha scritto con la consueta profondità Ernst Bloch: «Guarire è un sogno a occhi aperti, cui pone fine solo la ricostituzione dell’originario stato di salute; ma una salute originaria esiste?». Alla definizione internazionale si può comunque fare riferimento quale formula riassuntiva, potendosene desumere quantomeno l’ampiezza del campo materiale denotato dal lemma, ampiezza che di per sé suggerisce al giurista un’interpretazione dinamica (la stessa giurisprudenza costituzionale ha rilevato che «il diritto alla salute [...] ha assunto una configurazione legislativa che ne rispecchia la vocazione espansiva»).

Analoga ampiezza è rinvenibile anche all’art. 32 della nostra Costituzione (del resto, sia pur di poco, precedente il documento OMS), tuttavia pare opportuno avere l’accortezza di registrare che la garanzia ivi prevista fa realistico riferimento più alle “condizioni” di uno stato di salute positivamente apprezzabile che direttamente allo stato di salute in sé e per sé.

Nell’impossibilità – s’è detto in premessa – di una sintesi generale, comunque, veniamo ad alcuni temi particolarmente delicati, prendendo le mosse dalle questioni concettuali poste dal lessico utilizzato dai Costituenti.

3. Lemmi e sintagmi problematici. Il primo comma dell’articolo 32 della Costituzione

Già il primo comma dell’art. 32 Cost. («La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti») apre un significativo campo problematico, più volte percorso dalla dottrina e dalla giurisprudenza (costituzionale e comune). I nodi principali concernono probabilmente due lemmi (“fondamentale”; “indigenti”) e due sintagmi (“diritto dell’individuo”; “interesse della collettività”) ivi ospitati.

i) La qualificazione come “diritto fondamentale” è un unicum in Costituzione e non è casuale: il testo del progetto di Costituzione, presentato all’Assemblea, non la prevedeva ed essa fu introdotta proprio per assicurare alla salute il massimo di tutela. Ciò non significa che il diritto alla salute sia gerarchicamente sovraordinato a tutti gli altri, ma certamente esplicita il fatto che (oltre a dover essere goduto con il massimo di uniformità possibile da tutti i cittadini) quello alla salute appartiene senz’altro al novero dei diritti inviolabili di cui all’art. 2 Cost., diritti che sono inalienabili, intrasmissibili e indisponibili. Nondimeno, se si guarda alla giurisprudenza costituzionale, deve ritenersi che la circostanza abbia anche altre conseguenze giuridicamente significative. Poiché «il primo dei diritti inviolabili dell’uomo riconosciuti dall’art. 2» è stato considerato il diritto alla vita, deve ritenersi che quello alla salute, in quanto ne costituisce diretto svolgimento, meriti una considerazione particolare. Non, però, in ragione di una sorta di priorità assiologica (nella nostra Costituzione non si ospitano “valori” in quanto tali – ma princìpi costituzionali che rimandano a valori – e men che meno è ravvisabile una gerarchia di “valori”), bensì in ragione di una priorità logica, nel senso che gli altri diritti costituzionali non potrebbero essere pienamente goduti se quello alla salute non fosse adeguatamente tutelato. Si dà pertanto una sorta di condizionamento pratico fra diritto alla salute (e prima ancora alla vita) e altri diritti costituzionali. Di questo rapporto di condizionamento, del resto, v’è traccia nella discussione in Assemblea costituente (alla seduta del 24 aprile 1947 l’On. Mario Merighi osservò che «[…] la salute è il primo requisito essenziale per la libertà dell’individuo. Un individuo malato o minorato nelle sue capacità fisiche e intellettuali indubbiamente non è più un uomo libero»).

ii) L’utilizzazione di “individuo” in luogo di “uomo” (come invece si fa all’art. 2) e di “persona” (come invece si fa all’art. 3 e in altri loci costituzionali) è stata interpretata come il segno della volontà dei Costituenti di apprestare alla salute la tutela il più possibile universalistica, ma è probabile che il lemma sia stato scelto anche per rendere (stilisticamente e concettualmente) più efficace la contrapposizione a “collettività”.

iii) I sintagmi “diritto dell’individuo” e “interesse della collettività” vanno messi in stretta relazione. Per un verso, infatti, con tali formule si è inteso negare che la protezione della salute serva esclusivamente alla garanzia degli interessi della comunità politica; per l’altro – specularmente – si è inteso togliere spazio alla prospettiva puramente individualistica, imponendo il contemperamento fra diritto e interesse nella logica di quella ricostruzione unitaria della salute che – abbiamo visto – è indispensabile per cogliere appieno anche il senso delle norme costituzionali.

La giurisprudenza costituzionale ha avuto modo di chiarire la sostanza del rapporto specialmente quando si è trovata di fronte al problema della legittimità delle norme sulle vaccinazioni e di recente, quando si è occupata di quelle anti SARS-CoV-2, ha ricordato che, «in base alla costante giurisprudenza costituzionale, l’imposizione di un trattamento sanitario, e di un obbligo vaccinale, in particolare, può ritenersi compatibile con l’art. 32 Cost., al ricorrere di tre presupposti». Ha poi rilevato che tali presupposti, enunciati con particolare chiarezza dalla sent. n. 258 del 1994, sono i seguenti: «a) “se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale” (cfr. sentenza n. 307 del 1990); b) se vi sia “la previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili” (ivi); c) se nell’ipotesi di danno ulteriore alla salute del soggetto sottoposto al trattamento obbligatorio – ivi compresa la malattia contratta per contagio causato da vaccinazione profilattica – sia prevista comunque la corresponsione di una “equa indennità” in favore del danneggiato (cfr. sentenza 307 cit. e v. ora legge n. 210/1992)».

Si tratta dunque di «due declinazioni, individuale e collettiva, del diritto alla salute», tra le quali deve operarsi un “contemperamento”.

iv) Quanto al lemma “indigente”, il suo uso si deve anzitutto alla realistica considerazione, da parte dei Costituenti, di una condizione di povertà diffusa nel Paese: l’On. Giuseppe Arata rimarcò come fosse sperabile che non ci sarebbero stati «prossimamente più indigenti», ma constatò che «per il momento» ce n’erano ancora e che costoro abbisognavano del sostegno da parte della Repubblica. La Costituzione, nondimeno, si è spinta anche oltre sulla via della tutela, poiché, non facendo riferimento alla povertà, identifica una condizione soggettiva non “assoluta”, ma “relativa”. Mentre si dà una nozione assoluta di povero, che coincide con quella di colui che non è in grado di assicurare a sé stesso o alla propria famiglia le condizioni minime di sopravvivenza, l’art. 32 Cost. non fa riferimento all’indigente “assoluto”, bensì al “medicalmente indigente” (ovvero “medicalmente bisognoso”), sicché la condizione di indigenza deve essere valutata caso per caso e indigente va considerato anche colui che, pur non essendo “assolutamente” povero, non può permettersi una cura che gli è necessaria. In altri termini: chi si trova in una condizione di “indispensabilità concreta” della cura (valutata – appunto – caso per caso) deve essere considerato indigente, e la Repubblica è impegnata ad assicurargli le cure necessarie. Le obiezioni pur autorevolmente sollevate da Francesco Saverio Nitti in Assemblea costituente, allorché rimarcò come un Paese quale l’Italia, uscito con le ossa rotte dalla guerra, non fosse in grado di promettere la salute ai propri cittadini, sono state molto opportunamente superate.

La notevole ampiezza del raggio della tutela degli indigenti è stata constatata anche dalla giurisprudenza costituzionale. Ad esempio, si è ritenuto che la garanzia costituzionale copra il cittadino indigente anche quando costui si reca all’estero, sebbene in questo caso siano stati ammessi dei temperamenti – confidati alla discrezionalità del legislatore – e sia stato precluso solo l’«assoluto vuoto di tutela». Parimenti, si è ritenuto che la tutela debba essere pienamente estesa a una categoria di soggetti che potremmo definire funzionalmente indigenti qual è quella dei detenuti, i quali potrebbero appunto definirsi “indigenti funzionali” poiché, ristretti nella libertà personale, non hanno la disponibilità del proprio essere fisico. Così, a fronte delle vicende normative che hanno caratterizzato la pandemia da Covid-19, è stato detto che «Anche rispetto a tali condannati, beninteso, occorrerà tutelare in modo pieno ed effettivo il loro diritto alla salute», pur precisando che «è evidente che il bilanciamento con le pure essenziali ragioni di tutela della sicurezza collettiva contro il pericolo di ulteriori attività criminose dovrà essere effettuato con speciale scrupolo da parte del giudice, sulla base di una piena conoscenza dei dati di fatto che gli consentano di valutare se, e a quali condizioni, sia possibile il ripristino della detenzione, in modo comunque idoneo alla tutela della loro salute».

La condizione del detenuto per rapporto al diritto alla salute è venuta in considerazione anche in molte altre evenienze, ma qui basterà ricordare che la Corte ha messo in luce l’esistenza di due beni costituzionali da contemperare ogni volta che il legislatore interviene sulle condizioni di salute dei detenuti, beni che sono il diritto individuale alla salute del singolo detenuto e l’interesse collettivo dell’intera popolazione carceraria. In questa prospettiva la Corte, confermando la propria diffidenza per gli automatismi normativi che non consentono al giudice alcun apprezzamento degli interessi in giuoco, ha affermato che spetta «al giudice verificare caso per caso in relazione alle strutture disponibili se l’esecuzione della pena possa avvenire senza pregiudizio per la salute della restante popolazione carceraria [...]. Accertamenti e verifiche del giudice [...] che porranno le pubbliche amministrazioni, ciascuna nel quadro delle proprie competenze ed opportunamente coordinate tra loro, di fronte all’esigenza di tenere conto del bisogno di cura del singolo e dell’attitudine della condizione restrittiva rispetto alla salvaguardia della salute della popolazione carceraria, predisponendo o incrementando le strutture idonee allo scopo, sia in ambito penitenziario sia nei presidii sanitari esterni cui ricorrere a norma dell’articolo 11 dell’ordinamento penitenziario».

v) Infine, poiché ivi ricorre adesso il lemma “salute”, va fatto cenno alla novellazione dell’art. 41 Cost. a opera della l. cost. n. 1 del 2022 per segnalare che già prima di tale revisione costituzionale la Corte non aveva avuto dubbi nell’affermare che «l’art. 41 Cost. deve essere interpretato nel senso che esso “limita espressamente la tutela dell’iniziativa economica privata quando questa ponga in pericolo la ‘sicurezza’ del lavoratore” (). Così come è costante la giurisprudenza costituzionale nel ribadire che anche le norme costituzionali di cui agli artt. 32 e 41 Cost. impongono ai datori di lavoro la massima attenzione per la protezione della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori ()».

4. (Segue) Il secondo comma dell’articolo 32 della Costituzione

Anche nel secondo comma dell’art. 32 Cost. troviamo un sintagma che ha avuto bisogno di esplicazione da parte della dottrina e della giurisprudenza: “trattamento sanitario”.

La posizione della dottrina è stata assai garantista e la definizione più convincente è probabilmente quella che considera trattamenti sanitari “tutte le attività diagnostiche e terapeutiche volte a prevenire o curare le malattie”. Anche il legislatore si è orientato nella medesima direzione con l’art. 1, 5° co., 3° periodo, della l. n. 219 del 2017, («Ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici»), e la giurisprudenza costituzionale, a sua volta, da ultimo con la sent. n. 135 del 2024, ha ribadito che « […] la costante giurisprudenza di questa Corte ritiene che ogni paziente capace di assumere decisioni libere e consapevoli sia titolare di un diritto fondamentale, discendente dagli artt. 2, 13 e 32, secondo comma, Cost., a esprimere il proprio consenso informato a qualsiasi trattamento sanitario e, specularmente, a rifiutarlo, in assenza di una specifica previsione di legge che lo renda obbligatorio: e ciò anche quando si discuta di un trattamento necessario ad assicurare la sopravvivenza del paziente stesso (come, ad esempio, l'idratazione e la nutrizione artificiali)».

È stato così identificato un amplissimo spazio semantico e si può ben dire che nessun tipo di intervento sul soma o sulla psiche che abbia di mira la prevenzione o la cura di un essere umano sfugga alla qualificazione di “trattamento sanitario”, con evidente estensione della tutela costituzionale nei confronti delle misure che siano qualificabili come “trattamenti sanitari” obbligatori o coattivi.

Assai delicata, peraltro, è proprio la distinzione fra trattamenti sanitari “non obbligatori”, “obbligatori” e “coattivi”. Con ragionevole sicurezza, tuttavia, si può affermare che: a) sono “non obbligatori” i trattamenti sanitari che non trovano il proprio fondamento diretto in una legge e la cui pratica è in via di principio condizionata all’assenso di chi li subisce; b) sono “obbligatori” i trattamenti che sono previsti dalla legge quale contenuto di un’obbligazione e che, se rifiutati, determinano una responsabilità del (o comunque un qualche pregiudizio per il) soggetto che è tenuto a sottoporvisi; c) sono coattivi i trattamenti che, sempre previsti dalla legge, sono doverosi e la cui esecuzione può essere imposta con la forza (e ciò li distingue nettamente da quelli obbligatori, per quanto gravi possano essere le conseguenze del loro rifiuto).

I trattamenti obbligatori e coattivi hanno in comune l’essere assoggettati alla riserva di legge (statale) ai sensi dell’art. 32, 2° co., 1° periodo, Cost.. Inoltre, ai sensi del 2° periodo dello stesso art. 32, 2° co., Cost., tutti i trattamenti imposti (sia in quanto obbligatori sia in quanto coattivi) devono osservare il limite del “rispetto della persona umana”.

Quanto, specificamente, ai trattamenti coattivi, che incidono anche nella libertà personale garantita dall’art. 13 Cost., essi sono presidiati dalle medesime garanzie di tale libertà, e la riserva di legge cui s’è ora accennato è comunemente ritenuta, in dottrina e in giurisprudenza (si veda la sent. n. 25 del 2023, che ragiona sulla scorta delle precedenti sentt. nn. 14 e 15 del 2023; 258 del 1994) di tipo assoluto.

Come si legge, da ultimo, nella sent. n. 76 del 2025:

a) «La riconducibilità del trattamento sanitario coattivo alle garanzie congiunte degli artt. 13 e 32 Cost. determina il carattere eccezionale dell’istituto e ne illumina la ragion d’essere»;

b) «Proprio l’incidenza sulla libertà personale comporta che il trattamento sanitario coattivo debba operare quale extrema ratio, ossia nell’osservanza del principio del minor sacrificio necessario, desumibile dall'art. 13 Cost. in relazione a tutte le misure privative della libertà personale (sentenza n. 22 del 2022, concernente le REMS; sentenza n. 250 del 2018, relativa alle misure di sicurezza detentive; sentenza n. 179 del 2017, in tema di pena detentiva; sentenza n. 265 del 2010, riferita alle misure cautelari)»;

c) «Questa Corte ha affermato, infatti, che gli artt. 13 e 32, secondo comma, Cost., unitamente all'art. 2 Cost., che tutela i diritti inviolabili della persona, tra cui la sua integrità psicofisica, esigono che il legislatore preveda trattamenti sanitari coattivi in chiave, appunto, di extrema ratio ed entro i limiti della proporzionalità in rapporto alle necessità terapeutiche e al rispetto della dignità della persona (sentenza n. 22 del 2022)».

Le conseguenze di tutto ciò sono scolpite nella sent. n. 22 del 2022: «allorché un dato trattamento sia configurato dalla legge non soltanto come “obbligatorio” – con eventuale previsione di sanzioni a carico di chi non si sottoponga spontaneamente ad esso –, ma anche come “coattivo” – potendo il suo destinatario essere costretto con la forza a sottoporvisi, sia pure entro il limite segnato dal rispetto della persona umana –, le garanzie dell’art. 32, secondo comma, Cost. debbono sommarsi a quelle dell’art. 13 Cost., che tutela in via generale la libertà personale, posta in causa in ogni caso di coercizione che abbia ad oggetto il corpo della persona (sentenza n. 238 del 1996). Con conseguente necessità che la legge preveda anche i “modi”, oltre che i “casi”, in cui un simile trattamento – che lo stesso art. 32, secondo comma, Cost. esige d’altronde sia “determinato”, e dunque descritto e disciplinato dalla legge – può essere eseguito contro la volontà del paziente».

Quanto ai trattamenti non obbligatori, le questioni più delicate sono quella del consenso e quella del risarcimento del danno. Il tema del consenso è emerso con drammatica evidenza in riferimento all’opposizione, fondata su motivazioni etico-religiose, di alcuni genitori alla vaccinazione o all’emotrasfusione praticate sui figli minori. In questo caso la giurisprudenza costituzionale è stata ferma nello stabilire che l’interesse del minore è sempre prevalente e che «spetta al giudice rimuovere o superare decisioni dell’esercente la potestà che, in violazione di precisi doveri siano pregiudizievoli al minore stesso, adottando i provvedimenti che egli ritiene convenienti nell’interesse del minore». Trattandosi di minori (cioè di soggetti incapaci), poi, in ipotesi di questo genere la Corte ha detto che non si può parlare di trattamento sanitario “coattivo”, il che significa che – non potendo essere logicamente qualificato nemmeno come “obbligatorio” – il trattamento in questione deve essere rubricato come “non obbligatorio”.

Quanto ai trattamenti obbligatori, la relativa tipologia è ricchissima (si pensi alle ipotesi in cui un certo trattamento – come una vaccinazione o una profilassi – sia richiesto per esercitare un’attività lavorativa o per recarsi all’estero). La questione si è tuttavia posta con particolare impellenza in occasione della pandemia da Covid-19 (vi sono stati anche casi di sanitari che hanno contestato l’obbligo di assoggettarsi agli obblighi vaccinali o profilattici imposti dalla normativa emergenziale) e su questo valgono le statuizioni già viste in precedenza, ampiamente “assolutorie” di tale obbligo, del resto in armonia con una significativa giurisprudenza della Corte EDU (Corte europea dei diritti dell’uomo) che ha fatto leva sull’interesse generale alla salute, pur ribadendo – ovviamente – che le misure adottate devono essere ragionevoli, proporzionate, motivate da un imperativo interesse generale, o altro ancora.

5. La questione delle risorse economico-finanziarie

Se le questioni cui s’è sin qui accennato sono poste direttamente dal testo dell’art. 32 Cost., quella – invero cruciale – del rapporto fra diritto alla salute e risorse economico-finanziarie è posta dal rapporto fra l’art. 32 e l’art. 81 Cost. Sebbene, come si è detto, quello alla salute non possa essere qualificato esclusivamente come diritto sociale o diritto a prestazione, il tema delle risorse è comunque essenziale. Lo è sia perché tutti i diritti costano, non solo socialmente, ma anche economicamente, sia perché il profilo di diritto a prestazione è, per la salute, particolarmente spiccato, e sia perché la scelta del nostro legislatore è stata nel senso di dare a tale diritto una garanzia universale attraverso il Servizio sanitario nazionale, che – ha affermato la giurisprudenza costituzionale – «garantisce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse dell’intera collettività. Il Servizio sanitario nazionale assicura i livelli essenziali e uniformi di assistenza, come definiti dal Piano sanitario nazionale e come individuati contestualmente all’identificazione delle risorse finanziarie (art. 1 della legge 30 dicembre 1992, n. 502, recante “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421”)».

Il modello della tutela universalistica e non assicurativo-mutualistica, scolpito all’art. 1, 3° co., della l. n. 833 del 1978 («Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. L’attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini»), è frutto di un “pensiero forte”, ha l’inestimabile vantaggio della copertura universale, in chiave egalitaria (è stato affermato che «Il diritto della persona di essere curata efficacemente, secondo i canoni della scienza e dell’arte medica, e di essere rispettata nella propria integrità fisica e psichica [...] deve essere garantito in condizione di eguaglianza in tutto il paese, attraverso una legislazione generale dello Stato basata sugli indirizzi condivisi dalla comunità scientifica nazionale e internazionale. Tale principio vale non solo [...] per le scelte dirette a limitare o a vietare determinate terapie o trattamenti sanitari, ma anche per l’imposizione di altri»), e risulta anche in armonia con il principio solidaristico che informa l’intera Costituzione (la connessione fra solidarietà, lavoro e salute è rinvenibile nella stessa giurisprudenza costituzionale). Per contro, mette indubbiamente sotto stress le finanze pubbliche a causa delle ingenti spese che comporta. È per questo che la questione delle risorse economico-finanziarie è, qui, essenziale e non è un caso che in prospettiva costituzionalistica i tagli alla spesa sanitaria siano visti con grande preoccupazione.

A questo proposito, la sent. n. 275 del 2016, trattando della questione dei diritti delle persone disabili, ha fatto riferimento alla categoria dei “diritti incomprimibili”, affermando che «È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione». In questo modo è andata oltre l’idea della necessità di un “bilanciamento ineguale” fra i diritti costituzionali e le esigenze di bilancio, formula con la quale – è bene precisare – non s’intendeva dire che i diritti sarebbero in sé sovraordinati alle esigenze generali che loro si contrappongono. Infatti: a) come accennato, non è presente nella Costituzione italiana una objektive Werteordnung paragonabile a quella riconosciuta dalla dottrina e dalla giurisprudenza tedesche; b) in uno Stato costituzionale di diritto le esigenze della comunità politica sono semplici epitomi dei diritti dei cittadini. Si voleva però dire che nel bilanciamento le ragioni dei diritti devono prevalere sulle esigenze generali a meno che non vi sia una stringente ragione perché queste siano tutelate, con la conseguenza che deve essere praticato da parte del giudice costituzionale uno scrutinio “stretto” sulle misure legislative che delimitano il soddisfacimento dei diritti (compreso quello alla salute) in ragione di contraintes finanziarie. La sent. n. 275 del 2016 (così come la successiva sent. n. 169 del 2017, che si è pronunciata proprio in materia di spesa sanitaria), più che fare un passo in avanti, lo fa di lato, assumendo una prospettiva diversa: non tanto quella del bilanciamento, bensì quella del riconoscimento di alcune situazioni costituzionali soggettive che si negano alla “compressione”, almeno quando questa è argomentata dal richiamo alle esigenze di bilancio.

Questo non equivale a dire che i diritti “incomprimibili” siano sottratti a qualunque limitazione, poiché una simile conclusione sarebbe incompatibile con i princìpi affermati già dalla primissima giurisprudenza costituzionale. Basta riportare queste due affermazioni: «bisognerebbe ricordare che il concetto di limite è insito nel concetto di diritto e che nell’ambito dell’ordinamento le varie sfere giuridiche devono di necessità limitarsi reciprocamente, perché possano coesistere nell’ordinata convivenza civile»; «La dichiarazione stessa dei diritti di libertà implica, per sua natura, in senso giuridico, anche posizione di limiti, cioè determinazione della sfera di azione dei vari soggetti entro condizioni tali che ne risulti garantito lo svolgimento della libertà di tutti». Una limitazione, dunque, anche quando concerne la spesa, è sempre possibile, ma ovviamente lo è solo ove ricorrano esigenze contrapposte ai diritti parimenti costituzionali e altrettanto meritevoli di tutela, mentre le mere esigenze di bilancio non possono bastare a sorreggerla almeno quando essa incide nel nucleo più riposto del diritto alla salute.

Come la stessa sent. n. 275 del 2016 ha precisato, «una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali», poiché «è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione». Il che non significa postulare zone interamente sottratte alla limitazione o al bilanciamento, ma che «il nucleo invalicabile di garanzie minime» di un diritto resta intangibile da parte delle scelte di bilancio “una volta normativamente identificato”. Ciò comporta un autovincolo del legislatore, il quale, una volta identificati i diritti da soddisfare, non può negare le risorse necessarie, «con la precisazione che “le esigenze della finanza pubblica non possono assumere, nel bilanciamento del legislatore, un peso talmente preponderante da comprimere il nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana” (; nello stesso senso, sentenze n. , n. , n e , e n. )».

Poiché «L’effettività del diritto alla salute è assicurata dal finanziamento e dalla corretta ed efficace erogazione della prestazione, di guisa che il finanziamento stesso costituisce condizione necessaria, ma non sufficiente, del corretto adempimento del precetto costituzionale», il reperimento e l’apprestamento delle risorse finanziarie costituiscono un passaggio fondamentale. Anche questo, tuttavia, non è in sé sufficiente, poiché la fase dell’esecuzione (quella del “corretto adempimento”, appunto) è indispensabile affinché il diritto alla salute sia effettivamente soddisfatto e non resti meramente sulla carta. Di qui l’importanza delle previsioni legislative che regolano l’organizzazione amministrativa e disciplinano il rapporto fra settore pubblico e settore privato della sanità.

A questo proposito è stato correttamente osservato che la già ricordata sent. n. 169 del 2017 «si rivolge sia al legislatore statale che a quello regionale, promuovendo una indovinata concezione del riparto delle competenze, fondata sull’incontro delle responsabilità, anziché sullo scontro tra istituzioni. In quest’ottica, infatti, quella sentenza rilancia la necessità di una “fisiologica dialettica” tra Stato e Regioni «improntata alla leale collaborazione che, nel caso di specie, si colora della doverosa cooperazione per assicurare il migliore servizio alla collettività». Il tema del rapporto fra spesa e diritti è dunque anche quello della struttura organizzativa necessaria e del riparto di competenze da osservare nell’esercizio della funzione di tutela della salute.

Vi è tuttavia un problema ulteriore. Se è vero che fra bilancio e diritto alla salute sussiste un rapporto di mezzo a fine, non è meno vero che l’equilibrio del bilancio è essenziale per la sostenibilità del sistema e per la sua stabilità nel futuro. Non a caso, da decenni la giurisprudenza costituzionale afferma che l’obiettivo della tutela della salute deve essere perseguito «in bilanciamento con il valore dell’equilibrio finanziario, presupposto della continuità dell’intervento pubblico nel settore (il dissesto ulteriore e perdurante del sistema porrebbe in pericolo la stessa ulteriore azione pubblica di tutela della salute)». La necessaria proiezione nel futuro, peraltro, si è fatta oggi ancor più evidente a fronte della revisione dell’art. 9 Cost. con la l. cost. n. 1 del 2022 e del riferimento all’«interesse delle future generazioni» (che – è ragionevole ritenere – va inteso in senso oggettivo più che soggettivo). Vero che tale interesse oggettivo è evocato in riferimento alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, ma la concezione integrata e sistemica della salute rende tali oggetti di tutela non solo presupposti, ma componenti essenziali della effettiva fruizione del relativo diritto.

È per questo che «il diritto a trattamenti sanitari “è garantito a ogni persona come un diritto costituzionale condizionato dall’attuazione che il legislatore ordinario ne dà attraverso il bilanciamento dell’interesse tutelato da quel diritto con gli altri interessi costituzionalmente protetti, tenuto conto dei limiti oggettivi che lo stesso legislatore incontra nella sua opera di attuazione in relazione alle risorse organizzative e finanziarie di cui dispone al momento” (v. sent. n. 455 del 1990; v. anche sentt. nn. 218 del 1994, 247 del 1992, 40 del 1991, 1011 del 1988, 212 del 1983, 175 del 1982». Si deve tuttavia osservare che la limitatezza delle risorse non può costituire un comodo usbergo per il legislatore che intendesse comprimere la spesa sociale, poiché il problema non è solo l’ammontare complessivo delle risorse, ma anche – e forse soprattutto – quello della loro distribuzione (che proprio al legislatore, appunto, spetta).

