Sentenza 41/1986 (ECLI:IT:COST:1986:41)
Giudizio: GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente: PALADIN - Redattore:
Camera di Consiglio del 04/02/1986;    Decisione  del 26/02/1986
Deposito del 03/03/1986;   Pubblicazione in G. U. 12/03/1986  n. 10
Norme impugnate:
Massime:  12286 
Massime:  12286 
Atti decisi:

Massima n. 12286
Titolo
SENT. 41/86. IMPUGNAZIONI CIVILI - TERMINI - MOTIVI DI INTERRUZIONE - MORTE, RADIAZIONE E SOSPENSIONE DALL'ALBO DEL PROCURATORE COSTITUITO IN GIUDIZIO - OMESSA PREVISIONE - VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI DIFESA - ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE IN PARTE QUA.

Testo
Posto che l'esercizio del ministero del difensore costituito, in giudizi nei quali il ministero medesimo e' necessario, non contribuisce alla difesa del cliente in misura minore della attivita' della parte stessa cui e' inibito difendersi di persona, e' da ritenersi costituzionalmente illegittimo - per violazione del diritto di difesa garantito dall'art. 24, comma secondo, Cost. - l'art. 328 cod. proc. civ., nella parte in cui non prevede tra i motivi di interruzione dei termini previsti dal'art. 325 per la proposizione delle varie impugnazioni, oltre agli eventi che colpiscono la parte o il suo legale rappresentante, anche la morte, la radiazione e la sospensione dall'albo del procuratore costituito, sopravvenuta nel corso dei termini stessi.
Parametri costituzionali
Costituzione  art. 20  co. 2

Riferimenti normativi
codice di procedura civile  n. 0  art. 328  co. 0


Pronuncia

N. 41

SENTENZA 26 FEBBRAIO 1986

Deposito in cancelleria: 3 marzo 1986.

Pubblicazione in "Gazz. Uff." n. 10/1 s.s. del 12 marzo 1986.

Pres. PALADIN - Rel. ANDRIOLI


LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Prof. LIVIO PALADIN, Presidente - Prof. ANTONIO LA PERGOLA - Prof. VIRGILIO ANDRIOLI - Prof. GIUSEPPE FERRARI - Dott. FRANCESCO SAJA - Prof. GIOVANNI CONSO - Prof. ETTORE GALLO