Lo strumento che l’ordinamento italiano ha identificato per assicurare adeguata tutela al diritto alla salute e allo stesso tempo per evitare disequilibri della finanza pubblica che potrebbero compromettere la stabilità e continuità del SSN sono i livelli essenziali di assistenza, da considerarsi quale (primo) exemplum dei livelli essenziali delle prestazioni cui fanno riferimento gli artt. 117, 2° co., lett. m, e 120, 2 co., Cost.. La loro gestione comporta una stretta collaborazione fra lo Stato e le Regioni, ancorché rientri «nella “responsabilità organizzativa dell’ente territoriale” (sentenza n. 124 del 2023) l’adozione di misure volte a dare risposta a situazioni di accertata criticità nella fruizione dei livelli essenziali di assistenza primaria, al fine di assicurare l’effettivo godimento del diritto alla salute».

I livelli essenziali (per il diritto alla salute così come per gli altri diritti per i quali devono essere stabiliti) sono, dunque, sia uno strumento di garanzia delle prestazioni da erogare ai cittadini (si ritiene diffusamente in dottrina che essi non costituiscano semplici livelli “minimi”) nella prospettiva dell’eguaglianza sostanziale, sia uno strumento di contenimento della spesa, sicché può ben dirsi che il loro ruolo è fondamentale per l’equilibrio dell’intero sistema della spesa pubblica in generale e di quella sanitaria in particolare. È per questo che, anche di recente, la giurisprudenza costituzionale ha insistito sulla necessità che le competenze in materia di livelli essenziali siano esercitate puntualmente e tempestivamente. Ricordando il «monito formulato da questa Corte con la richiamata sentenza n. 71 del 2023», in particolare, si è affermato che: «l’art. 120, secondo comma, Cost. abilita il potere sostitutivo dello Stato come rimedio all’inadempienza dell’ente territoriale, ove lo richieda “la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”» e che «Questa previsione “fa sistema” con l’art. 119, quinto comma, Cost. ed è quindi all’interno dei fondi perequativi speciali, correttamente strutturati ai sensi del richiamato quinto comma dell’art. 119 Cost., che “sarebbe possibile trarre le coerenti e necessarie implicazioni in caso di mancato impegno delle risorse statali vincolate a favore dei LEP […] giungendo a prevedere, quando necessario, opportune forme di commissariamento degli enti inadempienti” (sentenza n. 71 del 2023)».

Fra Stato e Regioni è comunque indispensabile una serrata interlocuzione nel segno (che qui si fa particolarmente evidente) della leale collaborazione. Infatti, «Il sistema italiano di tutela della salute si sviluppa su due livelli di governo: quello statale, il quale definisce i livelli essenziali di assistenza che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire ai cittadini e l’ammontare complessivo delle risorse economiche necessarie al loro finanziamento; quello regionale, cui pertiene il compito di organizzare sul territorio il rispettivo servizio e garantire l’erogazione delle prestazioni nel rispetto dei suddetti LEA. La presenza di due livelli di governo rende necessaria la definizione di un sistema di regole che ne disciplini i rapporti di collaborazione, nel rispetto delle reciproche competenze. Ciò al fine di realizzare una gestione del sistema sanitario efficiente e capace di rispondere alle istanze dei cittadini coerentemente con le regole di bilancio, le quali prevedono la separazione dei costi “necessari”, inerenti alla prestazione dei LEA, dalle altre spese sanitarie, assoggettate invece al principio della sostenibilità economica (sentenza n. 62 del 2020)».

Ora, il principio di leale collaborazione «deve concretizzarsi in “un confronto costante, paritario e leale tra le parti, che deve caratterizzare ogni fase del procedimento e non seguire la sua conclusione”», ma ciò non equivale a negare che nell’uno o nell’altro snodo dell’azione pubblica vi siano attribuzioni che di volta in volta sono prevalentemente dello Stato o delle Regioni, poiché ciò che conta, al di là del titolo competenziale, è il mantenimento del principio del confronto, che caratterizza quel modello del regionalismo cooperativo verso il quale il nostro ordinamento, grazie anche alla giurisprudenza costituzionale, si è, pur faticosamente, orientato. Così, quando la Corte ha affermato che spetta allo Stato «evitare l’aumento incontrollato della spesa sanitaria», ha ritenuto che ciò sia «compatibile con i [...] parametri costituzionali, nella considerazione bilanciata – che appartiene all’indirizzo politico dello Stato, nel confronto con quello delle Regioni – della necessità di assicurare, ad un tempo, l’equilibrio della finanza pubblica e l’uguaglianza di tutti i cittadini nel godimento dei diritti fondamentali, tra cui indubbiamente va ascritto il diritto alla salute ()».

In definitiva: il diritto alla salute non fa eccezione alla regola ed entra appieno nel bilanciamento con gli altri diritti costituzionali e con gli interessi oggettivi della comunità politica, fra i quali – a causa della mole delle risorse richieste dall’operatività del sistema sanitario – assume un rilievo specifico quello all’equilibrio del bilancio. Come è stato affermato dalla giurisprudenza costituzionale alla fine del Novecento, «secondo un principio desumibile dalla giurisprudenza di questa Corte, il diritto ai trattamenti sanitari necessari per la tutela della salute è “garantito ad ogni persona come un diritto costituzionalmente condizionato all’attuazione che il legislatore ne dà attraverso il bilanciamento dell’interesse tutelato da quel diritto con gli altri interessi costituzionalmente protetti” (ex plurimis, sentenze n. 267 del 1998, n. 304 del 1994, n. 218 del 1994). Bilanciamento che, tra l’altro, deve tenere conto dei limiti oggettivi che il legislatore incontra in relazione alle risorse organizzative e finanziarie di cui dispone, restando salvo, in ogni caso, quel “nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana” (sentenze n. 309 del 1999, , n. 247 del 1992), il quale impone di impedire la costituzione di situazioni prive di tutela, che possano appunto pregiudicare l’attuazione di quel diritto».

6. Diritto a farsi curare e diritto a non farsi curare

Come tutti i diritti, anche quello alla salute ha un profilo positivo e uno negativo. In particolare, esso abbraccia sia il diritto a farsi curare sia il diritto a non farsi curare. Sul punto, da molto tempo, dottrina e giurisprudenza non nutrono dubbi. Si può anzi dire che, a causa della particolare delicatezza della questione, l’attenzione è caduta soprattutto sul profilo negativo, che ha sollecitato accese discussioni.

i) Quanto al profilo positivo, le situazioni soggettive che sono ricomprese nel diritto alla salute sono plurime e si connettono anzitutto alle fondamentali scelte sul se, sul come, sul quando, sul dove e sul da chi farsi curare.

La scelta del “se” abbraccia ovviamente anche il profilo negativo (nell’ipotesi in cui si decida di non farsi praticare o di non seguire le cure), così come fa la scelta sul “quando” (rinviare una cura significa scegliere di non farla subito). Sono invece propriamente appartenenti al profilo positivo le altre scelte, delle quali la stessa giurisprudenza costituzionale ha avuto modo di occuparsi.

La questione del “come” farsi curare ha avuto grande risonanza mediatica all’epoca della discussione sul cosiddetto multitrattamento Di Bella. La Corte, in quella occasione, ha affermato che la generale validità di un metodo di cura non può essere accertata in sede giudiziaria, ma abbisogna delle complesse verifiche che sono legittimati a compiere gli organi competenti in materia di sperimentazione clinica o farmacologica. Per questo (a seguito di un conflitto di attribuzione promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri) ha annullato l’ordinanza di un giudice che aveva disposto di «procedere all’espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio sui pazienti, diversi dai singoli ricorrenti nel giudizio di merito, che si sono avvalsi del “multitrattamento Di Bella”, finalizzata ad accertare in via generale la validità terapeutica della medesima», avendo il giudice utilizzato «a fini del tutto impropri, un istituto del processo in modo da farlo risultare obiettivamente in concorrenza con la complessa procedura di sperimentazione [...]».

La vicenda, peraltro, è stata anche occasione per una messa a punto, da parte della Corte, dei rapporti fra il suo sindacato e gli accertamenti tecnici compiuti da organi specialistici. Si è detto, infatti, che «questa Corte non è chiamata a pronunciarsi, in alcun modo, circa gli effetti e l’efficacia terapeutica di detto trattamento, per il cui accertamento è in corso la sperimentazione prevista dall’art. 1. Non è chiamata, né potrebbe esserlo, a sostituire il proprio giudizio alle valutazioni che, secondo legge, devono essere assunte nelle competenti sedi, consapevole com’è dell’essenziale rilievo che, in questa materia, hanno gli organi tecnico-scientifici». Nondimeno, una volta che tali organi sono stati officiati dal legislatore al fine della verifica dell’efficacia di un qualche trattamento terapeutico, occorre che la legge sia coerente, non potendo «ammettersi, in forza del principio di uguaglianza, che il concreto godimento di tale diritto fondamentale dipenda, per i soggetti interessati, dalle diverse condizioni economiche».

L’obbligazione di coerenza degli interventi legislativi non equivale affatto a obbligazione di soddisfare, grazie al sostegno del Servizio sanitario nazionale, qualsivoglia desiderio o capriccio dei cittadini quanto all’uso di questa o quella cura. Infatti, «Non possono ricadere [...] sul servizio sanitario nazionale le conseguenze di libere scelte individuali circa il trattamento terapeutico preferito» e non sarebbe ragionevole «imporre allo Stato l’obbligo di fornire gratuitamente prestazioni mediche, anche solo ipoteticamente efficaci». Libertà di scelta dei cittadini e serietà degli accertamenti tecnico-scientifici vanno dunque di pari passo.

La scelta del “dove”, poi, concerne soprattutto l’alternativa fra strutture pubbliche e strutture private, poiché all’interno del settore pubblico occorre anzitutto rispettare le regole della sua organizzazione e le relative disponibilità. Anche nel settore pubblico, tuttavia, occorre evitare qualunque disciplina «irragionevole, inutilmente restrittiva della libertà di cura garantita dallart. 32 Cost.». Infatti, «il diritto alla libertà di scelta del luogo della cura in tutto il territorio nazionale non ha carattere assoluto, dovendo essere contemperato con altri interessi costituzionalmente protetti, anche in considerazione dei limiti oggettivi derivanti dalle risorse finanziarie disponibili (ex multis, sentenze n. 248 del 2011, n. 94 del 2009, n. 200 del 2005). Dunque, non è vietato al legislatore regionale sacrificare la libertà di scelta del paziente, a condizione che il sacrificio risulti necessitato dall’esigenza di preservare altri beni di rango costituzionale, quale ad esempio un’efficiente ed efficace organizzazione del sistema sanitario».

Anche quanto alla scelta del “chi”, infine, la giurisprudenza costituzionale ha inteso contemperare la libera scelta del singolo e le esigenze organizzative del servizio pubblico. Così, è stato precisato che «La tutela della salute è [...] diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e proprio in questa prospettiva è consentito, secondo la giurisprudenza costituzionale, all’amministrazione sanitaria di predisporre, nel quadro di “preminenti esigenze organizzative e funzionali” (sentenza n. 175 del 1982), una disciplina del diritto di scelta del medico, da parte del cittadino utente, tale da assicurare, attraverso un ragionevole bilanciamento di interessi contrapposti, [...], la più adeguata garanzia del singolo e la migliore efficienza del servizio». Un aspetto peculiare del diritto di scelta è peraltro quello relativo al farmacista, poiché in questo caso, in ragione del regime del convenzionamento, la libertà di scelta è garantita essenzialmente dall’esistenza di quella che (confermando il «ruolo centrale che il c.d. diritto delle farmacie svolge in un’ottica di piena realizzazione della tutela della salute consacrata dall’art. 32 Cost.») è stata chiamata rete capillare di farmacie, che deve coprire l’intero territorio nazionale assicurando l’assistenza farmaceutica ovunque, ma lasciando agli utenti la libertà di scegliere la farmacia che preferiscono.

ii) Quanto al profilo negativo, il diritto a non farsi curare ha inizialmente trovato la più ampia enunciazione, in sede giurisprudenziale, non già in una pronuncia costituzionale, bensì in una pronuncia della Corte di cassazione concernente un noto e drammatico caso (il “caso E.”) anche stavolta oggetto di grande attenzione mediatica. In quella pronuncia si è negata l’esistenza di «un dovere di curarsi come principio di ordine pubblico» e questa affermazione ha avuto significative conseguenze specificamente in tema di fine-vita.

Anche nella giurisprudenza costituzionale la questione del diritto a non farsi curare si è posta con particolare delicatezza quale premessa della giurisprudenza in materia di fine-vita, e di recente la Corte ha avuto modo di ripercorrere l’itinerario sin qui esplorato con una significativa pronuncia, che ha dichiarato «non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 13, 32, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli artt. 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Milano con l’ordinanza indicata in epigrafe».

Vale la pena di riportarne, in sintesi, i passaggi principali:

a) l’ordinanza di rimessione ripropone, in sostanza, «i dubbi – già dichiarati non fondati dalla sentenza n. 135 del 2024, pubblicata successivamente al deposito dell’ordinanza di rimessione – relativi alla compatibilità costituzionale del requisito della dipendenza del paziente da un trattamento di sostegno vitale, indicato dalla sentenza n. 242 del 2019 come una delle condizioni in presenza delle quali la condotta di aiuto al suicidio non può essere ritenuta punibile»;

b) le censure «ruotano attorno al presupposto interpretativo secondo cui l’area di non punibilità sancita dalla sentenza n. 242 del 2019 non si estenderebbe alla situazione in cui il paziente rifiuti l’attivazione di un trattamento di sostegno vitale, pur in presenza di una indicazione medica in tal senso, in quanto da lui ritenuto “futile” o comunque “espressivo di accanimento terapeutico»;

c) «nella misura in cui sussista una indicazione medica di necessità dell’attivazione di un trattamento di sostegno vitale – nel senso precisato dalla , al punto 8 del Considerato in diritto –, il paziente può rifiutarlo e accedere al suicidio assistito, ovviamente laddove sussistano tutti gli altri requisiti sostanziali e procedurali indicati dalla s»;

d) non v’è disparità di trattamento fra «il paziente che abbia accesso al suicidio assistito, essendo già sottoposto a trattamenti di sostegno vitale, e quello che invece tali trattamenti abbia rifiutato, nonostante un’indicazione medica in tal senso, ritenendoli comunque futili o espressivi di accanimento terapeutico», poiché «anche nella seconda situazione il paziente ben può rifiutare il trattamento indicato quale clinicamente necessario per l’espletamento delle sue funzioni vitali, trovandosi così anch’egli nella condizione di avere accesso al suicidio assistito»;

e) non è irragionevole il diverso trattamento di chi rifiuti «trattamenti (terapeutici o palliativi) che non possono essere considerati “necessar[i] ad assicurare l’espletamento di funzioni vitali del paziente”»;

f) «In assenza di un trattamento di sostegno vitale in atto, o almeno di un’indicazione medica relativa alla necessità di attivare un simile trattamento, il paziente non si trova ancora nella condizione di poter optare per la propria morte sulla base della legge n. 219 del 2017, rifiutando (rispettivamente) la prosecuzione o la stessa attivazione di un tale trattamento. Pertanto, la sua situazione non è assimilabile a quella di un paziente la cui vita dipenda, ormai, dal trattamento in questione»;

g) per l’ammissione al suicidio assistito non è «affatto necessario [...] che il paziente inizi il trattamento di sostegno vitale giudicato necessario dal medico, per poi chiedere di interromperlo»;

h) vi è comunque un «significativo margine di discrezionalità che questa Corte ha riconosciuto al legislatore nel bilanciamento tra il dovere di tutela della vita umana, discendente dall’art. 2 Cost., e il principio dell’“autonomia” del paziente [...]»;

i) non è dunque preclusa al legislatore la scelta «laddove appresti le necessarie garanzie contro i rischi di abuso e di abbandono del malato [...] di consentire l’accesso al suicidio assistito anche a pazienti capaci di assumere decisioni libere e responsabili, affetti da patologie irreversibili che cagionino loro sofferenze intollerabili, ma le cui funzioni vitali non dipendano da trattamenti di sostegno vitale»;

l) la stessa Corte EDU, nella sentenza 13 giugno 2024, Dániel Karsai c. Ungheria, ha riconosciuto agli Stati «un considerevole margine di apprezzamento nel bilanciare il diritto alla vita privata – necessariamente coinvolto dalla decisione su come e quando morire – e le ragioni di tutela della vita umana, anche in ragione della persistente assenza di un consenso in materia tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa»;

m) le condizioni per accedere al suicidio assistito sono state articolate dalla giurisprudenza costituzionale su un duplice livello;

n) il primo livello «attiene alla necessità di prevenire il pericolo di abusi a danno delle persone deboli e vulnerabili, perché in situazioni di fragilità e sofferenza la scelta di porre fine alla propria vita potrebbe essere indotta o sollecitata da terze persone, per le ragioni più diverse»;

o) il secondo livello «è quello di contrastare derive sociali o culturali che inducano le persone malate a scelte suicide, quando invece ben potrebbero trovare ragioni per continuare a vivere, ove fossero adeguatamente sostenute dalle rispettive reti familiari e sociali, oltre che dalle istituzioni pubbliche nel loro complesso», con la conseguenza che occorre «garantire adeguate forme di sostegno sociale, di assistenza sanitaria e sociosanitaria domiciliare continuativa, perché la presenza o meno di queste forme di assistenza condiziona le scelte della persona malata e può costituire lo spartiacque tra la scelta di vita e la richiesta di morte», così come occorre assicurare la possibilità di un ricorso alle cure palliative.

Come già accaduto in altre occasioni, infine, anche stavolta la Corte ha ritenuto «opportuno ribadire il carattere essenziale che rivestono i requisiti e le condizioni procedurali per la non punibilità dell’aiuto al suicidio cui ha fatto riferimento la giurisprudenza di questa Corte. Essi, nella perdurante assenza di una legislazione che disciplini la materia, sono funzionali a creare una “cintura di protezione” per scongiurare il pericolo che coloro che decidono di porre in atto il gesto estremo e irreversibile del suicidio assistito “subiscano interferenze di ogni genere” (ordinanza n. 207 del 2018, punto 6 del Considerato in diritto)». L’ennesimo monito/richiamo al legislatore è stato peraltro accompagnato dall’importante osservazione che «Anche nel contesto del pluralismo etico che caratterizza una democrazia liberale, solo “una concezione astratta dell’autonomia individuale” () del soggetto, nel senso etimologico di abs-tractus (ovvero tratto fuori, in forza di una visione individualistica assoluta, dal contesto sociale), può rivelarsi insensibile a questa preoccupazione: se l’autodeterminazione, infatti, è costretta o comunque condizionata dalle circostanze, allora non è più tale».

In una ancor più recente decisione la Corte è tornata sulla delicata questione del fine-vita, occupandosi della «legittimità costituzionale dell’art. 579 cod. pen., nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli artt. 1 e 2 della legge n. 219 del 2017, attui materialmente la volontà suicidaria, autonomamente e liberamente formatasi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente, quando la stessa persona, per impossibilità fisica e per assenza di strumentazione idonea, non possa materialmente procedervi in autonomia o quando comunque le modalità alternative di autosomministrazione disponibili non siano accettate dalla persona sulla base di una scelta motivata che non possa ritenersi irragionevole». La conclusione è stata nel senso dell’inammissibilità della quaestio, poiché il remittente non aveva adeguatamente verificato la «ritenuta indisponibilità di una strumentazione idonea all’autosomministrazione del farmaco nel caso in esame», mentre proprio questo accertamento era essenziale per stabilire se la norma censurata effettivamente violasse i diritti della parte attrice nel giudizio principale. Anzi, «Il mancato approfondimento, per quanto risulta dall’ordinanza di rimessione, in ordine alla reperibilità di strumenti di autosomministrazione per persone con tetraparesi, oltre a rendere inammissibili le questioni in scrutinio, rischia altresì di ledere l’autodeterminazione di M. S, la quale, ove tali dispositivi esistessero, e potessero essere reperiti in tempi ragionevolmente correlati al suo stato di sofferenza, avrebbe diritto ad avvalersene». Occorre infine aggiungere che, in chiusura, la pronuncia ora sintetizzata ha avuto modo di affermare (nella prospettiva di una tutela effettiva dei diritti in giuoco) che «Qualora da rinnovata e più estesa istruttoria emergesse la reperibilità, nei tempi ragionevoli sopra indicati, di strumenti di autosomministrazione della sostanza capace di porre fine alla vita attivabili da persone nello stato clinico di M. S., e qualora essi risultassero utilizzabili, nelle condizioni date, il Servizio sanitario nazionale dovrà prontamente acquisirli e metterli a disposizione del paziente che sia stato ammesso alla procedura di suicidio medicalmente assistito».

7. Salute e dintorni

La più volte ricordata natura espansiva della nozione di “salute” ha imposto a dottrina e giurisprudenza di ricostruire i punti di contatto fra il diritto individuale e l’interesse collettivo alla salute da un lato e gli altri diritti e interessi costituzionalmente protetti dall’altro. Saranno qui sufficienti alcuni selettivi accenni, utili a mostrare la straordinaria ampiezza (oltre che del campo semantico, come s’è visto in apertura) del campo problematico aperto dal riferimento alla salute.

i) Il diritto allabitazione. La Corte ha espressamente ricordato che alcune norme regolatrici dell’attività edilizia incidono direttamente nel dominio della salute. Così, è stato affermato che «L’inderogabilità dei requisiti di altezza minima [...] risponde a esigenze di tutela della salubrità degli ambienti e della salute delle persone che vi dimorano» e che «Le prescrizioni riguardanti l’altezza interna degli edifici, al pari dei parametri di aeroilluminazione, perseguono l’essenziale finalità di conformare l’attività edilizia e, in tale ambito, apprestano misure volte anche a garantire il diritto alla salute nel contesto dell’abitazione, spazio di importanza vitale nell’esistenza di ogni persona. Tali prescrizioni si configurano, pertanto, come princìpi fondamentali nella materia «governo del territorio», vincolanti per la legislazione regionale di dettaglio».

ii) Lalimentazione. La normativa in materia alimentare è stata sempre considerata funzionale alla protezione (anche) della salute umana. Così, ad esempio, quanto alla disciplina degli OGM, è stato affermato che è «palese la strumentalità della disciplina così approntata rispetto a finalità di tutela dell’ambiente e della salute», pur aggiungendo che «l’imposizione di limiti all’esercizio della libertà di iniziativa economica, sulla base dei principi di prevenzione e precauzione nell’interesse dell’ambiente e della salute umana, può essere giustificata costituzionalmente solo sulla base di “indirizzi fondati sulla verifica dello stato delle conoscenze scientifiche e delle evidenze sperimentali acquisite, tramite istituzioni e organismi, di norma nazionali o sovranazionali, a ciò deputati, dato l’essenziale rilievo che, a questi fini, rivestono gli organi tecnico scientifici” (sentenza n. 282 del 2002)».

iii) Lambiente. Addirittura scontata la connessione fra ambiente e salute, come del resto si è rilevato in apertura. Da decenni si è ormai consolidata la consapevolezza dell’impossibilità di assicurare la salute dei cittadini se le condizioni ambientali sono sfavorevoli, tant’è vero che la giurisprudenza costituzionale non manca di impiegare i lemmi “ambiente” e “salute” a mo’ di endiadi, affermando, per esempio, quanto segue: «È noto che, sebbene il testo originario della Costituzione non contenesse l’espressione ambiente, né disposizioni finalizzate a proteggere l’ecosistema, questa Corte con numerose sentenze aveva riconosciuto (sentenza n. 247 del 1974) la “preminente rilevanza accordata nella Costituzione alla salvaguardia della salute dell’uomo (art. 32) e alla protezione dell’ambiente in cui questi vive (art. 9, secondo comma)”, quali valori costituzionali primari (sentenza n. 210 del 1987)». Il che, del resto, è in armonia col rilievo che «L’ambiente è protetto come elemento determinativo della qualità della vita. La sua protezione non persegue astratte finalità naturalistiche o estetizzanti, ma esprime l’esigenza di un habitat naturale nel quale l’uomo vive ed agisce [...]».

Il diritto all’ambiente, per giunta, già ben prima della revisione dell’art. 9 Cost., è stato fatto derivare dal diritto alla salute: si è parlato infatti di «un ragionevole bilanciamento tra diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione, in particolare alla salute (art. 32 Cost.), da cui deriva il diritto all’ambiente salubre [...]». Quanto, infine, alla nozione di “ambiente”, già decenni addietro la Corte ebbe ad affermare che si tratta di «un bene immateriale unitario sebbene a varie componenti, ciascuna delle quali può anche costituire, isolatamente e separatamente, oggetto di cura e di tutela; ma tutte, nell’insieme, sono riconducibili ad unità», così confermando che anche in riferimento all’ambiente (l’aveva già rilevato la dottrina) si pongono le medesime esigenze di identificazione delle sue molteplici componenti e di ricostruzione unitaria che, come abbiamo visto, sono state messe in evidenza in riferimento alla salute.

iv) Lattività sportiva. Seguendo un’impostazione che adesso è rinvenibile anche nell’art. 33 Cost., per come novellato dalla l. cost. n. 1 del 2023 (ai sensi del cui 7° co. «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme»), la giurisprudenza costituzionale ha proposto una visione unitaria degli «interventi di potenziamento della pratica sportiva e di promozione della salute», riconoscendo, fra l’altro (e questo – ovviamente – conta sul piano dei rapporti Stato-Regioni) che essi incidono «sulle materie di competenza concorrente regionale “tutela della salute” e “ordinamento sportivo”».

v) Lidentità di genere. Della connessione fra salute e scelte in materia di identità di genere non si è mai sostanzialmente dubitato ed è stato detto, anzi, che «il transessuale che abbia vista riconosciuta la propria identità [ha] conquistato – per quanto possibile – uno stato di benessere in cui consiste la salute; bene, quest’ultimo, che la Costituzione [...] considera “interesse della collettività”». Invero, «La percezione dell’individuo di non appartenere né al sesso femminile, né a quello maschile – da cui nasce l’esigenza di essere riconosciuto in una identità “altra” – genera una situazione di disagio significativa rispetto al principio personalistico cui l’ordinamento costituzionale riconosce centralità (art. 2 Cost.)» e, per quanto qui maggiormente interessa, «Nella misura in cui può indurre disparità di trattamento o compromettere il benessere psicofisico della persona, questa condizione può del pari sollevare un tema di rispetto della dignità sociale e di tutela della salute, alla luce degli artt. 3 e 32 Cost.».

È interessante notare che elemento integrante di tale connessione è il diritto a rivendicare la propria identità di genere senza necessità di ricorrere a interventi chirurgici (dunque senza un’invasione indesiderata nella sfera della propria salute), che pertanto costituisce un profilo del diritto di non farsi curare. La Corte ha infatti detto che «[...] l’interpretazione costituzionalmente adeguata [...] consente di escludere il requisito dell’intervento chirurgico di normoconformazione» e «[...] l’aspirazione del singolo alla corrispondenza del sesso attribuitogli nei registri anagrafici, al momento della nascita, con quello soggettivamente percepito e vissuto costituisc[e] senz’altro espressione del diritto al riconoscimento dell’identità di genere», che peraltro va accertata «attraverso un procedimento giudiziale che garantisce, al contempo, sia il diritto del singolo individuo, sia quelle esigenze di certezza delle relazioni giuridiche, sulle quali si fonda il rilievo dei registri anagrafici».

8. La salute di fronte all’emergenza

I princìpi degli ordinamenti delle democrazie liberali e sociali sono sfidati dalle situazioni di emergenza, che pongono esigenze perentorie di tutela della salus rei publicae di fronte alle quali si ha la tentazione di far venir meno le garanzie dei diritti costituzionali. A tale tentazione è indispensabile resistere, poiché proprio la capacità di mantenere in piedi l’edificio garantista dei diritti a fronte di condizioni emergenziali segna la distanza più ampia fra quegli ordinamenti e gli ordinamenti illiberali e autoritari.

L’ordinamento giuridico italiano – come molti altri del resto – è stato messo alla prova da varie emergenze: da quella terroristica; da quella finanziaria; da quelle naturali. L’ultima di tali emergenze ha chiamato direttamente in causa il diritto alla salute con la grave pandemia da Covid-19 e l’inedita condizione che ne è conseguita, apertasi il 30 gennaio del 2020 con la dichiarazione di Public health emergency of international concern (PHEIC) adottata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Come tutti sanno, a fronte di questa gravissima emergenza, lo Stato prima e le autonomie territoriali poi sono intervenuti con misure molto severe, a partire dall’ord. 25 gennaio 2020 del Ministro della salute. Allora, però, si trattava semplicemente di provvedimenti concernenti l’arrivo in Italia di passeggeri i cui voli provenivano da Paesi dove il virus si era direttamente manifestato, mentre successivamente sono state adottate misure ben più drastiche, prima con provvedimenti amministrativi, poi con atti normativi primari (in prima battuta, decreti-legge).

La giurisprudenza costituzionale aveva già da tempo ammesso il ricorso a misure di carattere straordinario a fronte degli eventi emergenziali, affermando che «Nel ricorrere di così gravi emergenze, quando l’ambiente, i beni e la stessa vita delle popolazioni sono in pericolo e si richiede un’attività di soccorso straordinaria ed urgente, risulta giustificato che si adottino misure eccezionali [...]», ma stavolta l’ampiezza del fenomeno gettava una luce sinistra sulla stessa sopravvivenza della comunità politica, mettendo in discussione la tenuta della Costituzione per plurimi profili: diritti; organizzazione dello Stato; ordine “verticale” delle competenze.

Quanto alle norme sull’organizzazione dello Stato, si è posto fra l’altro il problema di una disciplina legislativa in materia di esercizio della giurisdizione che derogava al regime ordinario della prescrizione, sospendendone il decorso proprio in considerazione della contingente situazione emergenziale. A fronte di tale ratio la Corte ha affermato che «non può non osservarsi, da una parte, che la breve durata della sospensione del decorso della prescrizione è pienamente compatibile con il canone della ragionevole durata del processo e, dall’altra parte, che, sul piano della ragionevolezza e proporzionalità, la misura è giustificata dalla finalità di tutela del bene della salute collettiva (art. 32, primo comma, Cost.) per contenere il rischio di contagio da COVID-19 in un eccezionale momento di emergenza sanitaria». È stato così confermato sia che la salute non può costituire diritto o bene “tiranno” sia che la presenza di una situazione emergenziale non permette qualunque alterazione delle ordinarie garanzie delle situazioni soggettive, potendo giustificare solo le deroghe che risultino in sé ragionevoli e proporzionate.

Quanto al riparto delle competenze fra lo Stato e le autonomie, la giurisprudenza costituzionale ha subito ribadito che «Ricade nella competenza legislativa esclusiva dello Stato a titolo di «profilassi internazionale» (art. 117, secondo comma, lettera q, Cost.), [...] ogni misura atta a contrastare una pandemia sanitaria in corso, ovvero a prevenirla», così riprendendo, peraltro, affermazioni assai risalenti, anteriori all’introduzione da parte della l. cost. n. 3 del 2001 della disposizione costituzionale ora ricordata. Non si è esitato, dunque, a precisare che il contrasto alla pandemia spetta allo Stato: «La materia della profilassi internazionale [...] include la prevenzione o il contrasto delle malattie pandemiche, tale da assorbire ogni profilo della disciplina». E anche nella giurisprudenza più recente si è confermato che «Sono [...] riconducibili alla competenza legislativa esclusiva statale in materia di profilassi internazionale sia la disciplina delle misure di contrasto alla pandemia (tra le tante, sentenze n. 50 del 2024 e n. 164 del 2022), sia quella delle relative sanzioni amministrative (sentenza n. 50 del 2024), che non costituiscono una materia a sé stante, ma rientrano nella competenza relativa alla materia sostanziale cui accedono (tra le tante, sentenze n. 84 del 2019, n. 148 e n. 121 del 2018, n. 271 del 2012, n. 246 del 2009, n. 240 del 2007, n. 384 del 2005 e n. 12 del 2004)».

Quanto ai diritti, infine (ed è ovviamente la tematica più delicata), l’attenzione dell’opinione pubblica e quella della magistratura si sono concentrate soprattutto sulla questione degli obblighi vaccinali, e la giurisprudenza costituzionale ha tenuto dritta la barra tra le esigenze di tutela delle libertà e quelle di protezione della salute come diritto individuale e interesse della collettività.

Già la magistratura amministrativa, per la verità, aveva avuto modo di “assolvere” l’obbligo vaccinale introdotto in periodo di emergenza pandemica, formulando alcune statuizioni di sicuro interesse. Così, il Consiglio di Stato affermò, fra l’altro, che:

a) i vaccini sono immessi sul mercato europeo a seguito di un complesso procedimento (che «passa attraverso una raccomandazione da parte della competente Agenzia europea per i medicinali (EMA), che valuta la sicurezza, l’efficacia e la qualità del vaccino» e una successiva decisione della Commissione europea);

b) il vaccino non è meno sicuro per il solo fatto che (come è accaduto per vaccini anti-Covid 19) vi è stata un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata;

c) non ha molto senso lamentare il rischio di danni conseguenti alla sottoposizione al vaccino, poiché «il vaccino, come tutti i farmaci, non può essere considerato del tutto esente da rischi»;

d) l’emergenza pandemica impone il ricorso alla «c.d. amministrazione precauzionale, la quale deve necessariamente misurarsi con quello che, in dottrina, è stato definito il c.d. ignoto irriducibile»;

e) occorre rispettare una «riserva di scienza, alla quale il decisore pubblico sia a livello normativo che amministrativo deve fare necessario riferimento nell’adottare le misure sanitarie atte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica»;

f) «Nel bilanciamento tra i due valori, quello dell’autodeterminazione individuale e quello della tutela della salute pubblica, compiuto dal legislatore con la previsione dell’obbligo vaccinale nei confronti del solo personale sanitario, non vi è [...] legittimo spazio né diritto di cittadinanza in questa fase di emergenza contro il virus Sars-CoV-2 per la c.d. esitazione vaccinale».

La giurisprudenza costituzionale, a sua volta, ha ripreso le importanti affermazioni che solo qualche anno prima erano state fatte in materia di obbligo vaccinale. Era stato detto, in particolare, che «La copertura vaccinale è strumento di prevenzione e richiede di essere messa in opera indipendentemente da una crisi epidemica in atto», sicché si può intervenire «prima che si verifichino scenari di allarme e decidere – a fronte di una prolungata situazione di insoddisfacente copertura vaccinale – di non attendere oltre nel fronteggiarla con misure straordinarie». La giurisprudenza relativa alla vaccinazione in periodo di emergenza pandemica, poi, ha enunciato i princìpi sintetizzati dalle già ricordate sentt. nn. 14 e 15 del 2023: si vedano le sentt. nn. 188 del 2024; 171 e 185 del 2023.

Resta comunque fermo il diritto al risarcimento del danno nel caso in cui la vaccinazione abbia determinato un pregiudizio: «Questa Corte ha già chiarito (sentenza n. 293 del 2011) che la menomazione della salute conseguente a trattamenti sanitari, oltre al risarcimento del danno in base alla previsione dell’art. 2043 del codice civile, può determinare il diritto a un equo indennizzo, in forza degli artt. 32 e 2 Cost., qualora il danno, non derivante da fatto illecito, sia conseguenza dell’adempimento di un obbligo legale (come ad esempio la sottoposizione a una vaccinazione obbligatoria), o di un trattamento, pur non obbligatorio, ma promosso dalle autorità sanitarie in vista della sua diffusione capillare nella società anche nell’interesse pubblico (laddove, ad esempio, la menomazione consegua alla sottoposizione a una vaccinazione raccomandata: da ultimo, sentenza n. 268 del 2017)».

9. Qualche osservazione finale

Già a partire dal Seicento si era aperta la discussione su quale dei diritti che oggi si è soliti chiamare “fondamentali” fosse quello “primario”, cioè quello che tutti gli altri precedeva, oscillando la scelta fra la libertà personale e la libertà di coscienza e oscillando le preferenze culturali ora per le suggestioni hobbesiane ora per quelle spinoziane. Si trattava di una discussione alquanto infruttuosa, che non è opportuno riprendere ai giorni nostri: porsi alla ricerca del diritto “più importante” non ha molto senso, poiché l’importanza dei diritti è pragmatica e varia a seconda delle occasioni e del “campo di attività” in cui essi vengono riconosciuti, goduti ed esercitati. «Il primato prima facie di un diritto, anche così rilevante come quello alla vita e alla salute, vanifica [...] il bilanciamento incondizionato tra tutti i diritti fondamentali che reclamano per principio di essere tutelati in modo eguale», ha rilevato – in prospettiva filosofico-giuridica – Jürgen Habermas, e questa affermazione è pienamente condivisibile proprio perché l’astrattezza di una sistemazione ordinale (e non solo cardinale) dei diritti (soggettivi) è incompatibile con l’esigenza concreta che il diritto (oggettivo) li metta a confronto nella prospettiva pratica delle singole fattispecie che esso stesso identifica.

Tutt’altro che inutile, semmai, è constatare che, se il soddisfacimento del diritto alla vita delinea una generale “condizione di pensabilità” degli altri diritti, il soddisfacimento di alcuni di essi delinea in particolare, nelle situazioni date, le “condizioni di sistema” entro le quali gli altri sono destinati a operare. In questa prospettiva non è difficile avvedersi che con grande frequenza è proprio il soddisfacimento del diritto alla salute a delineare tali condizioni di sistema, sia se – pur consapevoli delle insufficienze che si sono già segnalate – per diritto alla salute intendiamo il diritto a quella generale condizione di benessere cui fa riferimento l’OMS, sia se per diritto alla salute intendiamo (e questo è davvero il minimo) il diritto all’integrità del proprio essere fisico.

È per questo che la discussione giuridica sul diritto alla salute solleva regolarmente il massimo interesse, visto che ne va della vita di tutti, della nostra vita.

Il quadro costituzionale disegnato soprattutto – ma non solo – dall’art. 32 Cost. offre un riferimento garantista che ha rari corrispondenti nel panorama del diritto costituzionale comparato e del quale la giurisprudenza costituzionale si è servita proficuamente. Le sentenze che ora si ripubblicano, accompagnate anche da note esplicative che le contestualizzano, aiutano a navigare nel suo mare.

Indice delle disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittime - Tomo 1

CODICE CIVILE

  • Codice civile — Artt. 230-bis, terzo comma, e 230-ter — Sentenza n. 148/2024
  • Codice civile — Art. 1052, secondo comma — Sentenza n. 167/1999
  • Codice civile — Art. 1916 — Sentenza n. 356/1991

CODICE DI PROCEDURA CIVILE

  • Codice di procedura civile — Art. 696, primo comma — Sentenza n. 471/1990

CODICE PENALE

  • Codice penale — Art. 146, primo comma, n. 3) — Sentenza n. 438/1995
  • Codice penale — Art. 159, primo comma — Sentenza n. 45/2015
  • Codice penale — Artt. 204, secondo comma, e 219, commi primo e secondo — Sentenza n. 249/1983
  • Codice penale — Artt. 206 e 222, commi primo, secondo e quarto — Sentenza n. 324/1998
  • Codice penale — Art. 219, terzo comma — Sentenza n. 1102/1988
  • Codice penale — Art. 222 — Sentenza n. 253/2003
  • Codice penale — Artt. 222, primo comma, 204, secondo comma, e 205, secondo comma, n. 2) — Sentenza n. 139/1982
  • Codice penale — Art. 224, secondo comma — Sentenza n. 1/1971
  • Codice penale — Art. 546 — Sentenza n. 27/1975
  • Codice penale — Art. 569 — Sentenza n. 31/2012
  • Codice penale — Art. 580 — Sentenza n. 242/2019
  • Codice penale — Art. 583-quinquies, primo comma — Sentenza n. 83/2025
  • Codice penale — Art. 586-bis, settimo comma — Sentenza n. 105/2022
  • Codice penale — Art. 603 — Sentenza n. 96/1981

CODICE DI PROCEDURA PENALE 1930

  • Codice di procedura penale (1930) — Art. 589, quinto comma — Sentenza n. 114/1979

CODICE DI PROCEDURA PENALE

  • Codice di procedura penale — Art. 224, comma 2 — Sentenza n. 238/1996
  • Codice di procedura penale — Art. 286-bis, comma 1 — Sentenza n. 439/1995
  • Codice di procedura penale — Art. 698, comma 2 — Sentenza n. 223/1996

NORME DI ATTUAZIONE DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

  • Norme di attuazione del codice di procedura penale — Art. 104-bis, comma 1-bis.1, quinto periodo — Sentenza n. 105/2024
  • Norme di attuazione del codice di procedura penale — Art. 104-bis, comma 1-bis.2, secondo periodo — Sentenza n. 38/2025

LEGGI STATALI

1904

  • Legge 14 febbraio 1904, n. 36 (Disposizioni sui manicomi e sugli alienati) — Art. 2, secondo comma — Sentenza n. 223/1976
  • Legge 14 febbraio 1904, n. 36 (Disposizioni sui manicomi e sugli alienati) — Art. 2, commi secondo e terzo — Sentenza n. 74/1968

1916

  • Decreto luogotenenziale 1° maggio 1916, n. 497 (Liquidazione delle pensioni privilegiate di guerra) — Art. 9, primo comma — Sentenza n. 149/1979

1930

  • Regio decreto 1° maggio 1930, n. 680 — Art. 18 — Sentenza n. 176/1975

1931

  • Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) — Art. 157, commi primo, secondo e terzo — Sentenza n. 2/1956

1935

  • Regio decreto 17 agosto 1935, n. 1765 (Disposizioni per l’assicurazione obbligatoria degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali) — Art. 67, primo comma — Sentenza n. 116/1969

1939

  • Regio decreto 29 giugno 1939, n. 1127 (Testo delle disposizioni legislative in materia di brevetti per invenzioni industriali) — Art. 14, primo comma — Sentenza n. 20/1978
  • Legge 6 luglio 1939, n. 1035 (Trattamento di quiescenza dei sanitari) — Art. 11 — Sentenza n. 176/1975

1942

  • Legge 29 gennaio 1942, n. 64 (Modificazioni alle leggi di ordinamento della regia Guardia di finanza) — Art. 7, punto 3 — Sentenza n. 332/2000

1943

  • Legge 11 gennaio 1943, n. 138 (Costituzione dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro le Malattie - INAM) — Art. 4 — Sentenza n. 103/1981

1946

  • Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233 (Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell’esercizio delle professioni stesse) — Art. 17, commi primo e secondo, lett. c) — Sentenza n. 193/2014
  • Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233 (Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell’esercizio delle professioni stesse) — Art. 17, commi primo e secondo, lett. a), b) c) d) ed e) — Sentenza n. 215/2016

1950

  • Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1950, n. 327 (Norme d’attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna) — Art. 19 — Sentenza n. 15/1957
  • Legge 10 agosto 1950, n. 648 (Riordinamento delle disposizioni sulle pensioni di guerra) — Artt. 10, primo comma, e 22 — Sentenza n. 561/1987

1955

  • Legge 4 agosto 1955, n. 692 (Estensione dell’assistenza di malattia ai pensionati di invalidità e vecchiaia) — Art. 4, terzo comma — Sentenza n. 70/1960

1957

  • Decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato) — Art. 68, terzo comma — Sentenza n. 28/2021
  • Decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1957, n. 818 (Norme di attuazione e di coordinamento della legge 4 aprile 1952, n. 218, sul riordinamento delle pensioni dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti) — Art. 10, secondo comma — Sentenza n. 2/1961

1958

  • Legge 20 febbraio 1958, n. 93 (Assicurazione obbligatoria dei medici contro le malattie e le lesioni causate dall’azione dei raggi X e delle sostanze radioattive) — Art. 2, secondo comma — Sentenza n. 246/1986

1962

  • Legge 30 aprile 1962, n. 283 (Modifica degli articoli 242, 243, 247, 250 e 262 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265: Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) — Art. 1, comma 2 — Sentenza n. 434/1990

1965

  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) — Artt. 3, primo comma, 134, primo comma, 211, primo comma, e 254 — Sentenza n. 179/1988
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) — Artt. 10, commi sesto e settimo, e 11, commi primo e secondo — Sentenza n. 485/1991
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) — Art. 74, secondo comma — Sentenza n. 93/1977
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) — Art. 112, primo comma — Sentenza n. 544/1990
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) — Art. 135, secondo comma — Sentenza n. 206/1988
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) — Art. 215, primo comma — Sentenza n. 1129/1988

1966

  • Legge 4 febbraio 1966, n. 51 (Obbligatorietà della vaccinazione antipoliomielitica) — Sentenza n. 307/1990

1967

  • Legge 4 luglio 1967, n. 580 (Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari) — Art. 30 — Sentenza n. 443/1997

1968

  • Legge 17 febbraio 1968, n. 108 (Norme per la elezione dei Consigli regionali delle Regioni a statuto normale) — Art. 9, terzo comma — Sentenza n. 3/2025
  • Legge 18 marzo 1968, n. 313 (Riordinamento della legislazione pensionistica di guerra) — Artt. 9, primo comma, e 11 — Sentenza n. 561/1987
  • Legge 2 aprile 1968, n. 475 (Norme concernenti il servizio farmaceutico) — Art. 17 — Sentenza n. 333/1988

1969

  • Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1969, n. 128 (Ordinamento interno dei servizi ospedalieri) — Art. 23, secondo comma — Sentenza n. 29/1990

1970

  • Legge 30 dicembre 1970, n. 1239 (Modifiche ed integrazioni alla tabella dei diritti per la visita del bestiame, dei prodotti ed avanzi animali ai confini dello Stato, ai sensi dell’articolo 32 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, modificata ed integrata con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 27 settembre 1947, n. 1099, e con legge 23 gennaio 1968, n. 30) — Articolo unico — Sentenza n. 163/1977

1971

  • Legge 25 marzo 1971, n. 213 (Soppressione dei compensi fissi per i ricoveri ospedalieri di cui all’art. 82 del regio decreto 30 settembre 1938, n. 1631, e della Cassa nazionale di conguaglio di cui al decreto-legge 18 novembre 1967, n. 1044, convertito nella legge 17 gennaio 1968, n. 4) — Art. 4 — Sentenza n. 126/1981
  • Legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili) — Art. 28, terzo comma — Sentenza n. 215/1987
  • Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (Tutela delle lavoratrici madri) — Art. 1, secondo comma — Sentenza n. 360/2000
  • Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (Tutela delle lavoratrici madri) — Art. 2 — Sentenza n. 61/1991
  • Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (Tutela delle lavoratrici madri) — Art. 4, primo comma, lett. c) — Sentenza n. 270/1999
  • Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (Tutela delle lavoratrici madri) — Art. 17, primo comma — Sentenza n. 405/2001

1973

  • Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597 (Istituzione e disciplina dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) — Art. 10, lett. f) — Sentenza n. 142/1982
  • Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 (Disciplina delle agevolazioni tributarie) — Art. 34, primo comma — Sentenza n. 387/1989
  • Decreto-legge 1° ottobre 1973, n. 580 (Misure urgenti per l’università), convertito, con modificazioni, nella legge 30 novembre 1973, n. 766 — Art. 3, primo comma — Sentenza n. 20/1982
  • Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato) — Art. 169 — Sentenza n. 149/1979
  • Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato) — Art. 169 — Sentenza n. 323/2008

1975

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) — Art. 41-bis, comma 2-quater, lett. f) — Sentenza n. 186/2018
  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) — Art. 47-ter — Sentenza n. 414/1991
  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) — Art. 47-ter, commi 1, lett. b), e 8 — Sentenza n. 211/2018
  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) — Art. 47-ter, comma 1-ter — Sentenza n. 99/2019
  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) — Art. 47-quinquies, comma 1 — Sentenza n. 18/2020
  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) — Art. 47-quinquies, comma 7 — Sentenza n. 52/2025
  • Legge 22 dicembre 1975, n. 685 (Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope. Prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) — Sentenza n. 31/1983

1977

  • Legge 9 dicembre 1977, n. 903 (Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro) — Art. 7 — Sentenza n. 1/1987
  • Legge 9 dicembre 1977, n. 903 (Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro) — Art. 7 — Sentenza n. 341/1991
  • Legge 9 dicembre 1977, n. 903 (Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro) — Art. 7 — Sentenza n. 179/1993

1978

  • Legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani) — Art. 6 — Sentenza n. 404/1988
  • Legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del servizio sanitario nazionale) — Art. 35 — Sentenza n. 76/2025
  • Legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del servizio sanitario nazionale) — Art. 37 — Sentenza n. 309/1999
  • Decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915 (Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra) — Artt. 1, 8, primo comma, 11 e 83 — Sentenza n. 561/1987

1979

  • Decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761 (Stato giuridico del personale delle unità sanitarie locali) — Art. 31 — Sentenza n. 126/1981
  • Tabella relativa ai farmacisti ricompresa nell’allegato 2 (Equiparazione delle qualifiche e dei livelli funzionali del personale da inquadrare nei ruoli nominativi regionali) — Sentenza n. 123/1991
  • Tabella relativa ai biologi, chimici, fisici, psicologi, riportata nell’allegato 2 (Equiparazione delle qualifiche e dei livelli funzionali del personale da inquadrare nei ruoli nominativi regionali) — Sentenza n. 331/1992
  • Tabella relativa ai biologi, chimici, fisici, psicologi, riportata nell’allegato 2 (Equiparazione delle qualifiche e dei livelli funzionali del personale da inquadrare nei ruoli nominativi regionali) — Sentenza n. 404/1994
  • Tabella relativa alle assistenti sociali ricompresa nell’allegato 2 (Equiparazione delle qualifiche e dei livelli funzionali del personale delle unità sanitarie locali) — Sentenza n. 827/1988

1980

  • Legge 11 febbraio 1980, n. 19 (Provvidenze a favore dei mutilati ed invalidi paraplegici per causa di servizio) — Sentenza n. 875/1988
  • Legge 21 febbraio 1980, n. 28 (Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione e per la sperimentazione organizzativa e didattica) — Art. 5, terzo comma, n. 3) — Sentenza n. 89/1986
  • Legge 21 febbraio 1980, n. 28 (Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione e per la sperimentazione organizzativa e didattica) — Art. 5, terzo comma, n. 3) — Sentenza n. 397/1989
  • Legge 21 febbraio 1980, n. 28 (Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione e per la sperimentazione organizzativa e didattica) — Art. 7, lett. h) — Sentenza n. 46/1985
  • Decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica) — Art. 50, n. 3) — Sentenza n. 89/1986
  • Decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica) — Art. 50, n. 3) — Sentenza n. 397/1989
  • Decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica) — Art. 58, lett. i) — Sentenza n. 46/1985
  • Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 618 (Assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero) — Artt. 1 e 2 — Sentenza n. 309/1999
  • Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 618 (Assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero) — Art. 2, primo comma, lett. a) — Sentenza n. 40/1989

1981

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) — Art. 60 — Sentenza n. 291/1998
  • Legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) — Art. 60 — Sentenza n. 78/1997
  • Decreto-legge 26 novembre 1981, n. 678 (Blocco degli organici delle unità sanitarie locali), convertito, con modificazioni, nella legge 26 gennaio 1982, n. 12 — Art. 1, quarto comma — Sentenza n. 610/1988

1982

  • Decreto-legge 25 gennaio 1982, n. 16 (Misure urgenti in materia di prestazioni integrative erogate dal Servizio sanitario nazionale), convertito, con modificazioni, nella legge 25 marzo 1982, n. 98 — Art. 1, primo comma, lett. a), ultimo alinea — Sentenza n. 559/1987
  • Legge 26 aprile 1982, n. 181 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 1982) — Art. 13, quinto comma — Sentenza n. 177/1986

1983

  • Legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia) — Art. 28, comma 7 — Sentenza n. 278/2013
  • Decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463 (Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per i vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini), convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638 — Art. 5, quattordicesimo comma — Sentenza n. 78/1988
  • Legge 27 dicembre 1983, n. 730 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 1984) — Art. 29, secondo comma, n. 1) — Sentenza n. 245/1984
  • Legge 27 dicembre 1983, n. 730 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 1984) — Art. 32, comma 4 — Sentenza n. 992/1988

1984

  • Legge 22 dicembre 1984, n. 887 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 1985) — Art. 15 — Sentenza n. 992/1988
  • Legge 22 dicembre 1984, n. 892 (Norme concernenti la gestione in via provvisoria di farmacie rurali e modificazioni delle leggi 2 aprile 1968, n. 475 e 28 febbraio 1981, n. 34) — Art. 5 — Sentenza n. 177/1988

1985

  • Legge 24 luglio 1985, n. 409 (Istituzione della professione sanitaria di odontoiatria e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione di servizi da parte dei dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità europee) — Artt. 4, 5 e 20 — Sentenza n. 100/1989

1986

  • Legge 28 febbraio 1986, n. 41 (Disposizioni per la formazione del bilancio, annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 1986) — Art. 31, n. 10) — Sentenza n. 431/1987

1987

  • Decreto-legge 4 agosto 1987, n. 325 (Disciplina temporanea dei corsi per l’accesso ai ruoli di Polizia di Stato e provvedimenti urgenti a favore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco), convertito, con modificazioni, nella legge 3 ottobre 1987, n. 402 — Art. 4, punti 1, lett. d), e 5 — Sentenza n. 212/1998
  • Legge 29 dicembre 1987, n. 546 (Indennità di maternità per le lavoratrici autonome) — Artt. 1 e 3 — Sentenza n. 361/2000

1988

  • Legge 13 aprile 1988, n. 117 (Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati) — Art. 2, comma 1 — Sentenza n. 205/2022
  • Legge 29 dicembre 1988, n. 554 (Disposizioni in materia di pubblico impiego) — Art. 5, primo comma — Sentenza n. 407/1989

1989

  • Legge 1° febbraio 1989, n. 37 (Contenimento della spesa sanitaria) — Art. 2, primo comma — Sentenza n. 452/1989
  • Decreto-legge 25 novembre 1989, n. 382 (Disposizioni urgenti sulla partecipazione alla spesa sanitaria e sul ripiano dei disavanzi delle unità sanitarie locali), convertito, con modificazioni, nella legge 25 gennaio 1990, n. 8 — Art. 3, comma 1, lett. b) — Sentenza n. 184/1993

1990

  • Legge 4 maggio 1990, n. 107 (Disciplina per le attività trasfusionali relative al sangue umano ed ai suoi componenti e per la produzione di plasma-derivati) — Art. 1, comma 9 — Sentenza n. 49/1991
  • Legge 5 giugno 1990, n. 135 (Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS) — Art. 2, comma 2 — Sentenza n. 37/1991
  • Legge 5 giugno 1990, n. 135 (Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS) — Art. 5, commi 3 e 5 — Sentenza n. 218/1994
  • Legge 29 dicembre 1990, n. 407 (Disposizioni diverse per l’attuazione della manovra di finanza pubblica 1991-93) — Art. 5, quattordicesimo comma — Sentenza n. 256/1992

1991

  • Decreto-legge 6 febbraio 1991, n. 35 (Norme sulla gestione transitoria delle unità sanitarie locali), convertito, con modificazioni nella legge 4 aprile 1991, n. 111 — Art. 1, commi 7 e 8 — Sentenza n. 386/1991
  • Legge 8 agosto 1991, n. 274 (Acceleramento delle procedure di liquidazione delle pensioni e delle ricongiunzioni, modifiche ed integrazioni degli ordinamenti delle Casse pensioni degli istituti di previdenza, riordinamento strutturale e funzionale della Direzione generale degli istituti stessi) — Art. 14, comma 1 — Sentenza n. 43/2015
  • Legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) — Art. 5, comma 6 — Sentenza n. 123/1992
  • Legge 8 novembre 1991, n. 362 (Norme di riordino del settore farmaceutico) — Art. 4, commi 3-8 — Sentenza n. 352/1992
  • Legge 8 novembre 1991, n. 362 (Norme di riordino del settore farmaceutico) — Art. 8, comma 1, lett. a) — Sentenza n. 275/2003

1992

  • Legge 5 febbraio 1992, n. 91 (Nuove norme sulla cittadinanza) — Art. 9.1 — Sentenza n. 25/2025
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 91 (Nuove norme sulla cittadinanza) — Art. 10 — Sentenza n. 258/2017
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) — Art. 33, comma 3 — Sentenza n. 213/2016
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 27/1998
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 423/2000
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 107/2012
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 268/2017
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 118/2020
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 181/2023
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 3 — Sentenza n. 476/2002
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 1, comma 3 — Sentenza n. 28/2009
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Artt. 2, comma 2, e 3, comma 7 — Sentenza n. 118/1996
  • Legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) — Art. 3, comma 1 — Sentenza n. 35/2023
  • Decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443 (Ordinamento del personale del Corpo di polizia penitenziaria, a norma dell’art. 14, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395) — Art. 80 — Sentenza n. 294/2009
  • Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) — Art. 3, commi 6 e 12 — Sentenza n. 355/1993
  • Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) — Art. 15-nonies, comma 2 — Sentenza n. 71/2001
  • Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) — Art. 19, secondo comma — Sentenza n. 354/1994

1993

  • Decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 269, recante «Riordinamento degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421» — Art. 2, comma 2 — Sentenza n. 338/1994
  • Decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270, recante «Riordinamento degli istituti zooprofilattici sperimentali, a norma dell’art. 1, primo comma, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421» — Art. 3, comma 3 — Sentenza n. 124/1994
  • Legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica) — Art. 12, comma 9, secondo periodo — Sentenza n. 355/1994

1994

  • Legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) — Art. 10, comma 1 — Sentenza n. 416/1995
  • Decreto-legge 27 agosto 1994, n. 512 (Disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle unità sanitarie locali), convertito, con modificazioni, nella legge 17 ottobre 1991, n. 590 — Art. 1, commi 1, 2, 4, 5 e 6 — Sentenza n. 373/1995

1996

  • Legge 11 novembre 1996, n. 574 (Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari) — Artt. da 1 a 9 — Sentenza n. 380/1997

1997

  • Decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155 (Attuazione delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CE concernenti l’igiene dei prodotti alimentari) — Art. 3-bis, comma 7 — Sentenza n. 103/2003
  • Decreto-legge 20 giugno 1997, n. 175 (Disposizioni urgenti in materia di attività libero-professionale della dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale), convertito nella legge 7 agosto 1997, n. 272 — Art. 2 — Sentenza n. 63/2000
  • Legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica) — Art. 36, commi 1 e 2 — Sentenza n. 77/2024

1998

  • Decreto-legge 17 febbraio 1998 n. 23 (Disposizioni urgenti in materia di sperimentazioni cliniche in campo oncologico e altre misure in materia sanitaria), convertito, con modificazioni, nella legge 8 aprile 1998, n. 94 — Artt. 2, comma 1, ultima proposizione, e 3, comma 4 — Sentenza n. 185/1998
  • Legge 6 marzo 1998, n. 40 (Disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) — Art. 17, comma 2, lettera d) — Sentenza n. 376/2000
  • Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) — Art. 19, comma 2, lett. d) — Sentenza n. 376/2000
  • Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) — Art. 40, comma 1, lett. f) — Sentenza n. 206/2001
  • Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) — Art. 9, comma 1 — Sentenza n. 306/2008
  • Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) — Art. 9, comma 1 — Sentenza n. 11/2009
  • Decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 450 (Disposizioni per assicurare interventi urgenti di attuazione del Piano sanitario nazionale 1998-2000), convertito, con modificazioni, nella legge 26 febbraio 1999, n. 39 — Art. 1, commi 1, 3 e 4 — Sentenza n. 272/2001

1999

  • Decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 (Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli e delle direttive 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano la direttiva 93/16/CEE) — Artt. 34, comma 4, e 24, comma 1 — Sentenza n. 219/2002

2000

  • Decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144) — Art. 13, comma 6, secondo periodo — Sentenza n. 63/2021
  • Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) — Art. 60, comma 1, n. 9 — Sentenza n. 27/2009
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2001) — Art. 80, comma 19 — Sentenza n. 306/2008
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2001) — Art. 80, comma 19 — Sentenza n. 11/2009
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2001) — Art. 80, comma 19 — Sentenza n. 187/2010
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2001) — Art. 80, comma 19 — Sentenza n. 329/2011
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2001) — Art. 80, comma 19 — Sentenza n. 40/2013
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2001) — Art. 80, comma 19 — Sentenza n. 22/2015
  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2001) — Art. 80, comma 19 — Sentenza n. 230/2015

2001

  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 16, comma 1, lett. c) — Sentenza n. 116/2011
  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 24, comma 1 — Sentenza n. 405/2001
  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 24, comma 3 — Sentenza n. 158/2018
  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 42, comma 5 — Sentenza n. 233/2005
  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 42, comma 5 — Sentenza n. 158/2007
  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 42, comma 5 — Sentenza n. 19/2009
  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 42, comma 5 — Sentenza n. 203/2013
  • Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53) — Art. 42, comma 5 — Sentenza n. 232/2018
  • Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2002) — Art. 38, comma 4 — Sentenza n. 152/2020
  • Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2002) — Art. 52, comma 39 — Sentenza n. 12/2004

2003

  • Legge 16 gennaio 2003, n. 3 (Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione) — Art. 42, comma 1, lett. b) — Sentenza n. 270/2005
  • Legge 16 gennaio 2003, n. 3 (Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione) — Art. 46 — Sentenza n. 87/2006

2004

  • Legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) — Artt. 1, commi 1 e 2; e 4, comma 1 — Sentenza n. 96/2015
  • Legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) — Artt. 4, comma 3; 9, commi 1 e 3; e 12, comma 1 — Sentenza n. 162/2014
  • Legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) — Art. 8 — Sentenza n. 68/2025
  • Legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) — Art. 13, commi 3, lett. b), e 4 — Sentenza n. 229/2015
  • Legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) — Art. 14, commi 2 e 3 — Sentenza n. 151/2009
  • Decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279 (Disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica), convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2005, n. 5 — Artt. 3, 4, 5, commi 3 e 4; 6, commi 1 e 2; 7 e 8 — Sentenza n. 116/2006
  • Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2005) — Art. 1, comma 169 — Sentenza n. 134/2006

2005

  • Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale) — Art. 2, comma 6 — Sentenza n. 3/2025
  • Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2006) — Art. 1, comma 282 — Sentenza n. 162/2007
  • Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2006) — Art. 1, comma 285 — Sentenza n. 105/2007
  • Decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272 (Misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonché la funzionalità dell’Amministrazione dell’interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309), convertito, con modificazioni, nella legge 21 febbraio 2006, n. 49 — Art. 4-quinquiesdecies — Sentenza n. 387/2007

2006

  • Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2007) — Art. 1, comma 389 — Sentenza n. 50/2008
  • Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2007) — Art. 1, comma 796, lett. n), secondo periodo — Sentenza n. 45/2008

2007

  • Legge 3 agosto 2007, n. 120 (Disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria) — Art. 1, comma 4 — Sentenza n. 371/2008
  • Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge finanziaria 2008) — Art. 2, comma 280, lett. a) — Sentenza n. 99/2009

2008

  • Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133 — Art. 11, comma 13 — Sentenza n. 166/2018
  • Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133 — Art. 61, comma 14 — Sentenza n. 341/2009

2009

  • Decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini), convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 2009, n. 102 — Art. 17, comma 23, lett. e) — Sentenza n. 207/2010

2010

  • Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare) — Art. 206-bis, comma 1 — Sentenza n. 25/2023
  • Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare) — Art. 1801 — Sentenza n. 13/2024
  • Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122 — Art. 9, commi 1 e 21 — Sentenza n. 207/2024
  • Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122 — Art. 11, comma 6-bis — Sentenza n. 330/2011
  • Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122 — Art. 11, commi 13 e 14 — Sentenza n. 293/2011
  • Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, nella legge 30 luglio 2010, n. 122 — Art. 49, comma 3, lett. b) — Sentenza n. 179/2012

2011

  • Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42) — Art. 29, comma 1, alinea e lett. k) — Sentenza n. 178/2012
  • Decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, n. 111 — Art. 17, comma 1, lett. d) — Sentenza n. 187/2012
  • Decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69) — Art. 31, comma 4 — Sentenza n. 143/2024
  • Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 2011, n. 214 — Art. 5, primo e secondo periodo — Sentenza n. 297/2012

2012

  • Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 2012, n. 134 — Art. 17-ter, comma 5 — Sentenza n. 274/2013
  • Legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) — Art. 2, comma 61 — Sentenza n. 137/2021
  • Decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 2012, n. 135 — Art. 15, comma 13, lett. c) — Sentenza n. 125/2015
  • Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre 2012, n. 189 — Art. 2, comma 1, lett. b) e c) — Sentenza n. 301/2013
  • Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre 2012, n. 189 — Art. 7, comma 3-quater — Sentenza n. 104/2025
  • Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre 2012, n. 189 — Art. 7, comma 6, secondo periodo — Sentenza n. 185/2021

2015

  • Decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92 (Misure urgenti in materia di rifiuti e di autorizzazione integrata ambientale, nonché per l’esercizio dell’attività d’impresa di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale) — Art. 3 — Sentenza n. 58/2018
  • Legge 6 agosto 2015, n. 132 (Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 27 giugno 2015, n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria) — Artt. 1, comma 2, e 21-octies — Sentenza n. 58/2018
  • Legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche) — Art. 11, comma 1, lett. a), b), n. 2), c), nn. 1) e 2), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), e comma 2 — Sentenza n. 251/2016
  • Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge di stabilità 2016) — Art. 1, comma 219 — Sentenza n. 191/2017
  • Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge di stabilità 2016) — Art. 1, commi 526 e 536 — Sentenza n. 192/2017
  • Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-legge di stabilità 2016) — Art. 1, comma 541, lett. a) — Sentenza n. 231/2017

2016

  • Legge 20 maggio 2016, n. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze) — Art. 1, comma 26 — Sentenza n. 66/2024
  • Decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113 (Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio), convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 2016, n. 160 — Art. 21-ter, comma 1 — Sentenza n. 55/2019
  • Legge 12 agosto 2016, n. 164 (Modifiche alla legge 24 dicembre 2012, n. 243, in materia di equilibrio dei bilanci delle regioni e degli enti locali) — Art. 3, comma 1, lett. a) — Sentenza n. 235/2017

2017

  • Decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, nella legge 21 giugno 2017, n. 96 — Art. 34-bis — Sentenza n. 116/2020
  • Decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116 (Riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio, a norma della legge 28 aprile 2016, n. 57) — Art. 21, comma 2 — Sentenza n. 166/2023

2018

  • Decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 (Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2018, n. 136 — Art. 25-septies — Sentenza n. 247/2019

2020

  • Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19), convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile 2020, n. 27 — Art. 83, comma 9 — Sentenza n. 140/2021
  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19), convertito, con modificazioni, nella legge 18 dicembre 2020, n. 176 — Art. 19-octies, comma 2 — Sentenza n. 40/2022
  • Decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150 (Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario), convertito, con modificazioni, nella legge 30 dicembre 2020, n. 181 — Art. 1, comma 2 — Sentenza n. 168/2021
  • Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023) — Art. 1, comma 480 — Sentenza n. 114/2022
  • Decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante «Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea», convertito, con modificazioni, nella legge 26 febbraio 2021, n. 21 — Art. 3, comma 8 — Sentenza n. 236/2021
  • Decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante «Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall’Unione europea», convertito, con modificazioni, nella legge 26 febbraio 2021, n. 21 — Art. 13, comma 14 — Sentenza n. 128/2021

2021

  • Decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2021, n. 215 — Art. 16-septies, comma 2, lett. g) — Sentenza n. 228/2022

2022

  • Decreto-legge 8 novembre 2022, n. 169 (Disposizioni urgenti di proroga della partecipazione di personale militare al potenziamento di iniziative della NATO, delle misure per il servizio sanitario della regione Calabria, nonché di Commissioni presso l’AIFA e ulteriori misure urgenti per il comparto militare e delle Forze di polizia), convertito, con modificazioni, nella legge 16 dicembre 2022, n. 196 — Art. 2, comma 3-bis — Sentenza n. 114/2024

2023

  • Decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34 (Misure urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché in materia di salute e adempimenti fiscali), convertito, con modificazioni, nella legge 26 maggio 2023, n. 56 — Art. 8, comma 3 — Sentenza n. 139/2024
  • Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026) — Art. 1, comma 527, quinto periodo — Sentenza n. 195/2024

2024

  • Legge della 16 gennaio 2024, n. 1 (Legge di stabilità regionale 2024-2026) — Art. 25, comma 2 — Sentenza n. 169/2024
  • Legge 26 giugno 2024, n. 86 (Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione) — Art. 3, comma 3 — Sentenza n. 192/2024

LEGGI REGIONALI

Abruzzo

  • Legge della Regione Abruzzo 15 dicembre 1978, n. 78 (Interventi per l’attuazione del diritto allo studio) — Art. 6, comma 2-bis — Sentenza n. 275/2016
  • Legge della Regione Abruzzo 8 febbraio 1989, n. 13 (Integrazione alla legge regionale 9 settembre 1986, n. 47, recante «Modifiche alla legge regionale 14 agosto 1981, n. 33 “Organizzazione e funzionamento dei servizi veterinari nelle unità locali socio sanitarie”») — Art. 1 — Sentenza n. 514/1995
  • Legge della Regione Abruzzo approvata il 29 luglio 1989 e riapprovata il 17 ottobre 1989 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 3 settembre 1984, n. 62, recante norme per l’attuazione del d.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761 in materia di procedure concorsuali e di disciplina del rapporto d’impiego del personale delle unità locali sociosanitarie) — Sentenza n. 181/1990
  • Legge della Regione Abruzzo 23 gennaio 2004, n. 2 (Istituzione corsi di formazione professionale per l’esercizio dell’arte ausiliaria della professione sanitaria di massaggiatore capo-bagnino degli stabilimenti idroterapici) — Sentenza n. 319/2005
  • Legge della Regione Abruzzo 1° aprile 2004, n. 14 (Disposizioni urgenti in materia di zootecnia) — Artt. 1 e 2 — Sentenza n. 406/2005
  • Legge della Regione Abruzzo 25 ottobre 2007, n. 35 (Disposizioni in materia di programmazione e prevenzione sanitaria) — Art. 1, commi 5, 6, 7, 8, 9, 11, 13, 14, 15 e 16 — Sentenza n. 9/2009
  • Legge della Regione Abruzzo 26 settembre 2009, n. 19 (Integrazioni alla legge regionale 31 luglio 2007, n. 32, recante “Norme generali in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private”) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 245/2010
  • Legge della Regione Abruzzo 5 maggio 2010, n. 13 (Funzionamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” di Teramo), — Art. 3, comma 4 — Sentenza n. 122/2011
  • Legge della Regione Abruzzo 10 gennaio 2011, n. 1 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Abruzzo - Legge Finanziaria Regionale 2011) — Art. 75, comma 3 — Sentenza n. 32/2012
  • Legge della Regione Abruzzo 23 agosto 2011, n. 35 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria) — Art. 31 — Sentenza n. 192/2012
  • Legge della Regione Abruzzo 10 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Abruzzo - Legge Finanziaria Regionale 2012) — Art. 6, comma 1 — Sentenza n. 85/2014
  • Legge della Regione Abruzzo 17 luglio 2012, n. 33, recante «Modifiche all’art. 29 della legge regionale 10 gennaio 2012, n. 1 “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria 2012)”, norme in materia di rimborso ai cittadini affetti da patologie oncologiche e provvedimenti finanziari riguardanti le Comunità Montane» — Art. 3 — Sentenza n. 104/2013
  • Legge della Regione Abruzzo 17 aprile 2014, n. 21 (Modifica alla legge regionale 31 luglio 2007, n. 32, recante “Norme regionali in materia di autorizzazione, accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private” e modifica della legge regionale 18 dicembre 2012, n. 64) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 59/2015
  • Legge della Regione Abruzzo 18 giugno 2018, n. 14 (Disposizioni in materia sanitaria) — Art. 1 e intero testo — Sentenza n. 157/2019
  • Legge della Regione Abruzzo 18 maggio 2021, n. 10, recante «Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio di euro 3.606,56 per le prestazioni professionali svolte nell’ambito dei “Lavori di realizzazione dei pennelli e risagomatura scogliere esistenti nella zona sud e centro del litorale del Comune di Silvi (TE)” ed ulteriori disposizioni» — Art. 21 — Sentenza n. 106/2022
  • Legge della Regione Abruzzo 22 agosto 2022, n. 24 (Disposizioni contabili per la gestione del bilancio 2022/2024, modifiche alle leggi regionali 9/2022, 10/2022 e 11/2022 in attuazione del principio di leale collaborazione ed ulteriori disposizioni urgenti ed indifferibili) — Art. 26, comma 1 — Sentenza n. 176/2023

Basilicata

  • Legge della Regione Basilicata riapprovata il 17 gennaio 1995 dal Consiglio regionale (Assistenza sanitaria specifica, preventiva, protesica ed ortopedica di cui al comma 3 dell’art. 57 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 a favore di invalidi per causa di guerra ed assimilati e degli invalidi civili per fatti di guerra) — Sentenza n. 217/1995
  • Legge della Regione Basilicata 30 dicembre 2011, n. 26 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Basilicata - Legge finanziaria 2012) — Art. 32 — Sentenza n. 72/2013
  • Legge della Regione Basilicata 13 novembre 2009, n. 37 (Norme in materia di riconoscimento della figura professionale di autista soccorritore) — Sentenza n. 300/2010
  • Legge della Regione Basilicata 8 agosto 2012, n. 16 (Assestamento del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale per il triennio 2012/2014) — Art. 20, comma 4 — Sentenza n. 73/2017
  • Legge della Regione Basilicata 23 novembre 2012, n. 22 (Intervento sostitutivo delle aziende sanitarie regionali in caso di inadempienza retributiva nei confronti dei dipendenti delle strutture accreditate al Servizio Sanitario Regionale) — Art. 1 — Sentenza n. 290/2013
  • Legge della Regione Basilicata 27 gennaio 2015, n. 4 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2015) — Art. 47, comma 4 — Sentenza n. 154/2016
  • Legge della Regione Basilicata 27 gennaio 2015, n. 5 (Legge di stabilità regionale 2015) — Art. 12, comma 1 — Sentenza n. 183/2016
  • Legge della Regione Basilicata 26 novembre 2015, n. 53 (Disposizioni urgenti per l’applicazione dell’articolo 14 della legge 30 ottobre 2014, n. 161) — Art. 2, comma 1, lett. a) e c) — Sentenza n. 72/2017
  • Legge della Regione Basilicata 24 luglio 2017, n. 19 (Collegato alla legge di Stabilità regionale 2017) — Art. 23 — Sentenza n. 238/2018
  • Legge della Regione Basilicata 29 giugno 2018, n. 11 (Collegato alla Legge di stabilità regionale 2018) — Artt. 45 e 74, comma 2 — Sentenza n. 233/2020
  • Legge della Regione Basilicata 22 novembre 2018, n. 38 (Seconda variazione al bilancio di previsione pluriennale 2018/2020 e disposizioni in materia di scadenza di termini legislativi e nei vari settori di intervento della Regione Basilicata) — Art. 53 — Sentenza n. 5/2020
  • Legge della Regione Basilicata 30 novembre 2018, n. 46 (Disposizioni in materia di randagismo e tutela degli animali da compagnia o di affezione) — Art. 10, comma 4 — Sentenza n. 277/2019

Calabria

  • Legge della Regione Calabria 26 giugno 2003, n. 8 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario, collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2003 - art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8 del 2002) — Art. 22, commi 1 e 2 — Sentenza n. 116/2007
  • Legge della Regione Calabria 19 marzo 2004, n. 11 (Piano Regionale per la Salute 2004/2006) — Art. 15, comma 5, secondo periodo — Sentenza n. 26/2023
  • Legge della Regione Calabria 11 agosto 2004, n. 18 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario - Collegato alla manovra di assestamento di bilancio per l’anno 2004 ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8) — Art. 15, comma 3 — Sentenza n. 361/2008
  • Legge della Regione Calabria 17 agosto 2005, n. 13 (Provvedimento generale, recante norme di tipo ordinamentale e finanziario - Collegato alla manovra di assestamento di bilancio per l’anno 2005 ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8) — Art. 14, comma 3 — Sentenza n. 233/2006
  • Legge della Regione Calabria 13 giugno 2008, n. 15, recante «Provvedimento generale di tipo ordinamentale e finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2008 ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8)» — Art. 50, comma 4 — Sentenza n. 186/2016
  • Legge della Regione Calabria 31 dicembre 2008, n. 46 (Disposizioni in materia sanitaria) — Art. 1, comma 2 — Sentenza n. 149/2010
  • Legge della Regione Calabria 13 luglio 2010, n. 16 (Definizione del sistema di finanziamento della Stazione Unica Appaltante) — Art. 1 — Sentenza n. 163/2011
  • Legge della Regione Calabria 18 luglio 2011, n. 24 (Istituzione del Centro Regionale Sangue) — Artt. 1, 2, 4, comma 1, 5, 10, comma 2, e 13 — Sentenza n. 131/2012
  • Legge della Regione Calabria 28 dicembre 2011, n. 35 (Riconoscimento della «Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Tumori “Tommaso Campanella” Centro Oncologico d’Eccellenza» come ente di diritto pubblico) — Artt. 5 e 9, comma 1 — Sentenza n. 214/2012
  • Legge della Regione Calabria 29 marzo 2013, n. 12 (Provvedimenti per garantire la piena funzionalità del Servizio Sanitario regionale) — Art. 1, commi 1, 2, e 3 — Sentenza n. 110/2014
  • Legge della Regione Calabria 16 ottobre 2014, n. 22 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 18 luglio 2008, n. 24 e s.m.i.) — Artt. 1 e 2 — Sentenza n. 227/2015
  • Legge della Regione Calabria 16 ottobre 2014, n. 27 (Norme in tema di donazione degli organi e tessuti) — Sentenza n. 195/2015
  • Legge della Regione Calabria 27 aprile 2015, n. 11 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale - Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2015) — Art. 2 — Sentenza n. 266/2016
  • Legge della Regione Calabria 20 aprile 2016, n. 10 (Norme per la tutela della salute dei pazienti nell’esercizio delle attività specialistiche odontoiatriche) — Artt. 4 e 5 — Sentenza n. 106/2017
  • Legge della Regione Calabria 20 aprile 2016, n. 11 (Istituzione dei servizi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico sanitarie, tecniche della prevenzione e delle professioni sociali − Modifiche alla legge regionale 7 agosto 2002, n. 29) — Art. 1, comma 1, lett. b) e c) — Sentenza n. 190/2017
  • Legge della Regione Calabria 4 ottobre 2019, n. 34 (Provvedimenti urgenti per garantire l’erogazione dei servizi sanitari in ambito regionale) — Sentenza n. 251/2020
  • Legge della Regione Calabria 30 aprile 2020, n. 1 (Interventi di manutenzione normativa sulle leggi regionali 19/2002, 14/2014, 9/2018, 32/1996, 9/1992, 28/2010, 5/2018 e 6/2019) — Artt. 9, commi 1, 2 e 4, nonché commi 3 e 5, e 10 — Sentenza n. 50/2021
  • Legge della Regione Calabria 19 novembre 2020, n. 24 (Norme per l’utilizzo dei farmaci nelle strutture pubbliche e private) — Artt. 1, commi 1 e 2; 3, comma 2; e 4 — Sentenza n. 6/2022
  • Legge della Regione Calabria 14 marzo 2024, n. 8 (Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità e istituzione dei relativi registri regionali) — Art. 1, commi 1 e 2 — Sentenza n. 201/2024

Campania

  • Legge della Regione Campania 9 giugno 1980, n. 57 (Norme per la costituzione e il funzionamento delle Unità sanitarie locali in attuazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833) — Art. 36, comma 2 — Sentenza n. 50/1991
  • Legge della Regione Campania approvata il 2 luglio 1986 e riapprovata il 27 novembre 1987, recante «Integrazione e modifica della legge regionale 11 novembre 1980 n. 64 (Istituzione dei ruoli nominativi regionali del personale del Servizio sanitario nazionale e disciplina per l’iscrizione nei ruoli medesimi del personale da destinare alle unità sanitarie locali)» — Sentenza n. 1061/1988
  • Legge della Regione Campania 3 novembre 1994, n. 32 (Decreto legislativo 20 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni, riordino del servizio sanitario regionale) — Art. 18-bis, comma 5 — Sentenza n. 152/2013
  • Legge della Regione Campania 24 novembre 2001, n. 13 (Prevenzione dei danni derivanti dai campi elettromagnetici generati da elettrodotti) — Artt. 2, comma 3, 3, comma 1, 4, 7 e 8 — Sentenza n. 307/2003
  • Legge della Regione Campania 22 aprile 2003, n. 8 (Realizzazione, organizzazione, funzionamento delle Residenze Sanitarie Assistenziali Pubbliche e Private - RR.SS. AA.) — Art. 8, comma 2 — Sentenza n. 74/2023
  • Legge della Regione Campania 17 ottobre 2005, n. 18 (Norme sulla musicoterapia e riconoscimento della figura professionale di musicoterapista) — Artt. 1, 2, comma 1, lett. a) e b), 3, 4, 5 e 6 — Sentenza n. 424/2006
  • Legge della Regione Campania 29 dicembre 2005, n. 24 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - legge finanziaria 2006) — Art. 7, comma 2 — Sentenza n. 188/2007
  • Legge della Regione Campania 28 novembre 2008, n. 16 (Misure straordinarie di razionalizzazione e riqualificazione del sistema sanitario regionale per il rientro dal disavanzo) — Art. 7 — Sentenza n. 100/2010
  • Legge della Regione Campania 16 gennaio 2009, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - legge finanziaria anno 2009) — Art. 25, comma 2 — Sentenza n. 123/2010
  • Legge della Regione Campania 21 gennaio 2010, n. 2 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria anno 2010) — Art. 1, commi da 55 a 63 — Sentenza n. 69/2011
  • Legge della Regione Campania 15 marzo 2011, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2011) — Art. 1, comma 237-vicies quater, primo periodo — Sentenza n. 132/2013
  • Legge della Regione Campania 15 marzo 2011, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2011) — Art. 1, comma 27 — Sentenza n. 141/2014
  • Legge della Regione Campania 15 marzo 2011, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2011) — Art. 1, commi 237-undecies e 237-duodecies — Sentenza n. 292/2012
  • Legge della Regione Campania 27 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2012) — Art. 44, comma 1 — Sentenza n. 180/2013
  • Legge della Regione Campania 27 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2012) — Art. 45, comma 1 — Sentenza n. 28/2013
  • 6 e 13 — Sentenza n. 79/2013
  • Legge della Regione Campania 6 maggio 2013, n. 5, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015 della Regione Campania (Legge finanziaria regionale 2013)» — Art. 1, comma 51 — Sentenza n. 124/2015
  • Legge della Regione Campania 31 marzo 2017, n. 10 (Misure per l’efficientamento dell’azione amministrativa e l’attuazione degli obiettivi fissati dal DEFR 2017 - Collegato alla stabilità regionale per il 2017) — Art. 1, comma 10 — Sentenza n. 117/2018
  • Legge della Regione Campania 28 settembre 2017, n. 26 (Organizzazione dei servizi a favore delle persone in età evolutiva con disturbi del neurosviluppo e patologie neuropsichiatriche e delle persone con disturbi dello spettro autistico) — Sentenza n. 199/2018

Emilia-Romagna

  • Legge della Regione Emilia-Romagna riapprovata il 20 luglio 1993 dal Consiglio regionale della Regione Emilia-Romagna (Misure eccezionali e transitorie per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale) — Art. 1 — Sentenza n. 447/1993
  • Legge della Regione Emilia-Romagna 1° agosto 2002, n. 20 (Norme contro la vivisezione) — Artt. 2, 3 e 4 — Sentenza n. 166/2004
  • Legge della Regione Emilia-Romagna 19 febbraio 2008, n. 2 (Esercizio di pratiche ed attività bionaturali ed esercizio delle attività dei centri benessere) — Artt. 2, commi 1, lett. b), e 2; 4, comma 1; 5 e 7, comma 4 — Sentenza n. 138/2009
  • Legge della Regione Emilia-Romagna 22 dicembre 2009, n. 24 (Legge finanziaria regionale adottata a norma dell’articolo 40 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l’approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia- Romagna per l’esercizio finanziario 2010 e del bilancio pluriennale 2010-2012) — Art. 35 — Sentenza n. 8/2011
  • Legge della Regione Emilia-Romagna 12 luglio 2023, n. 7 (Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la sessione europea 2023. Altri interventi di adeguamento normativo) — Art. 23 — Sentenza n. 76/2024

Friuli-Venezia Giulia

  • Legge della Regione Friuli-Venezia Giulia riapprovata il 26 febbraio 1991 (Disposizioni applicative di istituti normativi concernenti il personale delle Unità sanitarie locali) — Art. 3, secondo comma — Sentenza n. 28/1992
  • Legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 14 giugno 1996, n. 22 (Modifiche alla legge regionale 7 settembre 1987, n. 30 ed ulteriori norme in materia di smaltimento dei rifiuti solidi e di attività estrattive) — Art. 2 — Sentenza n. 173/1998
  • Legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 26 ottobre 2006, n. 19 (Disposizioni in materia di salute umana e sanità veterinaria e altre disposizioni per il settore sanitario e sociale, nonché in materia di personale) — Art. 15, comma 2 — Sentenza n. 108/2010
  • Legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 30 luglio 2009, n. 13, recante «Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione Friuli-Venezia Giulia derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee. Attuazione della direttiva 2006/123/ CE. Attuazione dell’articolo 7 della direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici. Attuazione del Regolamento (CE) n. 853/2004 in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. Modifiche a leggi regionali in materia di sportello unico per le attività produttive, di interventi sociali e artigianato, di valutazione ambientale strategica (VAS), di concessioni del demanio pubblico marittimo, di cooperazione allo sviluppo, partenariato internazionale e programmazione comunitaria, di gestione faunistico-venatoria e tutela dell’ambiente naturale, di innovazione – Legge comunitaria 2008» — Art. 37, comma 1 — Sentenza n. 233/2010
  • Legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 14 luglio 2011, n. 10 (Interventi per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore) — Art. 15 — Sentenza n. 115/2012
  • Legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 13 marzo 2015, n. 4, recante «Istituzione del registro regionale per le libere dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT) e disposizioni per favorire la raccolta delle volontà di donazione degli organi e dei tessuti» — Sentenza n. 262/2016
  • Legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 6 agosto 2019, n. 13 (Assestamento del bilancio per gli anni 2019-2021 ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26) — Art. 9, comma 67 — Sentenza n. 7/2021

Lazio

  • Legge della Regione Lazio 16 giugno 1994, n. 18 (Disposizioni per il riordino del servizio sanitario regionale ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni e integrazioni. Istituzione delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere) — Art. 15, comma 6 — Sentenza n. 224/2010
  • Legge della Regione Lazio, riapprovata il 7 marzo 1995 dal Consiglio regionale (Proroga del termine di cui all’art. 58 della legge regionale 31 dicembre 1987, n. 64, concernente le norme per l’autorizzazione, la vigilanza e le convenzioni con le case di cura private) — Sentenza n. 93/1996
  • Legge della Regione Lazio 11 luglio 2002, n. 16 (Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del mobbing nei luoghi di lavoro) — Sentenza n. 359/2003
  • Legge della Regione Lazio 11 novembre 2004 (Nuovo Statuto della Regione Lazio) — Art. 55, comma 4 — Sentenza n. 104/2007
  • Legge della Regione Lazio 17 febbraio 2005, n. 9 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio finanziario 2005) — Art. 71, commi 1, 3 e 4, lett. a) — Sentenza n. 104/2007
  • Legge della Regione Lazio 23 gennaio 2006, n. 2 (Disciplina transitoria degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico non trasformati in fondazioni ai sensi del decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288) — Art. 8, comma 3 — Sentenza n. 422/2006
  • Legge della Regione Lazio 28 aprile 2006, n. 4, recante «Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2006 (articolo 11, legge regionale 20 novembre 2001, n. 25)» — Art. 133, comma 5 — Sentenza n. 390/2008
  • Legge della Regione Lazio 11 agosto 2008, n. 14 (Assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2008-2010 della Regione Lazio) — Art. 1, comma 85 — Sentenza n. 2/2010
  • Legge della Regione Lazio 6 aprile 2009, n. 9 (Norme per la disciplina dei distretti socio-sanitari montani) — Sentenza n. 141/2010
  • Legge della Regione Lazio 28 dicembre 2018, n. 13 (Legge di Stabilità regionale 2019) — Art. 4, comma 25 — Sentenza n. 217/2020
  • Legge della Regione Lazio 28 dicembre 2018, n. 13 (Legge di Stabilità regionale 2019) — Art. 9, comma 1 — Sentenza n. 113/2022
  • Legge della Regione Lazio 27 febbraio 2020, n. 1 (Misure per lo sviluppo economico, l’attrattività degli investimenti e la semplificazione) — Art. 9, comma 9, lett. d), n. 1) — Sentenza n. 141/2021

Liguria

  • Legge della Regione Liguria 14 aprile 1983, n. 11 (Norme per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie in materia di igiene e sanità pubblica, vigilanza sulle farmacie e polizia veterinaria) — Art. 4 — Sentenza n. 375/1993
  • Legge della Regione Liguria 28 novembre 1984, riapprovata il 25 marzo 1985 (Collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale dei medici inseriti nelle graduatorie previste dagli accordi nazionali di cui all’art. 48 della l. 23 dicembre 1978 n. 833) — Sentenza n. 1103/1988
  • Legge della Regione Liguria riapprovata il 15 novembre 1989 (Utilizzazione dell’elenco del personale dell’Ospedale Galliera ai fini della composizione delle commissioni esaminatrici dei concorsi presso le Unità sanitarie locali) — Sentenza n. 308/1990
  • Legge della regione Liguria, approvata in seconda deliberazione il 28 maggio 1996, recante «Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1983, n. 11 (Norme per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, in materia di igiene e sanità pubblica, di vigilanza sulle farmacie e polizia veterinaria)» — Sentenza n. 348/1997
  • Legge della Regione Liguria 24 marzo 2000, n. 26 (Estinzione delle gestioni liquidatorie in campo sanitario costituite ai sensi dell’art. 2, comma 14, della legge 28 dicembre 1995, n. 549) — Art. 1 — Sentenza n. 437/2005
  • Legge della Regione Liguria 25 ottobre 2004, n. 18 (Norme regionali sulle discipline bionaturali per il benessere) — Artt. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 — Sentenza n. 40/2006
  • Legge della Regione Liguria 14 marzo 2006, n. 6 (Norme regionali in materia di discipline bionaturali per il benessere a tutela dei consumatori) — Art. 2, commi 1 e 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 — Sentenza n. 300/2007
  • Legge della Regione Liguria 3 aprile 2007, n. 15 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Liguria - Legge finanziaria 2007) — Art. 13 — Sentenza n. 271/2008
  • Legge della Regione Liguria 3 agosto 2012, n. 26 (Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche) — Artt. 2, comma 1, 2 e 3; 3, comma 1, lett. b), secondo periodo; e 8 — Sentenza n. 141/2013
  • Legge della Regione Liguria 31 marzo 2014, n. 6, recante «Disposizioni in materia di esercizio di attività professionale da parte del personale di cui alla legge 10 agosto 2000, n. 251 (Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica)» — Artt. 1, 2 e 3 — Sentenza n. 54/2015
  • Legge della Regione Liguria 6 giugno 2017, n. 13, recante «Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2004, n. 10 (Norme per l’assegnazione e la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e modifiche alla legge regionale 12 marzo 1998 (Nuovo ordinamento degli enti operanti nel settore dell’edilizia pubblica e riordino delle attività di servizio all’edilizia residenziale ed ai lavori pubblici) e alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 38 (Organizzazione dell’intervento regionale nel settore abitativo)» — Art. 4, comma 1 — Sentenza n. 106/2018
  • Legge della Regione Liguria 24 dicembre 2019, n. 30 (Disciplina per il riutilizzo di locali accessori, di pertinenza di fabbricati e di immobili non utilizzati) — Art. 3, comma 2 — Sentenza n. 124/2021
  • Legge della Regione Liguria 28 dicembre 2023, n. 20, recante «Disposizioni collegate alla legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2024 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2024-2026)» — Art. 47, comma 1 — Sentenza n. 153/2024

Lombardia

  • Legge della Regione Lombardia 15 gennaio 1975, n. 5 (Disciplina dell’assistenza ospedaliera) — Art. 7, secondo comma — Sentenza n. 509/2000
  • Legge della Regione Lombardia 12 gennaio 2002, n. 1(Interventi per lo sviluppo del trasporto pubblico regionale e locale) — Art. 8, comma 2 — Sentenza n. 432/2005
  • Legge della Regione Lombardia 6 marzo 2002, n. 4 (Norme per l’attuazione della programmazione regionale e per la modifica e l’integrazione di disposizioni legislative) — Art. 3, comma 12, lett. a) — Sentenza n. 331/2003
  • Legge della Regione Lombardia 27 febbraio 2012, n. 3, recante «Disposizioni in materia di artigianato e commercio e attuazioni della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno. Modifiche alla legge regionale 30 aprile 2009, n. 8 (Disciplina della vendita da parte delle imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato nei locali dell’azienda) e alla legge regionale 2 febbraio 2010, n. 6 (Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere)» — Art. 3, comma 4 — Sentenza n. 98/2013
  • Legge della Regione Lombardia 8 luglio 2016, n. 16 (Disciplina regionale dei servizi abitativi) — Art. 22, comma 1, lett. b) — Sentenza n. 44/2020
  • Legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2017, n. 33, recante «Evoluzione del Sistema Socio Sanitario Lombardo: modifiche al Titolo III “Disciplina dei rapporti tra la Regione e le Università della Lombardia con facoltà di medicina e chirurgia per lo svolgimento di attività assistenziali, formative e di ricerca” della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità)» — Art. 2 — Sentenza n. 249/2018

Marche

  • Legge della Regione Marche 13 novembre 2001, n. 26 (Sospensione della terapia elettroconvulsivante, della lobotomia prefrontale e transorbitale e altri simili interventi di psicochirurgia) — Sentenza n. 282/2002
  • Legge regionale delle Marche 13 novembre 2001, n. 25 (Disciplina regionale in materia di impianti fissi di radiocomunicazione al fine della tutela ambientale e sanitaria della popolazione) — Artt. 3, commi 4 e 6, e 7, comma 3 — Sentenza n. 307/2003
  • Legge della Regione Marche 24 febbraio 2004, n. 4 (Disposizioni eccezionali e straordinarie in attuazione del piano sanitario regionale 2003/2006 relative al personale delle strutture sanitarie titolari di accordi contrattuali con il servizio sanitario regionale) — Artt. 1, 2 e 3 — Sentenza n. 190/2005
  • Legge della Regione Marche 4 aprile 2011, n. 4 (Criteri di premialità connessi alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nelle procedure di aggiudicazione di lavori od opere pubblici di interesse regionale) — Art. 2, commi 4 e 5 — Sentenza n. 52/2012
  • Legge della Regione Marche 9 luglio 2020, n. 30 (Modifica alla legge regionale 20 giugno 2003, n. 13 “Riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale”) — Art. 1 — Sentenza n. 179/2021

Molise

  • Legge della Regione Molise, riapprovata dal Consiglio regionale il 31 ottobre 1995 (Servizio nazionale di guardia medica ed emergenza territoriale. D.P.R. n. 41/1991 - Integrazione criteri attuativi - Abrogazione di norma) — Sentenza n. 243/1996
  • Legge della Regione Molise 22 gennaio 2010, n. 3 (Legge finanziaria regionale 2010) — Art. 19, commi 1 e 2 — Sentenza n. 77/2011
  • Legge della Regione Molise 22 febbraio 2010, n. 8 (Disciplina sull’assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo dell’Azienda sanitaria regionale del Molise - Abrogazione della legge regionale 14 maggio 1997, n. 12) — Artt. 31, commi 2, 3 e 8, lett. c); 32 e 33 — Sentenza n. 78/2011
  • Legge della Regione Molise 1° febbraio 2011, n. 2 (Legge finanziaria regionale 2011) — Art. 1, comma 13, lett. c) — Sentenza n. 33/2012
  • Legge della Regione Molise 26 gennaio 2012, n. 2 (Legge finanziaria regionale 2012) — Artt. 3, commi 1 e 2; 67, commi 1 e 2; 68, comma 1, lett. a); e 69 — Sentenza n. 228/2013
  • Legge della Regione Molise 17 gennaio 2013, n. 4 (Legge finanziaria regionale 2013) — Art. 34, comma 1 — Sentenza n. 27/2014
  • Legge della Regione Molise 26 marzo 2015, n. 3 (Disposizioni straordinarie per la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza) — Sentenza n. 14/2017
  • Legge della Regione Molise 24 ottobre 2017, n. 16 (Disposizioni regionali in materia di disturbi dello spettro autistico e disturbi pervasivi dello sviluppo) — Sentenza n. 247/2018
  • Legge della Regione Molise 12 settembre 2018, n. 8 (Disposizioni in merito alle vaccinazioni per i minori di età) — Artt. 1, commi 3 e 4; e 2 — Sentenza n. 186/2019
  • Legge della Regione Molise 10 maggio 2019, n. 4 (Legge di stabilità regionale 2019) — Art. 32 — Sentenza n. 227/2020
  • Legge della Regione Molise 13 novembre 2019, n. 12, recante «Modifica all’art. 2 della Legge Regionale 12 marzo 2008, n. 7 (Disposizioni transitorie in materia di coltivazione ed uso in agricoltura di organismi geneticamente modificati (OGM)» — Art. 1 — Sentenza n. 23/2021
  • Legge della Regione Molise 23 maggio 2022, n. 7 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2022-2024 in materia di entrate e spese. Modificazioni e integrazioni di leggi regionali) — Art. 8, comma 1 — Sentenza n. 163/2023
  • Legge della Regione Molise 23 giugno 2022, n. 11 (Organizzazione della rete ospedaliera e di emergenza - Linee guida) — Sentenza n. 20/2023
  • Legge della Regione Molise 4 agosto 2022, n. 13 (Stabilizzazione del personale sanitario precario, in attuazione della legge 30 dicembre 2021, n. 234) — Art. 1 — Sentenza n. 99/2023

Piemonte

  • Legge della Regione Piemonte 10 dicembre 1984, n. 64 (Disciplina delle assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 457, in attuazione della deliberazione CIPE pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 348 in data 19 dicembre 1981) — Art. 18, commi 1 e 2 — Sentenza n. 559/1989
  • Legge della Piemonte 23 aprile 1990, n. 37 (Norme per la programmazione sociosanitaria regionale e per il Piano sociosanitario regionale per il triennio 1990-92) Par. 8.6. dell’Allegato I — Sentenza n. 267/1998
  • Legge della Regione Piemonte 24 ottobre 2001, n. 25 (Regolamentazione delle pratiche terapeutiche e delle discipline non convenzionali) — Sentenza n. 353/2003
  • Legge della Regione Piemonte 3 giugno 2002, n. 14 (Regolamentazione sull’applicazione della terapia elettroconvulsivante, la lobotomia prefrontale e transorbitale ed altri simili interventi di psicochirurgia) — Artt. 4 e 5 — Sentenza n. 338/2003
  • Legge della Regione Piemonte 31 maggio 2004, n. 13 (Regolamentazione delle discipline bio-naturali) — Artt. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 — Sentenza n. 424/2005
  • Legge della Regione Piemonte 18 settembre 2006, n. 32 (Norme in materia di discipline bionaturali del benessere) — Artt. 1, 2, 3, 4, 5, 7 e 8 — Sentenza n. 93/2008
  • Legge della Regione Piemonte 6 novembre 2007, n. 21 (Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti) — Art. 3 — Sentenza n. 438/2008
  • Legge della Regione Piemonte 16 maggio 2016, n. 11 (Modifica alla legge regionale 14 maggio 1991, n. 21, recante «Norme per l’esercizio delle funzioni in materia farmaceutica») — Art. 1, comma 2 — Sentenza n. 66/2017
  • Legge della Regione Piemonte 17 dicembre 2018, n. 19 (Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2018) — Art. 135 — Sentenza n. 38/2020
  • Legge della Regione Piemonte 24 aprile 2023, n. 6 (Bilancio di previsione finanziario 2023-2025) — Art. 8 — Sentenza n. 87/2024

Puglia

  • Legge della Regione Puglia 20 luglio 1984, n. 36 (Norme concernenti l’igiene e sanità pubblica ed il servizio farmaceutico) — Art. 7, secondo comma — Sentenza n. 435/2001
  • Legge della Regione Puglia riapprovata il 5 marzo 1990 (Disciplina dell’inquadramento diretto nei ruoli nominativi regionali del personale dei servizi psichiatrici utilizzato ai sensi dell’art. 64 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e della legge regionale 20 giugno 1980, n. 72) — Art. 1, primo comma — Sentenza n. 342/1990
  • Legge della Regione Puglia 3 aprile 1995, n. 12 (Interventi per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo) — Art. 14, comma 2-bis — Sentenza n. 285/2016
  • Legge della Regione Puglia 6 settembre 1999, n. 27 (Istituzione e disciplina del dipartimento delle dipendenze patologiche delle aziende U.S.L.) — Artt. 5, 11 e 13 — Sentenza n. 321/2011
  • Legge della Regione Puglia 9 dicembre 2002, n. 20 (Assestamento e variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2002) — Art. 11, comma 3-bis — Sentenza n. 25/2007
  • Legge della Regione Puglia 9 agosto 2006, n. 26 (Interventi in materia sanitaria) — Art. 19, quarto comma — Sentenza n. 236/2012
  • Legge della Regione Puglia 28 dicembre 2006, n. 39 (Norme relative all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2007) — Art. 12, comma 1, lett. a) — Sentenza n. 44/2010
  • Legge della Regione Puglia 31 dicembre 2007, n. 40 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010 della Regione Puglia) — Art. 3, comma 40 — Sentenza n. 42/2011
  • Legge della Regione Puglia 2 luglio 2008, n. 19 (Disposizioni regionali urgenti) — Art. 8 — Sentenza n. 295/2009
  • Legge della Regione Puglia 23 dicembre 2008, n. 45 (Norme in materia sanitaria) — Artt. 1, comma 1, e 4 — Sentenza n. 150/2010
  • Legge della Regione Puglia 23 dicembre 2008, n. 45 (Norme in materia sanitaria) — Art. 17 — Sentenza n. 239/2020
  • Legge della Regione Puglia 27 novembre 2009, n. 27 (Servizio sanitario regionale - Assunzione e dotazioni organiche) — Art. 1, commi 1, 2, 3 e 4 — Sentenza n. 333/2010
  • Legge della Regione Puglia 25 febbraio 2010, n. 4 (Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali) — Art. 2, comma 1 — Sentenza n. 68/2011
  • Legge della Regione Puglia 25 febbraio 2010, n. 4 (Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali) — Art. 21, comma 7 — Sentenza n. 121/2017
  • Legge della Regione Puglia 24 settembre 2010, n. 12 (Piano di rientro 2010-2012. Adempimenti) — Art. 2, comma 1 — Sentenza n. 217/2011
  • Legge della Regione Puglia 31 dicembre 2010, n. 19 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2011 e bilancio pluriennale 2011-2013 della Regione Puglia) — Art. 13, commi 1 e 2 — Sentenza n. 325/2011
  • Legge della Regione Puglia 8 aprile 2011, n. 5 (Norme in materia di Residenze sanitarie e sociosanitarie assistenziali (RSSA), riabilitazione e hospice e disposizioni urgenti in materia sanitaria) — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 91/2012
  • Legge della Regione Puglia 6 luglio 2011, n. 14 (Assestamento e prima variazione di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2011) — Art. 13 — Sentenza n. 325/2011
  • Legge della Regione Puglia 15 maggio 2012, n. 11 (Misure urgenti per l’accelerazione della determinazione delle dotazioni organiche delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale e di tutela assistenziale) — Art. 1, comma 2 — Sentenza n. 73/2013
  • Legge della Regione Puglia 15 febbraio 2016, n. 1, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2016 e bilancio pluriennale 2016 – 2018 della Regione Puglia (Legge di stabilità regionale 2016)» — Art. 53, commi 4, 5 e 6 — Sentenza n. 110/2017
  • Legge della Regione Puglia 2 maggio 2017, n. 9 (Nuova disciplina in materia di autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio, all’accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private) — Art. 19, comma 3 — Sentenza n. 32/2023
  • Legge della Regione Puglia 20 dicembre 2017, n. 60 (Disposizioni in materia di clownterapia) — Artt. 1, 2, 3, 5 e intero testo — Sentenza n. 228/2018
  • Legge della Regione Puglia 19 giugno 2018, n. 27 (Disposizioni per l’esecuzione degli obblighi di vaccinazione degli operatori sanitari) — Art. 1, comma 2 — Sentenza n. 137/2019
  • Legge della Regione Puglia 28 dicembre 2018, n. 67 (Legge di stabilità regionale 2019) — Artt. 66 e 93 — Sentenza n. 166/2020
  • Legge della Regione Puglia 28 marzo 2019, n. 14 (Testo unico in materia di legalità, regolarità amministrativa e sicurezza) — Art. 13 — Sentenza n. 177/2020
  • Legge della Regione Puglia 28 marzo 2019, n. 6, recante «Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 (Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502) - LEA sociosanitari - Quote di compartecipazione» — Art. 1, commi 1 e 2 — Sentenza n. 72/2020
  • Legge della Regione Puglia 30 novembre 2019, n. 52 (Assestamento e variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2019 e pluriennale 2019-2021) — Art. 47 — Sentenza n. 36/2021
  • Legge della Regione Puglia 7 luglio 2020, n. 16, recante «Modifiche alla legge regionale 15 dicembre 2008, n. 34 (Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri) [omissis]», — Art. 1, comma 1 — Sentenza n. 166/2021
  • Legge della Regione Puglia 7 luglio 2020, n. 18 (Misure di semplificazione amministrativa in materia sanitaria) — Art. 9 — Sentenza n. 195/2021
  • Legge della Regione Puglia 7 luglio 2020, n. 21 (Istituzione del servizio di psicologia di base e delle cure primarie) — Art. 2, comma 3 — Sentenza n. 142/2021
  • Legge della Regione Puglia 30 dicembre 2020, n. 35 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2021 e bilancio pluriennale 2021-2023 della Regione Puglia - legge di stabilità regionale 2021) — Art. 27 — Sentenza n. 17/2022
  • Legge della Regione Puglia 6 agosto 2021, n. 31, recante «Implementazione del Test prenatale non invasivo (NIPT)» — Art. 3 — Sentenza n. 161/2022
  • Legge della Regione Puglia 12 agosto 2022, n. 14 (Tumore al colon-retto. Misure per il potenziamento dello screening di popolazione e consulenza oncogenetica) — Art. 16 — Sentenza n. 134/2023
  • Legge della Regione Puglia 15 giugno 2023, n. 13 recante «Disposizioni per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di anziani e persone con disabilità e modifica alla legge regionale 9 agosto 2006, n. 26 (Interventi in materia sanitaria)» — Art. 3 — Sentenza n. 69/2024
  • Legge della Regione Puglia 9 aprile 2024, n. 16, recante «Modifiche alle leggi regionali 11 aprile 2013, n. 10 (Termine di apertura sedi farmaceutiche per il privato esercizio), 24 luglio 2017, n. 29 (Istituzione dell’Agenzia regionale per la salute e il sociale A.Re.S.S.) e disposizioni diverse» — Art. 2, comma 1 — Sentenza n. 202/2024
  • legge della Regione Puglia 30 maggio 2024, n. 21 (Istituzione del Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera di Ceglie Messapica, CRRiPOCeM) — Art. 4, comma 2 — Sentenza n. 57/2025
  • Legge della Regione Puglia 13 novembre 2024, n. 28 (Modifiche alla legge regionale 9 ottobre 2008, n. 25Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e impianti elettrici con tensione fino a 150.000 volte disposizioni diverse) — Art. 26 — Sentenza n. 122/2025

Sardegna

  • Legge della Regione Sardegna 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale) — Art. 10 — Sentenza n. 212/2012
  • Legge della Regione Sardegna 11 settembre 2020, n. 24 (Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2006, della legge regionale n. 23 del 2014 e della legge regionale n. 17 del 2016 e di ulteriori norme di settore) — Art. 11, comma 2, e 13, comma 1 — Sentenza n. 209/2021
  • Legge della Regione Sardegna 11 aprile 2022, n. 6 (Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera della canapa industriale) — Art. 3, comma 1, lett. h) e i) — Sentenza n. 57/2023
  • Legge della Regione Sardegna 21 febbraio 2023, n. 1 (Legge di stabilità 2023) — Artt. 5, commi 19, 20 e 21; 16, comma 7 — Sentenza n. 68/2024

Sicilia

  • Legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana il 20 ottobre 1965 (Istituzione di un centro di puericultura) — Sentenza n. 51/1966
  • Legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 21 ottobre 1965 (Estensione delle norme delle leggi regionali 28 novembre 1952, n. 54, e 26 aprile 1955, n. 38, rispettivamente ai sanitari dipendenti dalle Amministrazioni comunali ed al personale dei Laboratori di igiene e profilassi della Sicilia) — Sentenza n. 41/1966
  • Legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 21 marzo 1973 (Norme in materia sanitaria) — Art. 5 — Sentenza n. 88/1973
  • Legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6 dicembre 1973 (Ineleggibilità a consigliere di amministrazione di ente ospedaliero) — Sentenza n. 75/1974
  • Legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 5 maggio 1988 (Provvidenze per l’Istituto materno infantile del Policlinico dell’Università degli studi di Palermo) — Art. 2 — Sentenza n. 1142/1988
  • Disegno di legge approvato dall’Assemblea regionale siciliana il 16 aprile 1991 (Nuove norme per il controllo sugli atti dei comuni, delle province e degli altri enti locali della Regione siciliana: Norme in materia d’ineleggibilità a deputato regionale) — Art. 30 — Sentenza n. 385/1991
  • Legge della Regione siciliana, approvata nella seduta del 1°-2 maggio 1991 (Norme in materia di personale delle unità sanitarie locali) — Artt. 1, 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 — Sentenza n. 484/1991
  • Legge della Regione siciliana approvata dall’Assemblea regionale siciliana il 23 dicembre 1992 (Norme integrative della legge regionale 27 maggio 1987, n. 32, concernente nuove norme in materia di personale e di organizzazione dei servizi delle Unità sanitarie locali e norme in materia di personale dell’Istituto materno infantile del Policlinico dell’Università di Palermo) — Art. 2 — Sentenza n. 266/1993
  • Legge della Regione siciliana 11 maggio 1993, n. 15 (Interventi nei comparti produttivi, altre disposizioni di carattere finanziario e norme per il contenimento, la razionalizzazione e l’acceleramento della spesa) — Art. 72 — Sentenza n. 356/1993
  • Legge della Regione siciliana 1° settembre 1993, n. 25 (Interventi straordinari per l’occupazione produttiva in Sicilia) — Art. 18 — Sentenza n. 310/1999
  • Legge della regione siciliana approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 24 marzo 1996 (Istituzione del servizio ispettivo regionale di sanità. Integrazione della Consulta regionale per la prevenzione delle tossicodipendenze. Proroga delle borse di studio dell’Osservatorio epidemiologico. Istituzione dell’Ufficio del Registro di patologia territoriale. Siracusa) — Art. 6 — Sentenza n. 2/1997
  • Legge della Regione siciliana, approvata dall’Assemblea regionale siciliana il 24 marzo 1996 (Norme transitorie concernenti i professionisti convenzionati con il Servizio Sanitario nazionale. Interpretazione autentica di norme in materia di assistenza indiretta. Norma finanziaria e modifiche alla legge regionale del 4 aprile 1995, n. 26) — Artt. 1, 2 e 3 — Sentenza n. 380/1996
  • Legge della Regione siciliana, approvata dall’Assemblea regionale il 24 marzo 1996 (Interventi urgenti per assicurare la funzionalità del Policlinico di Palermo. Norme in materia di personale delle aziende sanitarie e di centri trasfusionali) — Art. 1, commi 1 e 2 — Sentenza n. 444/1997
  • Legge della Regione siciliana, approvata dall’Assemblea regionale il 24 marzo 1996 (Provvedimenti urgenti per la formazione e la qualificazione dei tecnici di dialisi. Norme collegate con il piano sanitario regionale. Norme per la tipizzazione tissutale in materia di ammissione alle scuole di specializzazione) — Artt. 1, 2 e 3 — Sentenza n. 82/1997
  • Legge della Regione siciliana 3 maggio 2001, n. 6 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l’anno 2001) — Art. 90, comma 10 — Sentenza n. 1/2024
  • Legge della Regione siciliana 16 aprile 2003, n. 4 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l’anno 2003) — Art. 32 — Sentenza n. 448/2006
  • Delibera legislativa relativa al disegno di legge n. 483 (Promozione della ricerca sanitaria), approvata dall’Assemblea regionale siciliana il 30 luglio 2012 — Sentenza n. 51/2013
  • Legge della Regione siciliana 17 marzo 2016, n. 3 (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2016. Legge di stabilità regionale) — Art. 6 — Sentenza n. 233/2022
  • Legge della Regione siciliana 1° marzo 2017, n. 4 (Proroga dell’esercizio provvisorio per l’anno 2017 e istituzione del Fondo regionale per la disabilità. Norme urgenti per le procedure di nomina nel settore sanitario regionale) — Art. 3 — Sentenza n. 159/2018
  • Legge della Regione siciliana 11 agosto 2017, n. 16 (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2017. Legge di stabilità regionale. Stralcio I) — Art. 54 — Sentenza n. 172/2018
  • Legge della Regione siciliana 8 maggio 2018, n. 8 (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale) — Art. 31, commi 4 e 5 — Sentenza n. 62/2020
  • Legge della Regione siciliana 8 maggio 2018, n. 8 (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale) — Art. 75, commi 2 e 3 — Sentenza n. 194/2020
  • Legge della Regione siciliana 16 dicembre 2018, n. 24 (Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020. Disposizioni varie) — Art. 2, comma 28 — Sentenza n. 130/2020
  • Legge della Regione siciliana 19 luglio 2019, n. 13 (Collegato al DDL n. 476 ‘Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019. Legge di stabilità regionale’) — Art. 6 — Sentenza n. 156/2021
  • Legge della Regione siciliana 11 agosto 2020, n. 17 (Riordino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia) — Art. 5, comma 1 — Sentenza n. 234/2021
  • Legge della Regione siciliana 15 aprile 2021, n. 9 (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2021. Legge di stabilità regionale) — Art. 53 — Sentenza n. 190/2022
  • Legge della Regione siciliana 29 luglio 2021, n. 21 (Disposizioni in materia di agroecologia, di tutela della biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione tecnologica in agricoltura. Norme in materia di concessioni demaniali marittime) — Art. 3, commi 1 e 2 — Sentenza n. 160/2022
  • Legge della Regione siciliana 3 agosto 2021, n. 22 (Disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime, gestione del servizio idrico integrato nell’ambito territoriale ottimale di Agrigento e di personale di Sicilia Digitale S.p.A. Disposizioni varie) — Art. 11 — Sentenza n. 155/2022
  • Legge della Regione siciliana 25 maggio 2022, n. 13 (Legge di stabilità regionale 2022-2024) — Art. 13, comma 53 — Sentenza n. 76/2023
  • Legge della Regione siciliana 3 agosto 2022, n. 15 (Norme per la tutela degli animali e la prevenzione del randagismo) — Art. 12, comma 5 — Sentenza n. 121/2023
  • Legge della Regione siciliana 10 agosto 2022, n. 16 (Modifiche alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 14. Variazioni al Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024. Disposizioni varie), — Art. 13, comma 92 — Sentenza n. 155/2023
  • Legge della Regione siciliana 31 gennaio 2024, n. 3 (Disposizioni varie e finanziarie) — Art. 49 — Sentenza n. 197/2024

Toscana

  • Legge della Regione Toscana 15 novembre 2004, n. 63 (Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere) — Art. 7, commi 1 e 8 — Sentenza n. 253/2006
  • Legge della Regione Toscana 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario nazionale) — Art. 139 — Sentenza n. 181/2006
  • Legge della Regione Toscana 2 novembre 2005, n. 59, recante «Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a favore dei profughi di cui all’articolo 17 della legge 4 marzo 1952, n. 137 (Assistenza a favore dei profughi) ovvero all’articolo 34 della legge 26 dicembre 1981, n. 763 (Normativa organica per i profughi)» — Artt. 1, 2, 3 e 4 — Sentenza n. 161/2013
  • Legge della Regione Toscana 29 dicembre 2009, n. 85 (Riconoscimento della “Fondazione Toscana Gabriele Monasterio per la ricerca medica e di sanità pubblica” come ente di diritto pubblico) — Art. 6, comma 2 — Sentenza n. 52/2011
  • Legge della Regione Toscana 10 dicembre 2019, n. 75 (Norme per incentivare l’introduzione dei prodotti a chilometro zero provenienti da filiera corta nelle mense scolastiche) — Artt. 2, 3 e 4 — Sentenza n. 31/2021
  • 5, secondo periodo, e 6; 7, commi 1, 2, primo periodo, e 3 — Sentenza n. 204/2025

Trentino-Alto Adige

  • Disegno di legge regionale Trentino-Alto Adige 6 novembre 1962 (Norma transitoria per i concorsi a posti di sanitario condotto) — Sentenza n. 86/1963
  • Delibera legislativa, riapprovata dal Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige in data 31 ottobre 1985 (Norme concernenti i collegi dei revisori delle unità sanitarie locali) — Art. 2, primo comma — Sentenza n. 107/1987

Umbria

  • Legge della Regione Umbria riapprovata il 24 luglio 1989 (Norme per la trasformazione dei posti di collaboratore e assistente in posti di coadiutore dei vari profili professionali del personale del ruolo nominativo regionale dei Servizi Sanitari) — Sentenza n. 122/1990
  • Legge della Regione Umbria 20 gennaio 1998, n. 3 (Ordinamento del sistema sanitario regionale), — Art. 12-bis, commi 1 e 2 — Sentenza n. 129/2012
  • Legge della Regione Umbria 7 novembre 2014, n. 19 (Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali) — Artt. 2, comma 1, e 5, comma 1 — Sentenza n. 217/2015
  • Legge della Regione Umbria 17 agosto 2016, n. 10, recante «Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 9 aprile 2015, n. 11 (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali) e alla legge regionale 30 marzo 2015, n. 8 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2015 in materia di entrate e di spese - Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali)» — Art. 8, comma 1 — Sentenza n. 234/2017

Valle d’Aosta

  • Legge della Regione Valle d’Aosta 4 luglio 1985 (Intervento della Regione sulla partecipazione degli assistiti nelle spese per le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio) — Sentenza n. 296/1986
  • Legge della Regione Valle d’Aosta approvata il 9 luglio 1987 e riapprovata il 17 maggio 1988 dal Consiglio regionale (Prestazioni di assistenza sanitaria aggiuntive: assunzione a carico della Regione delle quote di partecipazione sulle prestazioni farmaceutiche) — Sentenza n. 138/1989
  • Legge della Regione Valle d’Aosta 15 aprile 2013, n. 13 (Disposizioni per la semplificazione di procedure in materia sanitaria) — Art. 5 — Sentenza n. 173/2014
  • Legge della Regione Valle d’Aosta 9 dicembre 2020, n. 11 (Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nelle attività sociali ed economiche della Regione autonoma Valle d’Aosta in relazione allo stato d’emergenza) — Artt. 1, 2 e 4, commi 1, 2 e 3 — Sentenza n. 37/2021
  • Legge della Regione Valle d’Aosta 9 novembre 2021, n. 31, recante «Modificazioni alla legge regionale 25 gennaio 2000, n. 5 (Norme per la razionalizzazione dell’organizzazione del Servizio sociosanitario regionale e per il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali prodotte ed erogate nella regione), e ulteriori disposizioni attinenti ai settori sanitario e sociale» — Art. 2, comma 2 — Sentenza n. 189/2022

Veneto

  • Legge della Regione Veneto 22 dicembre 2005, n. 26 (Istituzione dell’Istituto oncologico veneto) — Art. 3, comma 6 — Sentenza n. 178/2007
  • Legge della Regione Veneto 4 marzo 2010, n. 17 (Istituzione delle direzioni aziendali delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche e delle professioni riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione) — Sentenza n. 106/2011
  • Legge della Regione Veneto 23 febbraio 2016, n. 7 (Legge di stabilità regionale 2016) — Art. 12, commi 3 e 4 — Sentenza n. 81/2017
  • Legge della Regione Veneto 30 dicembre 2016, n. 30 (Collegato alla legge di stabilità regionale 2017) — Art. 34, commi 3 e 4 — Sentenza n. 98/2018
  • Legge della Regione Veneto 14 aprile 2020, n. 10 (Attivazione da parte dell’Università degli studi di Padova del corso di laurea in medicina e chirurgia presso l’Azienda ULSS n. 2 Marca Trevigiana. Disposizioni in materia di finanziamento da parte della Regione del Veneto e ulteriori disposizioni) — Art. 1, commi 1 e 2 — Sentenza n. 132/2021
  • Legge della Regione Veneto 27 maggio 2022, n. 12 (Disposizioni di adeguamento ordinamentale 2022 in materia di politiche sanitarie e di politiche sociali) — Art. 21, commi 1 e 2 — Sentenza n. 112/2023

Provincia Autonoma di Bolzano

  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 10 agosto 1995, n. 16 (Riforma dell’ordinamento del personale della provincia) — Art. 14, comma 1, lett. i) — Sentenza n. 50/2007
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 5 marzo 2001, n. 7 (Riordinamento del Servizio sanitario provinciale) — Art. 12-bis, comma 6 — Sentenza n. 449/2006
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 25 novembre 2004, n. 8 (Tutela della salute dei non fumatori) — Sentenza n. 59/2006
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4 (La gestione dei rifiuti e la tutela del suolo) — Art. 24, commi 1 e 2 — Sentenza n. 62/2008
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 12 ottobre 2007 n. 10 (Modifiche delle leggi provinciali in materia di protezione della fauna selvatica e di esercizio della caccia, di associazioni agrarie nonché di raccolta dei funghi) — Art. 3, comma 3 — Sentenza n. 387/2008
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 28 ottobre 2011, n. 12 (Integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri) — Artt. 1, comma 3, lett. g), secondo periodo, e 10, commi 2 e 3 — Sentenza n. 2/2013
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 21 aprile 2017, n. 4 (Modifiche di leggi provinciali in materia di salute) — Art. 6 — Sentenza n. 139/2022
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 8 maggio 2020, n. 4 (Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nella fase di ripresa delle attività) — Art. 1, comma 37, in combinato disposto con i commi 12 e 15 dello stesso articolo e con l’Allegato A alla medesima legge provinciale, punto II.D, n. 8) — Sentenza n. 158/2025
  • Legge della Provincia autonoma di Bolzano 8 maggio 2020, n. 4 (Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nella fase di ripresa delle attività) — Art. 1, commi 36 e 37 — Sentenza n. 50/2024

Provincia Autonoma di Trento

  • Legge della Provincia autonoma di Trento 15 dicembre 2004, n. 10 (Disposizioni in materia di urbanistica, tutela dell’ambiente, acque pubbliche, trasporti, servizi antincendio, lavori pubblici e caccia) — Art. 8, comma 14 — Sentenza n. 378/2007
  • Legge della Provincia autonoma di Trento 6 maggio 2008, n. 4 (Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti) — Art. 4 — Sentenza n. 253/2009
  • Legge della Provincia autonoma di Trento 24 luglio 2012, n. 15 (Tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie e modificazioni delle leggi provinciali 3 agosto 2010, n. 19, e 29 agosto 1983, n. 29, in materia sanitaria) — Art. 9, comma 1 — Sentenza n. 172/2013
  • Legge della Provincia autonoma di Trento 4 ottobre 2012, n. 21 (Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento provinciale in materia di servizi pubblici, di revisione della spesa pubblica, di personale e di commercio) — Artt. 3, comma 1, lett. b), e 4 — Sentenza n. 255/2013
  • Legge della Provincia autonoma di Trento 23 marzo 2020, n. 2 (Misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e altre disposizioni) — Artt. 2, commi 1, 3, 4, 7 e 8; 3, commi 1, 2 e 4; 4, commi 1 e 2; e 6, commi 2 e 3 — Sentenza n. 23/2022
  • Legge della Provincia autonoma di Trento 6 agosto 2020, n. 6 (Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2020-2022) — Art. 18, comma 9 — Sentenza n. 9/2022

Indice dei parametri violati - Tomo 1

COSTITUZIONE

Art. 1

  • Sentenza n. 192/2024

Art. 2

  • Sentenza n. 561/1987
  • Sentenza n. 27/1998
  • Sentenza n. 167/1999
  • Sentenza n. 332/2000
  • Sentenza n. 376/2000
  • Sentenza n. 423/2000
  • Sentenza n. 338/2003
  • Sentenza n. 158/2007
  • Sentenza n. 306/2008
  • Sentenza n. 438/2008
  • Sentenza n. 19/2009
  • Sentenza n. 28/2009
  • Sentenza n. 329/2011
  • Sentenza n. 107/2012
  • Sentenza n. 40/2013
  • Sentenza n. 203/2013
  • Sentenza n. 278/2013
  • Sentenza n. 162/2014
  • Sentenza n. 22/2015
  • Sentenza n. 230/2015
  • Sentenza n. 213/2016
  • Sentenza n. 268/2017
  • Sentenza n. 58/2018
  • Sentenza n. 232/2018
  • Sentenza n. 99/2019
  • Sentenza n. 242/2019
  • Sentenza n. 118/2020
  • Sentenza n. 137/2021
  • Sentenza n. 205/2022
  • Sentenza n. 35/2023
  • Sentenza n. 181/2023
  • Sentenza n. 66/2024
  • Sentenza n. 148/2024
  • Sentenza n. 192/2024

Art. 3

  • Sentenza n. 190/2005
  • Sentenza n. 390/2008
  • Sentenza n. 233/2010
  • Sentenza n. 52/2011
  • Sentenza n. 68/2011
  • Sentenza n. 123/2011
  • Sentenza n. 203/2013
  • Sentenza n. 193/2014
  • Sentenza n. 22/2015
  • Sentenza n. 262/2016
  • Sentenza n. 99/2019
  • Sentenza n. 168/2021
  • Sentenza n. 83/2025
  • Sentenza n. 104/2025

Principio di eguaglianza

  • Sentenza n. 86/1963
  • Sentenza n. 93/1977
  • Sentenza n. 126/1981
  • Sentenza n. 20/1982
  • Sentenza n. 142/1982
  • Sentenza n. 46/1985
  • Sentenza n. 89/1986
  • Sentenza n. 246/1986
  • Sentenza n. 1/1987
  • Sentenza n. 431/1987
  • Sentenza n. 206/1988
  • Sentenza n. 827/1988
  • Sentenza n. 875/1988
  • Sentenza n. 1129/1988
  • Sentenza n. 100/1989
  • Sentenza n. 387/1989
  • Sentenza n. 397/1989
  • Sentenza n. 544/1990
  • Sentenza n. 123/1991
  • Sentenza n. 341/1991
  • Sentenza n. 256/1992
  • Sentenza n. 331/1992
  • Sentenza n. 179/1993
  • Sentenza n. 184/1993
  • Sentenza n. 2/1997
  • Sentenza n. 443/1997
  • Sentenza n. 185/1998
  • Sentenza n. 212/1998
  • Sentenza n. 267/1998
  • Sentenza n. 376/2000
  • Sentenza n. 423/2000
  • Sentenza n. 405/2001
  • Sentenza n. 476/2002
  • Sentenza n. 275/2003
  • Sentenza n. 233/2005
  • Sentenza n. 432/2005
  • Sentenza n. 158/2007
  • Sentenza n. 361/2008
  • Sentenza n. 11/2009
  • Sentenza n. 19/2009
  • Sentenza n. 28/2009
  • Sentenza n. 151/2009
  • Sentenza n. 294/2009
  • Sentenza n. 116/2011
  • Sentenza n. 293/2011
  • Sentenza n. 321/2011
  • Sentenza n. 329/2011
  • Sentenza n. 107/2012
  • Sentenza n. 236/2012
  • Sentenza n. 2/2013
  • Sentenza n. 40/2013
  • Sentenza n. 161/2013
  • Sentenza n. 162/2014
  • Sentenza n. 268/2017
  • Sentenza n. 166/2018
  • Sentenza n. 186/2018
  • Sentenza n. 211/2018
  • Sentenza n. 55/2019
  • Sentenza n. 137/2019
  • Sentenza n. 277/2019
  • Sentenza n. 118/2020
  • Sentenza n. 152/2020
  • Sentenza n. 63/2021
  • Sentenza n. 137/2021
  • Sentenza n. 185/2021
  • Sentenza n. 181/2023
  • Sentenza n. 139/2024
  • Sentenza n. 148/2024
  • Sentenza n. 3/2025
  • Sentenza n. 25/2025
  • Sentenza n. 52/2025

Primo comma

  • Sentenza n. 149/1979
  • Sentenza n. 323/2008
  • Sentenza n. 100/2010
  • Sentenza n. 43/2015
  • Sentenza n. 18/2020
  • Sentenza n. 44/2020

Secondo comma

  • Sentenza n. 167/1999
  • Sentenza n. 18/2020
  • Sentenza n. 44/2020

Principio di ragionevolezza

  • Sentenza n. 20/1978
  • Sentenza n. 78/1988
  • Sentenza n. 559/1989
  • Sentenza n. 484/1991
  • Sentenza n. 331/1992
  • Sentenza n. 375/1993
  • Sentenza n. 348/1997
  • Sentenza n. 212/1998
  • Sentenza n. 267/1998
  • Sentenza n. 332/2000
  • Sentenza n. 509/2000
  • Sentenza n. 71/2001
  • Sentenza n. 253/2003
  • Sentenza n. 233/2005
  • Sentenza n. 306/2008
  • Sentenza n. 11/2009
  • Sentenza n. 151/2009
  • Sentenza n. 294/2009
  • Sentenza n. 2/2010
  • Sentenza n. 321/2011
  • Sentenza n. 236/2012
  • Sentenza n. 2/2013
  • Sentenza n. 278/2013
  • Sentenza n. 301/2013
  • Sentenza n. 162/2014
  • Sentenza n. 96/2015
  • Sentenza n. 229/2015
  • Sentenza n. 230/2015
  • Sentenza n. 213/2016
  • Sentenza n. 158/2018
  • Sentenza n. 166/2018
  • Sentenza n. 232/2018
  • Sentenza n. 249/2018
  • Sentenza n. 116/2020
  • Sentenza n. 28/2021
  • Sentenza n. 63/2021
  • Sentenza n. 137/2021
  • Sentenza n. 185/2021
  • Sentenza n. 113/2022
  • Sentenza n. 205/2022
  • Sentenza n. 74/2023
  • Sentenza n. 77/2024
  • Sentenza n. 143/2024
  • Sentenza n. 148/2024
  • Sentenza n. 192/2024
  • Sentenza n. 207/2024
  • Sentenza n. 3/2025

Primo comma

  • Sentenza n. 323/2008
  • Sentenza n. 44/2020
  • Sentenza n. 128/2021
  • Sentenza n. 192/2024

Secondo comma

  • Sentenza n. 44/2020

Principio di proporzionalità

Primo comma

  • Sentenza n. 128/2021

Principio di eguaglianza sostanziale

  • Sentenza n. 215/1987
  • Sentenza n. 230/2015

Contraddittorietà

  • Sentenza n. 195/2024

Disparità di trattamento

  • Sentenza n. 27/2009

Art. 4

  • Sentenza n. 58/2018
  • Sentenza n. 148/2024

Art. 5

  • Sentenza n. 251/2016
  • Sentenza n. 192/2017
  • Sentenza n. 192/2024

Art. 9

  • Sentenza n. 20/1978
  • Sentenza n. 141/2021

Art. 10

  • Sentenza n. 376/2000
  • Sentenza n. 230/2015

Art. 11

  • Sentenza n. 163/1977

Art. 13

  • Sentenza n. 2/1956
  • Sentenza n. 242/2019
  • Sentenza n. 76/2025

Terzo comma

  • Sentenza n. 74/1968

Art. 16

  • Sentenza n. 2/1956

Art. 23

  • Sentenza n. 70/1960
  • Sentenza n. 435/2001

Art. 24

  • Sentenza n. 2/1956
  • Sentenza n. 434/1990
  • Sentenza n. 193/2014
  • Sentenza n. 236/2021
  • Sentenza n. 114/2024
  • Sentenza n. 76/2025

Primo comma

  • Sentenza n. 128/2021

Secondo comma

  • Sentenza n. 74/1968
  • Sentenza n. 128/2021

Art. 25

Secondo comma

  • Sentenza n. 96/1981
  • Sentenza n. 140/2021

Art. 27

Primo comma

  • Sentenza n. 83/2025

Terzo comma

  • Sentenza n. 186/2018
  • Sentenza n. 99/2019
  • Sentenza n. 83/2025

Art. 28

  • Sentenza n. 192/2024

Art. 29

  • Sentenza n. 179/1993
  • Sentenza n. 376/2000
  • Sentenza n. 158/2007
  • Sentenza n. 40/2013
  • Sentenza n. 203/2013
  • Sentenza n. 162/2014
  • Sentenza n. 232/2018

Primo comma

  • Sentenza n. 1/1987
  • Sentenza n. 116/2011

Secondo comma

  • Sentenza n. 341/1991

Art. 30

  • Sentenza n. 341/1991
  • Sentenza n. 179/1993
  • Sentenza n. 332/2000
  • Sentenza n. 376/2000
  • Sentenza n. 116/2011
  • Sentenza n. 52/2025

Primo comma

  • Sentenza n. 1/1987

Art. 31

  • Sentenza n. 1/1987
  • Sentenza n. 215/1987
  • Sentenza n. 179/1993
  • Sentenza n. 332/2000
  • Sentenza n. 405/2001
  • Sentenza n. 116/2011
  • Sentenza n. 162/2014
  • Sentenza n. 158/2018

Secondo comma

  • Sentenza n. 27/1975
  • Sentenza n. 341/1991
  • Sentenza n. 18/2020
  • Sentenza n. 52/2025

Art. 32

  • Sentenza n. 142/1982
  • Sentenza n. 215/1987
  • Sentenza n. 992/1988
  • Sentenza n. 307/1990
  • Sentenza n. 414/1991
  • Sentenza n. 485/1991
  • Sentenza n. 355/1993
  • Sentenza n. 118/1996
  • Sentenza n. 27/1998
  • Sentenza n. 185/1998
  • Sentenza n. 267/1998
  • Sentenza n. 167/1999
  • Sentenza n. 309/1999
  • Sentenza n. 423/2000
  • Sentenza n. 509/2000
  • Sentenza n. 253/2003
  • Sentenza n. 275/2003
  • Sentenza n. 338/2003
  • Sentenza n. 158/2007
  • Sentenza n. 306/2008
  • Sentenza n. 438/2008
  • Sentenza n. 19/2009
  • Sentenza n. 28/2009
  • Sentenza n. 151/2009
  • Sentenza n. 329/2011
  • Sentenza n. 107/2012
  • Sentenza n. 236/2012
  • Sentenza n. 40/2013
  • Sentenza n. 203/2013
  • Sentenza n. 162/2014
  • Sentenza n. 96/2015
  • Sentenza n. 230/2015
  • Sentenza n. 213/2016
  • Sentenza n. 268/2017
  • Sentenza n. 232/2018
  • Sentenza n. 99/2019
  • Sentenza n. 137/2019
  • Sentenza n. 118/2020
  • Sentenza n. 205/2022
  • Sentenza n. 35/2023
  • Sentenza n. 181/2023
  • Sentenza n. 76/2025

Primo comma

  • Sentenza n. 27/1975
  • Sentenza n. 218/1994
  • Sentenza n. 58/2018

Secondo comma

  • Sentenza n. 242/2019

Art. 33

  • Sentenza n. 51/1966
  • Sentenza n. 68/2011
  • Sentenza n. 217/2011

Primo comma

  • Sentenza n. 338/2003

Quinto comma

  • Sentenza n. 29/1990

Sesto comma

  • Sentenza n. 233/2006
  • Sentenza n. 129/2012

Art. 34

  • Sentenza n. 215/1987
  • Sentenza n. 219/2002
  • Sentenza n. 329/2011

Art. 35

  • Sentenza n. 219/2002
  • Sentenza n. 148/2024

Primo comma

  • Sentenza n. 58/2018

Art. 36

  • Sentenza n. 148/2024

Primo comma

  • Sentenza n. 176/1975

Art. 37

  • Sentenza n. 341/1991
  • Sentenza n. 405/2001
  • Sentenza n. 158/2018

Primo comma

  • Sentenza n. 1/1987
  • Sentenza n. 310/1999
  • Sentenza n. 116/2011

Art. 38

  • Sentenza n. 93/1977
  • Sentenza n. 126/1981
  • Sentenza n. 215/1987
  • Sentenza n. 206/1988
  • Sentenza n. 306/2008
  • Sentenza n. 28/2009
  • Sentenza n. 329/2011
  • Sentenza n. 40/2013
  • Sentenza n. 230/2015
  • Sentenza n. 63/2021
  • Sentenza n. 137/2021

Primo comma

  • Sentenza n. 152/2020

Secondo comma

  • Sentenza n. 116/1969
  • Sentenza n. 103/1981
  • Sentenza n. 78/1988
  • Sentenza n. 179/1988
  • Sentenza n. 1129/1988
  • Sentenza n. 323/2008
  • Sentenza n. 43/2015

Terzo comma

  • Sentenza n. 275/2016

Quarto comma

  • Sentenza n. 275/2016

Art. 41

  • Sentenza n. 20/1978
  • Sentenza n. 443/1997
  • Sentenza n. 113/2022
  • Sentenza n. 74/2023
  • Sentenza n. 104/2025

Primo comma

  • Sentenza n. 7/2021

Secondo comma

  • Sentenza n. 58/2018

Art. 42

  • Sentenza n. 185/2021
  • Sentenza n. 104/2025

Secondo comma

  • Sentenza n. 167/1999

Art. 48

  • Sentenza n. 3/2025

Art. 49

  • Sentenza n. 3/2025

Art. 51

  • Sentenza n. 86/1963
  • Sentenza n. 2/1997
  • Sentenza n. 190/2005
  • Sentenza n. 27/2009
  • Sentenza n. 100/2010
  • Sentenza n. 68/2011

Primo comma

  • Sentenza n. 29/1990

Art. 53

  • Sentenza n. 387/1989

Art. 76

  • Sentenza n. 2/1961
  • Sentenza n. 40/1989
  • Sentenza n. 355/1993
  • Sentenza n. 338/1994
  • Sentenza n. 206/2001
  • Sentenza n. 178/2012
  • Sentenza n. 166/2023

Terzo comma

  • Sentenza n. 192/2024

Art. 77

  • Sentenza n. 2/1961
  • Sentenza n. 247/2019

Art. 81

  • Sentenza n. 245/1984
  • Sentenza n. 355/1993
  • Sentenza n. 68/2011
  • Sentenza n. 131/2012
  • Sentenza n. 214/2012
  • Sentenza n. 251/2020
  • Sentenza n. 155/2023
  • Sentenza n. 192/2024

Primo comma

  • Sentenza n. 192/2024

Terzo comma

  • Sentenza n. 444/1997
  • Sentenza n. 117/2018
  • Sentenza n. 238/2018
  • Sentenza n. 247/2018
  • Sentenza n. 62/2020
  • Sentenza n. 168/2021
  • Sentenza n. 17/2022
  • Sentenza n. 190/2022
  • Sentenza n. 201/2024

Quarto comma

  • Sentenza n. 100/2010
  • Sentenza n. 141/2010
  • Sentenza n. 106/2011
  • Sentenza n. 115/2012
  • Sentenza n. 192/2012
  • Sentenza n. 28/2013
  • Sentenza n. 51/2013
  • Sentenza n. 141/2014

Art. 92

  • Sentenza n. 177/1988

Art. 97

  • Sentenza n. 29/1990
  • Sentenza n. 122/1990
  • Sentenza n. 484/1991
  • Sentenza n. 514/1995
  • Sentenza n. 243/1996
  • Sentenza n. 380/1996
  • Sentenza n. 2/1997
  • Sentenza n. 71/2001
  • Sentenza n. 190/2005
  • Sentenza n. 181/2006
  • Sentenza n. 233/2006
  • Sentenza n. 104/2007
  • Sentenza n. 390/2008
  • Sentenza n. 2/2010
  • Sentenza n. 149/2010
  • Sentenza n. 150/2010
  • Sentenza n. 224/2010
  • Sentenza n. 52/2011
  • Sentenza n. 68/2011
  • Sentenza n. 123/2011
  • Sentenza n. 212/2012
  • Sentenza n. 73/2013
  • Sentenza n. 152/2013
  • Sentenza n. 27/2014
  • Sentenza n. 116/2020
  • Sentenza n. 168/2021
  • Sentenza n. 195/2021
  • Sentenza n. 155/2022
  • Sentenza n. 192/2024

Primo comma

  • Sentenza n. 100/2010

Secondo comma

  • Sentenza n. 26/2023
  • Sentenza n. 76/2023

Terzo comma

  • Sentenza n. 100/2010
  • Sentenza n. 42/2011

Quarto comma

  • Sentenza n. 110/2017
  • Sentenza n. 57/2025

Imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa

  • Sentenza n. 198/2025

Art. 108

  • Sentenza n. 215/2016

Art. 111

  • Sentenza n. 193/2014
  • Sentenza n. 236/2021
  • Sentenza n. 77/2024
  • Sentenza n. 76/2025

Secondo comma

  • Sentenza n. 215/2016
  • Sentenza n. 114/2024

Art. 114

  • Sentenza n. 192/2024

Art. 116

  • Sentenza n. 173/1998

Terzo comma

  • Sentenza n. 192/2024

Art. 117

  • Sentenza n. 245/1984
  • Sentenza n. 610/1988
  • Sentenza n. 1061/1988
  • Sentenza n. 1103/1988
  • Sentenza n. 407/1989
  • Sentenza n. 122/1990
  • Sentenza n. 181/1990
  • Sentenza n. 308/1990
  • Sentenza n. 342/1990
  • Sentenza n. 447/1993
  • Sentenza n. 124/1994
  • Sentenza n. 338/1994
  • Sentenza n. 93/1996
  • Sentenza n. 243/1996
  • Sentenza n. 82/1997
  • Sentenza n. 63/2000
  • Sentenza n. 270/2005
  • Sentenza n. 217/2011
  • Sentenza n. 179/2012

Primo comma

  • Sentenza n. 406/2005
  • Sentenza n. 387/2008
  • Sentenza n. 187/2010
  • Sentenza n. 329/2011
  • Sentenza n. 236/2012
  • Sentenza n. 40/2013
  • Sentenza n. 72/2013
  • Sentenza n. 22/2015
  • Sentenza n. 215/2016
  • Sentenza n. 106/2018
  • Sentenza n. 99/2019
  • Sentenza n. 23/2021
  • Sentenza n. 185/2021
  • Sentenza n. 23/2022
  • Sentenza n. 160/2022
  • Sentenza n. 69/2024
  • Sentenza n. 77/2024
  • Sentenza n. 104/2025

Secondo comma (norma fondamentale di riforma economico–sociale)

  • Sentenza n. 233/2010

Secondo comma, lett. e)

  • Sentenza n. 23/2022

Secondo comma, lett. e) (armonizzazione dei bilanci pubblici)

  • Sentenza n. 1/2024
  • Sentenza n. 68/2024
  • Sentenza n. 150/2025
  • Sentenza n. 174/2025

Secondo comma, lett. e) (sistema tributario e contabile dello Stato)

  • Sentenza n. 233/2022

Secondo comma, lett. e) (tutela della concorrenza)

  • Sentenza n. 52/2012
  • Sentenza n. 285/2016
  • Sentenza n. 31/2021

Secondo comma, lett. g)

  • Sentenza n. 81/2017

Secondo comma, lett. g) (ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali)

  • Sentenza n. 359/2003
  • Sentenza n. 195/2015

Secondo comma, lett. i) (anagrafi)

  • Sentenza n. 195/2015

Secondo comma, lett. l)

  • Sentenza n. 23/2022

Secondo comma, lett. l) (ordinamento civile)

  • Sentenza n. 359/2003
  • Sentenza n. 253/2006
  • Sentenza n. 25/2007
  • Sentenza n. 123/2010
  • Sentenza n. 68/2011
  • Sentenza n. 69/2011
  • Sentenza n. 290/2013
  • Sentenza n. 141/2014
  • Sentenza n. 186/2016
  • Sentenza n. 262/2016
  • Sentenza n. 72/2017
  • Sentenza n. 81/2017
  • Sentenza n. 121/2017
  • Sentenza n. 234/2017
  • Sentenza n. 172/2018
  • Sentenza n. 157/2019
  • Sentenza n. 5/2020
  • Sentenza n. 251/2020
  • Sentenza n. 195/2021
  • Sentenza n. 6/2022
  • Sentenza n. 106/2022
  • Sentenza n. 114/2022
  • Sentenza n. 99/2023
  • Sentenza n. 163/2023
  • Sentenza n. 176/2023
  • Sentenza n. 69/2024
  • Sentenza n. 204/2025

Secondo comma, lett. l) (ordinamento penale)

  • Sentenza n. 121/2023

Secondo comma, lett. l) (ordinamento e organizzazione amministrativa dello stato)

  • Sentenza n. 81/2017

Secondo comma, lett. m)

  • Sentenza n. 204/2025

Secondo comma, lett. m) (determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali)

  • Sentenza n. 162/2007
  • Sentenza n. 271/2008
  • Sentenza n. 438/2008
  • Sentenza n. 44/2010
  • Sentenza n. 72/2020
  • Sentenza n. 62/2020
  • Sentenza n. 132/2021
  • Sentenza n. 190/2022
  • Sentenza n. 233/2022

Secondo comma, lett. n) (norme generali sull’istruzione)

  • Sentenza n. 186/2019

Secondo comma, lett. o) (previdenza sociale)

  • Sentenza n. 239/2020

Secondo comma, lett. q)

  • Sentenza n. 158/2025

Secondo comma, lett. q) (profilassi internazionale)

  • Sentenza n. 72/2013
  • Sentenza n. 173/2014
  • Sentenza n. 37/2021
  • Sentenza n. 50/2024

Secondo comma, lett. s) (tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali)

  • Sentenza n. 307/2003
  • Sentenza n. 331/2003
  • Sentenza n. 378/2007
  • Sentenza n. 387/2008
  • Sentenza n. 72/2013
  • Sentenza n. 154/2016
  • Sentenza n. 227/2020
  • Sentenza n. 141/2021

Terzo comma

  • Sentenza n. 307/2003
  • Sentenza n. 116/2006
  • Sentenza n. 168/2021

Terzo comma (agricoltura)

  • Sentenza n. 12/2004

Terzo comma (coordinamento della finanza pubblica)

  • Sentenza n. 141/2010
  • Sentenza n. 149/2010
  • Sentenza n. 333/2010
  • Sentenza n. 68/2011
  • Sentenza n. 69/2011
  • Sentenza n. 77/2011
  • Sentenza n. 122/2011
  • Sentenza n. 123/2011
  • Sentenza n. 163/2011
  • Sentenza n. 325/2011
  • Sentenza n. 32/2012
  • Sentenza n. 33/2012
  • Sentenza n. 91/2012
  • Sentenza n. 131/2012
  • Sentenza n. 212/2012
  • Sentenza n. 28/2013
  • Sentenza n. 51/2013
  • Sentenza n. 79/2013
  • Sentenza n. 104/2013
  • Sentenza n. 180/2013
  • Sentenza n. 85/2014
  • Sentenza n. 110/2014
  • Sentenza n. 141/2014
  • Sentenza n. 183/2016
  • Sentenza n. 266/2016
  • Sentenza n. 14/2017
  • Sentenza n. 72/2017
  • Sentenza n. 73/2017
  • Sentenza n. 106/2017
  • Sentenza n. 190/2017
  • Sentenza n. 172/2018
  • Sentenza n. 238/2018
  • Sentenza n. 130/2020
  • Sentenza n. 166/2020
  • Sentenza n. 177/2020
  • Sentenza n. 194/2020
  • Sentenza n. 233/2020
  • Sentenza n. 251/2020
  • Sentenza n. 36/2021
  • Sentenza n. 142/2021
  • Sentenza n. 6/2022
  • Sentenza n. 190/2022
  • Sentenza n. 20/2023
  • Sentenza n. 76/2023
  • Sentenza n. 99/2023
  • Sentenza n. 134/2023
  • Sentenza n. 155/2023
  • Sentenza n. 176/2023
  • Sentenza n. 1/2024
  • Sentenza n. 87/2024
  • Sentenza n. 169/2024
  • Sentenza n. 197/2024
  • Sentenza n. 201/2024
  • Sentenza n. 122/2025

Terzo comma (governo del territorio)

  • Sentenza n. 105/2007
  • Sentenza n. 45/2008
  • Sentenza n. 99/2009
  • Sentenza n. 124/2021

Terzo comma (ordinamento della comunicazione)

  • Sentenza n. 307/2003

Terzo comma (ordinamento sportivo)

  • Sentenza n. 123/2022

Terzo comma (produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia)

  • Sentenza n. 307/2003

Terzo comma (professioni)

  • Sentenza n. 353/2003
  • Sentenza n. 319/2005
  • Sentenza n. 424/2005
  • Sentenza n. 40/2006
  • Sentenza n. 424/2006
  • Sentenza n. 449/2006
  • Sentenza n. 300/2007
  • Sentenza n. 93/2008
  • Sentenza n. 138/2009
  • Sentenza n. 300/2010
  • Sentenza n. 98/2013
  • Sentenza n. 217/2015
  • Sentenza n. 228/2018
  • Sentenza n. 6/2022
  • Sentenza n. 106/2022

Terzo comma (rapporti con l’Unione europea delle Regioni)

  • Sentenza n. 378/2007

Terzo comma (ricerca scientifica)

  • Sentenza n. 166/2004
  • Sentenza n. 270/2005
  • Sentenza n. 178/2007

Terzo comma (tutela della salute)

  • Sentenza n. 282/2002
  • Sentenza n. 307/2003
  • Sentenza n. 338/2003
  • Sentenza n. 359/2003
  • Sentenza n. 12/2004
  • Sentenza n. 270/2005
  • Sentenza n. 437/2005
  • Sentenza n. 59/2006
  • Sentenza n. 87/2006
  • Sentenza n. 134/2006
  • Sentenza n. 233/2006
  • Sentenza n. 422/2006
  • Sentenza n. 50/2007
  • Sentenza n. 105/2007
  • Sentenza n. 116/2007
  • Sentenza n. 188/2007
  • Sentenza n. 387/2007
  • Sentenza n. 45/2008
  • Sentenza n. 371/2008
  • Sentenza n. 438/2008
  • Sentenza n. 99/2009
  • Sentenza n. 253/2009
  • Sentenza n. 108/2010
  • Sentenza n. 150/2010
  • Sentenza n. 207/2010
  • Sentenza n. 245/2010
  • Sentenza n. 8/2011
  • Sentenza n. 68/2011
  • Sentenza n. 325/2011
  • Sentenza n. 129/2012
  • Sentenza n. 292/2012
  • Sentenza n. 132/2013
  • Sentenza n. 141/2013
  • Sentenza n. 255/2013
  • Sentenza n. 54/2015
  • Sentenza n. 59/2015
  • Sentenza n. 124/2015
  • Sentenza n. 125/2015
  • Sentenza n. 227/2015
  • Sentenza n. 66/2017
  • Sentenza n. 231/2017
  • Sentenza n. 98/2018
  • Sentenza n. 117/2018
  • Sentenza n. 159/2018
  • Sentenza n. 172/2018
  • Sentenza n. 238/2018
  • Sentenza n. 137/2019
  • Sentenza n. 277/2019
  • Sentenza n. 38/2020
  • Sentenza n. 62/2020
  • Sentenza n. 130/2020
  • Sentenza n. 7/2021
  • Sentenza n. 36/2021
  • Sentenza n. 50/2021
  • Sentenza n. 132/2021
  • Sentenza n. 156/2021
  • Sentenza n. 166/2021
  • Sentenza n. 179/2021
  • Sentenza n. 195/2021
  • Sentenza n. 209/2021
  • Sentenza n. 9/2022
  • Sentenza n. 40/2022
  • Sentenza n. 114/2022
  • Sentenza n. 139/2022
  • Sentenza n. 155/2022
  • Sentenza n. 161/2022
  • Sentenza n. 189/2022
  • Sentenza n. 32/2023
  • Sentenza n. 76/2023
  • Sentenza n. 112/2023
  • Sentenza n. 176/2023
  • Sentenza n. 76/2024
  • Sentenza n. 153/2024
  • Sentenza n. 202/2024
  • Sentenza n. 198/2025
  • Sentenza n. 204/2025

Terzo comma (tutela e sicurezza sul lavoro)

  • Sentenza n. 359/2003

Quarto comma

  • Sentenza n. 116/2006
  • Sentenza n. 387/2007
  • Sentenza n. 123/2022

Quarto comma (commercio)

  • Sentenza n. 87/2006

Quarto comma (ordinamento e organizzazione amministrativa regionale)

  • Sentenza n. 191/2017

Quarto comma (organizzazione amministrativa regionale)

  • Sentenza n. 192/2017

Quarto comma (organizzazione degli uffici)

  • Sentenza n. 168/2021

Quarto comma (servizi sociali)

  • Sentenza n. 50/2008
  • Sentenza n. 297/2012

Quinto comma

  • Sentenza n. 378/2007

Sesto comma (agricoltura)

  • Sentenza n. 116/2006
  • Sentenza n. 187/2012

Ultimo comma

  • Sentenza n. 266/1993

Assistenza sanitaria e ospedaliera

  • Sentenza n. 355/1993
  • Sentenza n. 217/1995

Sanità pubblica

  • Sentenza n. 375/1993
  • Sentenza n. 348/1997

Trasporto dell’energia e ordinamento della comunicazione

  • Sentenza n. 307/2003

Art. 118

  • Sentenza n. 245/1984
  • Sentenza n. 610/1988
  • Sentenza n. 124/1994
  • Sentenza n. 338/1994
  • Sentenza n. 63/2000
  • Sentenza n. 270/2005
  • Sentenza n. 116/2006
  • Sentenza n. 217/2011
  • Sentenza n. 330/2011
  • Sentenza n. 129/2012
  • Sentenza n. 179/2012
  • Sentenza n. 40/2022
  • Sentenza n. 114/2022
  • Sentenza n. 123/2022

Primo comma

  • Sentenza n. 188/2007

Quarto comma

  • Sentenza n. 203/2013

Art. 119

  • Sentenza n. 245/1984
  • Sentenza n. 107/1987
  • Sentenza n. 610/1988
  • Sentenza n. 452/1989
  • Sentenza n. 385/1991
  • Sentenza n. 123/1992
  • Sentenza n. 355/1993
  • Sentenza n. 270/2005
  • Sentenza n. 105/2007
  • Sentenza n. 387/2007
  • Sentenza n. 50/2008
  • Sentenza n. 207/2010
  • Sentenza n. 168/2021
  • Sentenza n. 40/2022
  • Sentenza n. 114/2022
  • Sentenza n. 123/2022
  • Sentenza n. 139/2024
  • Sentenza n. 192/2024

Primo comma

  • Sentenza n. 117/2018
  • Sentenza n. 199/2018
  • Sentenza n. 247/2018
  • Sentenza n. 168/2021
  • Sentenza n. 234/2021
  • Sentenza n. 192/2024

Terzo comma

  • Sentenza n. 45/2008
  • Sentenza n. 99/2009

Art. 120

  • Sentenza n. 86/1963
  • Sentenza n. 188/2007
  • Sentenza n. 227/2015
  • Sentenza n. 31/2021
  • Sentenza n. 50/2021
  • Sentenza n. 40/2022
  • Sentenza n. 114/2022
  • Sentenza n. 123/2022

Primo comma

  • Sentenza n. 9/2009

Secondo comma

  • Sentenza n. 2/2010
  • Sentenza n. 78/2011
  • Sentenza n. 131/2012
  • Sentenza n. 28/2013
  • Sentenza n. 79/2013
  • Sentenza n. 104/2013
  • Sentenza n. 180/2013
  • Sentenza n. 110/2014
  • Sentenza n. 266/2016
  • Sentenza n. 14/2017
  • Sentenza n. 106/2017
  • Sentenza n. 190/2017
  • Sentenza n. 20/2023

Principio di leale collaborazione

  • Sentenza n. 251/2016
  • Sentenza n. 192/2017
  • Sentenza n. 195/2024

Secondo comma

  • Sentenza n. 217/2020

Art. 123

  • Sentenza n. 407/1989
  • Sentenza n. 387/2007
  • Sentenza n. 192/2017

Art. 124

  • Sentenza n. 177/1988

Art. 125

  • Sentenza n. 177/1988

Art. 130

  • Sentenza n. 50/1991

Art. 136

  • Sentenza n. 118/1996
  • Sentenza n. 231/2017

In generale

Principio di leale collaborazione

  • Sentenza n. 37/1991
  • Sentenza n. 297/2012
  • Sentenza n. 87/2024

Principio di leale cooperazione

  • Sentenza n. 37/1991
  • Sentenza n. 49/1991
  • Sentenza n. 352/1992

Principio di legalità sostanziale

  • Sentenza n. 124/1994

Principio di ragionevolezza

  • Sentenza n. 452/1989

Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione)

Art. 10

  • Sentenza n. 125/2015
  • Sentenza n. 231/2017

Legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 (Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale)

Art. 5, comma 1, lett. g)

  • Sentenza n. 235/2017

STATUTO SPECIALE PER LA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA

Art. 5

  • Sentenza n. 108/2010

Art. 6

  • Sentenza n. 28/1992

STATUTO SPECIALE PER LA REGIONE SARDEGNA

Artt. 3, lett. d), e 4, lett. i)

  • Sentenza n. 57/2023

Artt. 4, lett. i), e 6

  • Sentenza n. 15/1957

Art. 3

  • Sentenza n. 296/1986

Artt. 48–bis e 50, quinto comma

  • Sentenza n. 125/2015

STATUTO SPECIALE PER LA REGIONE SICILIANA

Art. 15

  • Sentenza n. 385/1991

Art. 17

  • Sentenza n. 41/1966
  • Sentenza n. 88/1973
  • Sentenza n. 75/1974
  • Sentenza n. 484/1991
  • Sentenza n. 266/1993
  • Sentenza n. 448/2006

Art. 17, lett. b)

  • Sentenza n. 356/1993
  • Sentenza n. 380/1996
  • Sentenza n. 82/1997
  • Sentenza n. 444/1997
  • Sentenza n. 159/2018

Art. 17, lett. c)

  • Sentenza n. 1142/1988
  • Sentenza n. 444/1997
  • Sentenza n. 159/2018

Art. 17, lett. d)

  • Sentenza n. 51/1966
  • Sentenza n. 82/1997

Art. 17, lett. f)

  • Sentenza n. 82/1997

Artt. 17

  • Sentenza n. 245/1984

Art. 19

  • Sentenza n. 416/1995

Art. 20

  • Sentenza n. 245/1984

STATUTO SPECIALE PER LA REGIONE TRENTINO ALTO-ADIGE

  • Sentenza n. 23/2022

Titolo VI

  • Sentenza n. 123/1992

Artt. 4 e 5

  • Sentenza n. 373/1995
  • Sentenza n. 50/2007
  • Sentenza n. 301/2013

Art. 4

  • Sentenza n. 107/1987

Artt. 4, 5 e 9, n. 10)

  • Sentenza n. 62/2008

Artt. 4, comma 1, 8, comma 1, 9, comma 1, 16 e 79

  • Sentenza n. 125/2015

Artt. 5 e 9, n. 10)

  • Sentenza n. 59/2006

Artt. 8, n. 3, n. 5, n. 6, n. 17 e n. 22, e 16

  • Sentenza n. 37/1991

Art. 8

  • Sentenza n. 355/1994

Artt. 8, n. 25), 9, n. 10), e 16

  • Sentenza n. 31/1983

Artt. 8, 9 e 16

  • Sentenza n. 380/1997

Artt. 8, comma 1, 9 comma 1, 16, da 69 a 81

  • Sentenza n. 341/2009

Artt. 8, n. 1, 9, n. 10, e 16

  • Sentenza n. 63/2000

Artt. 8, primo comma, n. 29, e 9, primo comma, n. 10 e 16

  • Sentenza n. 354/1994

Artt. 8, n. 29, 9, n. 10, 16, 89, 99, 100, 101

  • Sentenza n. 37/1991

Artt. 9, n. 10, e 16

  • Sentenza n. 452/1989

Art. 9, n. 10)

  • Sentenza n. 253/2009

Artt. 9, primo comma, e 16

  • Sentenza n. 272/2001

Art. 9, primo comma, n. 10

  • Sentenza n. 255/2013

Art. 9, comma 1

  • Sentenza n. 449/2006

Art. 9, n. 10

  • Sentenza n. 103/2003

Artt. 9, n. 10, n. 15, n. 87 e n. 88

  • Sentenza n. 386/1991

Art. 54, n. 5

  • Sentenza n. 177/1986

Art. 87

  • Sentenza n. 177/1988

STATUTO SPECIALE PER LA REGIONE VALLE D’AOSTA

Art. 3, primo comma, lett. l)

  • Sentenza n. 138/1989

Direttiva 2000/75/CE del 20 novembre 2000 (Direttiva del Consiglio che stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini)

  • Sentenza n. 406/2005

Direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio

Art. 26-ter, par. 8, introdotto dall’art. 1 della direttiva 2015/412/UE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo 2015, che modifica la direttiva 2001/18/CE

  • Sentenza n. 23/2021

Direttiva 2003/109/CE del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo

Artt. 4 e 11

  • Sentenza n. 106/2018

Regolamenti CEE, 27 giugno 1968, n. 804 e n. 805

  • Sentenza n. 163/1977

Regolamento CE/1266/2007 (Regolamento della Commissione relativo alle misure di applicazione della direttiva 2000/75/CE per quanto riguarda la lotta, il controllo, la vigilanza e le restrizioni dei movimenti di alcuni animali appartenenti a specie ricettive alla febbre catarrale)

  • Sentenza n. 72/2013

Regolamento UE n. 528/2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi

  • Sentenza n. 160/2022

Regolamento n. 679/2016/UE

  • Sentenza n. 69/2024

TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA (TFUE)

Art. 36 come modificato dall’art. 2 del Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 e ratificato dalla legge 2 agosto 2008, n. 130

  • Sentenza n. 23/2021

CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

Art. 3

  • Sentenza n. 99/2019

Art. 6

  • Sentenza n. 77/2024

Art. 14

  • Sentenza n. 187/2010
  • Sentenza n. 329/2011
  • Sentenza n. 40/2013
  • Sentenza n. 22/2015

PROTOCOLLO ADDIZIONALE ALLA CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

Art. 1

  • Sentenza n. 187/2010
  • Sentenza n. 22/2015
  • Sentenza n. 185/2021

CONVENZIONE INTERNAZIONALE DELLE NAZIONI UNITE SULLE PERSONE CON DISABILITÀ

  • Sentenza n. 236/2012

CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI

Art. 6, paragrafo 1

  • Sentenza n. 215/2016

III.3. Indice delle sentenze di illegittimità costituzionale

1950-1959

  • 1956 — Sentenza n. 2 — p. 438
  • 1957 — Sentenza n. 15 — p. 440

1960-1969

  • 1960 — Sentenza n. 70 — p. 393
  • 1961 — Sentenza n. 2 — p. 138
  • 1963 — Sentenza n. 86 — p. 1323
  • 1966 — Sentenza n. 41 — p. 1323
  • 1966 — Sentenza n. 51 — p. 965
  • 1968 — Sentenza n. 74 — p. 494
  • 1969 — Sentenza n. 116 — p. 687

1970-1979

  • 1971 — Sentenza n. 1 — p. 496
  • 1973 — Sentenza n. 88 — p. 965
  • 1974 — Sentenza n. 75 — p. 968
  • 1975 — Sentenza n. 176 — p. 1432
  • 1975 — Sentenza n. 27 — p. 140
  • 1976 — Sentenza n. 223 — p. 497
  • 1977 — Sentenza n. 93 — p. 689
  • 1977 — Sentenza n. 163 — p. 56
  • 1978 — Sentenza n. 20 — p. 396
  • 1979 — Sentenza n. 114 — p. 498
  • 1979 — Sentenza n. 149 — p. 690

1980-1989

  • 1981 — Sentenza n. 96 — p. 142
  • 1981 — Sentenza n. 103 — p. 692
  • 1981 — Sentenza n. 126 — p. 1433
  • 1982 — Sentenza n. 20 — p. 1435
  • 1982 — Sentenza n. 139 — p. 499
  • 1982 — Sentenza n. 142 — p. 154
  • 1983 — Sentenza n. 31 — p. 156
  • 1983 — Sentenza n. 249 — p. 501
  • 1984 — Sentenza n. 245 — p. 1117
  • 1985 — Sentenza n. 46 — p. 1438
  • 1986 — Sentenza n. 89 — p. 1440
  • 1986 — Sentenza n. 177 — p. 1118
  • 1986 — Sentenza n. 246 — p. 693
  • 1986 — Sentenza n. 296 — p. 161
  • 1987 — Sentenza n. 1 — p. 696
  • 1987 — Sentenza n. 107 — p. 1212
  • 1987 — Sentenza n. 215 — p. 605
  • 1987 — Sentenza n. 431 — p. 703
  • 1987 — Sentenza n. 559 — p. 163
  • 1987 — Sentenza n. 561 — p. 610
  • 1988 — Sentenza n. 78 — p. 704
  • 1988 — Sentenza n. 177 — p. 928
  • 1988 — Sentenza n. 179 — p. 708
  • 1988 — Sentenza n. 206 — p. 712
  • 1988 — Sentenza n. 333 — p. 930
  • 1988 — Sentenza n. 404 — p. 25
  • 1988 — Sentenza n. 610 — p. 1325
  • 1988 — Sentenza n. 827 — p. 1443
  • 1988 — Sentenza n. 875 — p. 713
  • 1988 — Sentenza n. 992 — p. 1123
  • 1988 — Sentenza n. 1061 — p. 1327
  • 1988 — Sentenza n. 1102 — p. 503
  • 1988 — Sentenza n. 1103 — p. 1445
  • 1988 — Sentenza n. 1129 — p. 714
  • 1988 — Sentenza n. 1142 — p. 906
  • 1989 — Sentenza n. 40 — p. 166
  • 1989 — Sentenza n. 100 — p. 1446
  • 1989 — Sentenza n. 138 — p. 401
  • 1989 — Sentenza n. 387 — p. 716
  • 1989 — Sentenza n. 397 — p. 1449
  • 1989 — Sentenza n. 407 — p. 1329
  • 1989 — Sentenza n. 452 — p. 1124
  • 1989 — Sentenza n. 559 — p. 28

1990-1999

  • 1990 — Sentenza n. 29 — p. 1450
  • 1990 — Sentenza n. 122 — p. 1331
  • 1990 — Sentenza n. 181 — p. 1332
  • 1990 — Sentenza n. 307 — p. 268
  • 1990 — Sentenza n. 308 — p. 1334
  • 1990 — Sentenza n. 342 — p. 1453
  • 1990 — Sentenza n. 434 — p. 61
  • 1990 — Sentenza n. 471 — p. 167
  • 1990 — Sentenza n. 544 — p. 718
  • 1991 — Sentenza n. 37 — p. 969
  • 1991 — Sentenza n. 49 — p. 976
  • 1991 — Sentenza n. 50 — p. 1127
  • 1991 — Sentenza n. 61 — p. 719
  • 1991 — Sentenza n. 123 — p. 1455
  • 1991 — Sentenza n. 341 — p. 722
  • 1991 — Sentenza n. 356 — p. 725
  • 1991 — Sentenza n. 385 — p. 1128
  • 1991 — Sentenza n. 386 — p. 1217
  • 1991 — Sentenza n. 414 — p. 505
  • 1991 — Sentenza n. 484 — p. 1337
  • 1991 — Sentenza n. 485 — p. 727
  • 1992 — Sentenza n. 28 — p. 1342
  • 1992 — Sentenza n. 123 — p. 88
  • 1992 — Sentenza n. 256 — p. 729
  • 1992 — Sentenza n. 331 — p. 1456
  • 1992 — Sentenza n. 352 — p. 932
  • 1993 — Sentenza n. 179 — p. 730
  • 1993 — Sentenza n. 184 — p. 733
  • 1993 — Sentenza n. 266 — p. 1343
  • 1993 — Sentenza n. 355 — p. 1219
  • 1993 — Sentenza n. 356 — p. 1459
  • 1993 — Sentenza n. 375 — p. 441
  • 1993 — Sentenza n. 447 — p. 1222
  • 1994 — Sentenza n. 124 — p. 979
  • 1994 — Sentenza n. 218 — p. 168
  • 1994 — Sentenza n. 338 — p. 983
  • 1994 — Sentenza n. 354 — p. 908
  • 1994 — Sentenza n. 355 — p. 909
  • 1994 — Sentenza n. 404 — p. 1461
  • 1995 — Sentenza n. 217 — p. 737
  • 1995 — Sentenza n. 373 — p. 1223
  • 1995 — Sentenza n. 416 — p. 1131
  • 1995 — Sentenza n. 438 — p. 507
  • 1995 — Sentenza n. 439 — p. 512
  • 1995 — Sentenza n. 514 — p. 1462
  • 1996 — Sentenza n. 93 — p. 985
  • 1996 — Sentenza n. 118 — p. 270
  • 1996 — Sentenza n. 223 — p. 514
  • 1996 — Sentenza n. 238 — p. 516
  • 1996 — Sentenza n. 243 — p. 1344
  • 1996 — Sentenza n. 380 — p. 1465
  • 1997 — Sentenza n. 2 — p. 989
  • 1997 — Sentenza n. 78 — p. 402
  • 1997 — Sentenza n. 82 — p. 1466
  • 1997 — Sentenza n. 348 — p. 442
  • 1997 — Sentenza n. 380 — p. 558
  • 1997 — Sentenza n. 443 — p. 63
  • 1997 — Sentenza n. 444 — p. 1468
  • 1998 — Sentenza n. 27 — p. 274
  • 1998 — Sentenza n. 173 — p. 560
  • 1998 — Sentenza n. 185 — p. 171
  • 1998 — Sentenza n. 212 — p. 738
  • 1998 — Sentenza n. 267 — p. 175
  • 1998 — Sentenza n. 291 — p. 66
  • 1998 — Sentenza n. 324 — p. 519
  • 1999 — Sentenza n. 167 — p. 613
  • 1999 — Sentenza n. 270 — p. 457
  • 1999 — Sentenza n. 309 — p. 177
  • 1999 — Sentenza n. 310 — p. 740

2000-2009

  • 2000 — Sentenza n. 63 — p. 1225
  • 2000 — Sentenza n. 332 — p. 742
  • 2000 — Sentenza n. 360 — p. 745
  • 2000 — Sentenza n. 361 — p. 747
  • 2000 — Sentenza n. 376 — p. 615
  • 2000 — Sentenza n. 423 — p. 276
  • 2000 — Sentenza n. 509 — p. 180
  • 2001 — Sentenza n. 71 — p. 1470
  • 2001 — Sentenza n. 206 — p. 69
  • 2001 — Sentenza n. 272 — p. 181
  • 2001 — Sentenza n. 405 — p. 750
  • 2001 — Sentenza n. 435 — p. 1137
  • 2002 — Sentenza n. 219 — p. 911
  • 2002 — Sentenza n. 282 — p. 184
  • 2002 — Sentenza n. 476 — p. 277
  • 2003 — Sentenza n. 103 — p. 990
  • 2003 — Sentenza n. 253 — p. 522
  • 2003 — Sentenza n. 275 — p. 934
  • 2003 — Sentenza n. 307 — p. 562
  • 2003 — Sentenza n. 331 — p. 566
  • 2003 — Sentenza n. 338 — p. 188
  • 2003 — Sentenza n. 353 — p. 192
  • 2003 — Sentenza n. 359 — p. 751
  • 2004 — Sentenza n. 12 — p. 193
  • 2004 — Sentenza n. 166 — p. 89
  • 2005 — Sentenza n. 190 — p. 1346
  • 2005 — Sentenza n. 233 — p. 756
  • 2005 — Sentenza n. 270 — p. 992
  • 2005 — Sentenza n. 319 — p. 1472
  • 2005 — Sentenza n. 406 — p. 91
  • 2005 — Sentenza n. 424 — p. 1473
  • 2005 — Sentenza n. 432 — p. 618
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  • 2007 — Sentenza n. 50 — p. 1347
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  • 2007 — Sentenza n. 178 — p. 1010
  • 2007 — Sentenza n. 188 — p. 1012
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  • 2007 — Sentenza n. 378 — p. 568
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  • 2008 — Sentenza n. 45 — p. 1663
  • 2008 — Sentenza n. 50 — p. 622
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  • 2008 — Sentenza n. 271 — p. 409
  • 2008 — Sentenza n. 306 — p. 624
  • 2008 — Sentenza n. 323 — p. 760
  • 2008 — Sentenza n. 361 — p. 1013
  • 2008 — Sentenza n. 371 — p. 1482
  • 2008 — Sentenza n. 387 — p. 93
  • 2008 — Sentenza n. 390 — p. 1146
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  • 2009 — Sentenza n. 27 — p. 1242
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  • 2009 — Sentenza n. 294 — p. 764
  • 2009 — Sentenza n. 295 — p. 940
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2010-2019

  • 2010 — Sentenza n. 2 — p. 1559
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  • 2010 — Sentenza n. 100 — p. 1354
  • 2010 — Sentenza n. 108 — p. 1150
  • 2010 — Sentenza n. 123 — p. 1016
  • 2010 — Sentenza n. 141 — p. 1021
  • 2010 — Sentenza n. 149 — p. 1492
  • 2010 — Sentenza n. 150 — p. 1355
  • 2010 — Sentenza n. 187 — p. 627
  • 2010 — Sentenza n. 207 — p. 766
  • 2010 — Sentenza n. 224 — p. 1245
  • 2010 — Sentenza n. 245 — p. 1023
  • 2010 — Sentenza n. 300 — p. 1495
  • 2010 — Sentenza n. 333 — p. 1360
  • 2011 — Sentenza n. 8 — p. 201
  • 2011 — Sentenza n. 42 — p. 1248
  • 2011 — Sentenza n. 52 — p. 1362
  • 2011 — Sentenza n. 68 — p. 1364
  • 2011 — Sentenza n. 69 — p. 1250
  • 2011 — Sentenza n. 77 — p. 1496
  • 2011 — Sentenza n. 78 — p. 1563
  • 2011 — Sentenza n. 106 — p. 1252
  • 2011 — Sentenza n. 116 — p. 458
  • 2011 — Sentenza n. 122 — p. 1024
  • 2011 — Sentenza n. 123 — pp. 1374; 1565
  • 2011 — Sentenza n. 163 — p. 1568
  • 2011 — Sentenza n. 217 — p. 914
  • 2011 — Sentenza n. 293 — p. 280
  • 2011 — Sentenza n. 321 — p. 1500
  • 2011 — Sentenza n. 325 — p. 204
  • 2011 — Sentenza n. 329 — p. 630
  • 2011 — Sentenza n. 330 — p. 415
  • 2012 — Sentenza n. 31 — p. 205
  • 2012 — Sentenza n. 32 — p. 1569
  • 2012 — Sentenza n. 33 — p. 1571
  • 2012 — Sentenza n. 52 — p. 1152
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  • 2012 — Sentenza n. 131 — p. 1574
  • 2012 — Sentenza n. 178 — p. 1154
  • 2012 — Sentenza n. 179 — p. 1155
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  • 2012 — Sentenza n. 212 — p. 1377
  • 2012 — Sentenza n. 214 — p. 1027
  • 2012 — Sentenza n. 236 — p. 215
  • 2012 — Sentenza n. 292 — p. 1030
  • 2012 — Sentenza n. 297 — p. 828
  • 2013 — Sentenza n. 2 — p. 634
  • 2013 — Sentenza n. 51 — p. 1576
  • 2013 — Sentenza n. 79 — p. 1581
  • 2013 — Sentenza n. 28 — p. 918
  • 2013 — Sentenza n. 40 — p. 635
  • 2013 — Sentenza n. 72 — p. 97
  • 2013 — Sentenza n. 73 — p. 1379
  • 2013 — Sentenza n. 98 — p. 1502
  • 2013 — Sentenza n. 104 — p. 1584
  • 2013 — Sentenza n. 132 — p. 1034
  • 2013 — Sentenza n. 141 — p. 418
  • 2013 — Sentenza n. 152 — p. 1255
  • 2013 — Sentenza n. 161 — p. 29
  • 2013 — Sentenza n. 172 — p. 638
  • 2013 — Sentenza n. 180 — p. 1586
  • 2013 — Sentenza n. 203 — p. 642
  • 2013 — Sentenza n. 228 — p. 1588
  • 2013 — Sentenza n. 255 — p. 943
  • 2013 — Sentenza n. 274 — p. 573
  • 2013 — Sentenza n. 278 — p. 460
  • 2013 — Sentenza n. 290 — p. 1381
  • 2013 — Sentenza n. 301 — p. 1504
  • 2014 — Sentenza n. 27 — p. 1256
  • 2014 — Sentenza n. 85 — p. 1591
  • 2014 — Sentenza n. 110 — p. 1593
  • 2014 — Sentenza n. 141 — p. 1596
  • 2014 — Sentenza n. 162 — p. 469
  • 2014 — Sentenza n. 173 — p. 98
  • 2014 — Sentenza n. 193 — p. 1036
  • 2015 — Sentenza n. 22 — p. 647
  • 2015 — Sentenza n. 43 — p. 769
  • 2015 — Sentenza n. 45 — p. 525
  • 2015 — Sentenza n. 54 — p. 1508
  • 2015 — Sentenza n. 59 — p. 1038
  • 2015 — Sentenza n. 96 — p. 478
  • 2015 — Sentenza n. 124 — p. 1040
  • 2015 — Sentenza n. 125 — p. 1160
  • 2015 — Sentenza n. 195 — p. 321
  • 2015 — Sentenza n. 217 — p. 1513
  • 2015 — Sentenza n. 227 — p. 1599
  • 2015 — Sentenza n. 229 — p. 480
  • 2015 — Sentenza n. 230 — p. 648
  • 2016 — Sentenza n. 154 — p. 575
  • 2016 — Sentenza n. 183 — p. 218
  • 2016 — Sentenza n. 186 — p. 1515
  • 2016 — Sentenza n. 213 — p. 770
  • 2016 — Sentenza n. 215 — p. 1043
  • 2016 — Sentenza n. 251 — p. 1259
  • 2016 — Sentenza n. 262 — p. 323
  • 2016 — Sentenza n. 266 — p. 1601
  • 2016 — Sentenza n. 275 — p. 651
  • 2016 — Sentenza n. 285 — p. 100
  • 2017 — Sentenza n. 14 — p. 1604
  • 2017 — Sentenza n. 66 — p. 948
  • 2017 — Sentenza n. 72 — p. 1384
  • 2017 — Sentenza n. 73 — p. 1388
  • 2017 — Sentenza n. 81 — p. 1052
  • 2017 — Sentenza n. 106 — p. 1520
  • 2017 — Sentenza n. 110 — p. 1166
  • 2017 — Sentenza n. 121 — p. 1522
  • 2017 — Sentenza n. 190 — p. 1606
  • 2017 — Sentenza n. 191 — p. 1263
  • 2017 — Sentenza n. 192 — p. 1608
  • 2017 — Sentenza n. 231 — p. 1169
  • 2017 — Sentenza n. 234 — p. 1266
  • 2017 — Sentenza n. 235 — p. 834
  • 2017 — Sentenza n. 258 — p. 655
  • 2017 — Sentenza n. 268 — p. 288
  • 2018 — Sentenza n. 58 — p. 775
  • 2018 — Sentenza n. 98 — p. 1054
  • 2018 — Sentenza n. 106 — p. 32
  • 2018 — Sentenza n. 117 — p. 1613
  • 2018 — Sentenza n. 158 — p. 778
  • 2018 — Sentenza n. 159 — p. 1268
  • 2018 — Sentenza n. 166 — p. 35
  • 2018 — Sentenza n. 172 — p. 1057
  • 2018 — Sentenza n. 186 — p. 528
  • 2018 — Sentenza n. 199 — p. 1620
  • 2018 — Sentenza n. 211 — p. 533
  • 2018 — Sentenza n. 228 — p. 1523
  • 2018 — Sentenza n. 232 — p. 782
  • 2018 — Sentenza n. 238 — p. 1061
  • 2018 — Sentenza n. 247 — p. 836
  • 2018 — Sentenza n. 249 — p. 920
  • 2019 — Sentenza n. 55 — p. 293
  • 2019 — Sentenza n. 99 — p. 536
  • 2019 — Sentenza n. 137 — p. 446
  • 2019 — Sentenza n. 157 — p. 1526
  • 2019 — Sentenza n. 186 — p. 447
  • 2019 — Sentenza n. 242 — p. 219
  • 2019 — Sentenza n. 247 — p. 1624
  • 2019 — Sentenza n. 277 — p. 102

2020-2025

  • 2020 — Sentenza n. 5 — p. 1390
  • 2020 — Sentenza n. 18 — p. 542
  • 2020 — Sentenza n. 38 — p. 1530
  • 2020 — Sentenza n. 44 — p. 39
  • 2020 — Sentenza n. 62 — p. 839
  • 2020 — Sentenza n. 72 — p. 848
  • 2020 — Sentenza n. 116 — p. 1175
  • 2020 — Sentenza n. 118 — p. 296
  • 2020 — Sentenza n. 130 — p. 228
  • 2020 — Sentenza n. 152 — p. 658
  • 2020 — Sentenza n. 166 — p. 104
  • 2020 — Sentenza n. 177 — p. 230
  • 2020 — Sentenza n. 194 — p. 1393
  • 2020 — Sentenza n. 217 — p. 1628
  • 2020 — Sentenza n. 227 — p. 576
  • 2020 — Sentenza n. 233 — p. 232
  • 2020 — Sentenza n. 239 — p. 1397
  • 2020 — Sentenza n. 251 — p. 1400
  • 2021 — Sentenza n. 7 — p. 1066
  • 2021 — Sentenza n. 23 — p. 75
  • 2021 — Sentenza n. 28 — p. 234
  • 2021 — Sentenza n. 31 — p. 78
  • 2021 — Sentenza n. 36 — p. 236
  • 2021 — Sentenza n. 37 — p. 330
  • 2021 — Sentenza n. 50 — p. 921
  • 2021 — Sentenza n. 63 — p. 787
  • 2021 — Sentenza n. 124 — p. 42
  • 2021 — Sentenza n. 128 — p. 44
  • 2021 — Sentenza n. 132 — p. 852
  • 2021 — Sentenza n. 137 — p. 546
  • 2021 — Sentenza n. 140 — p. 337
  • 2021 — Sentenza n. 141 — p. 578
  • 2021 — Sentenza n. 142 — p. 1632
  • 2021 — Sentenza n. 156 — p. 1179
  • 2021 — Sentenza n. 166 — p. 240
  • 2021 — Sentenza n. 168 — p. 1636
  • 2021 — Sentenza n. 179 — p. 1271
  • 2021 — Sentenza n. 185 — p. 242
  • 2021 — Sentenza n. 195 — p. 1069
  • 2021 — Sentenza n. 209 — p. 1274
  • 2021 — Sentenza n. 234 — p. 1071
  • 2021 — Sentenza n. 236 — p. 345
  • 2022 — Sentenza n. 6 — p. 1534
  • 2022 — Sentenza n. 9 — p. 1278
  • 2022 — Sentenza n. 17 — p. 1181
  • 2022 — Sentenza n. 23 — p. 348
  • 2022 — Sentenza n. 40 — p. 855
  • 2022 — Sentenza n. 105 — p. 421
  • 2022 — Sentenza n. 106 — p. 1537
  • 2022 — Sentenza n. 113 — p. 1077
  • 2022 — Sentenza n. 114 — p. 1182
  • 2022 — Sentenza n. 123 — p. 246
  • 2022 — Sentenza n. 139 — p. 1281
  • 2022 — Sentenza n. 155 — p. 1283
  • 2022 — Sentenza n. 160 — p. 81
  • 2022 — Sentenza n. 161 — p. 857
  • 2022 — Sentenza n. 189 — p. 1285
  • 2022 — Sentenza n. 190 — p. 859
  • 2022 — Sentenza n. 205 — p. 301
  • 2022 — Sentenza n. 228 — p. 1085
  • 2022 — Sentenza n. 233 — p. 864
  • 2023 — Sentenza n. 20 — p. 1648
  • 2023 — Sentenza n. 25 — p. 449
  • 2023 — Sentenza n. 26 — p. 1290
  • 2023 — Sentenza n. 32 — p. 1088
  • 2023 — Sentenza n. 35 — p. 306
  • 2023 — Sentenza n. 57 — p. 250
  • 2023 — Sentenza n. 74 — p. 1091
  • 2023 — Sentenza n. 76 — p. 1292
  • 2023 — Sentenza n. 99 — p. 1403
  • 2023 — Sentenza n. 112 — p. 1301
  • 2023 — Sentenza n. 121 — p. 106
  • 2023 — Sentenza n. 134 — p. 1650
  • 2023 — Sentenza n. 155 — p. 1652
  • 2023 — Sentenza n. 163 — p. 1408
  • 2023 — Sentenza n. 166 — p. 792
  • 2023 — Sentenza n. 176 — p. 382
  • 2023 — Sentenza n. 181 — p. 310
  • 2024 — Sentenza n. 1 — p. 869
  • 2024 — Sentenza n. 13 — p. 795
  • 2024 — Sentenza n. 50 — p. 384
  • 2024 — Sentenza n. 68 — p. 110
  • 2024 — Sentenza n. 69 — p. 661
  • 2024 — Sentenza n. 76 — p. 1094
  • 2024 — Sentenza n. 77 — p. 430
  • 2024 — Sentenza n. 87 — p. 1186
  • 2024 — Sentenza n. 105 — p. 582
  • 2024 — Sentenza n. 114 — p. 1100
  • 2024 — Sentenza n. 139 — p. 1192
  • 2024 — Sentenza n. 143 — p. 115
  • 2024 — Sentenza n. 148 — p. 797
  • 2024 — Sentenza n. 153 — p. 1540
  • 2024 — Sentenza n. 169 — p. 872
  • 2024 — Sentenza n. 192 — p. 876
  • 2024 — Sentenza n. 195 — p. 1196
  • 2024 — Sentenza n. 197 — p. 1653
  • 2024 — Sentenza n. 201 — p. 895
  • 2024 — Sentenza n. 202 — p. 1306
  • 2024 — Sentenza n. 207 — p. 808
  • 2025 — Sentenza n. 3 — p. 665
  • 2025 — Sentenza n. 25 — p. 670
  • 2025 — Sentenza n. 38 — p. 594
  • 2025 — Sentenza n. 52 — p. 550
  • 2025 — Sentenza n. 57 — p. 1410
  • 2025 — Sentenza n. 68 — p. 482
  • 2025 — Sentenza n. 76 — p. 252
  • 2025 — Sentenza n. 83 — p. 314
  • 2025 — Sentenza n. 114 — p. 1412
  • 2025 — Sentenza n. 122 — p. 899
  • 2025 — Sentenza n. 158 — p. 387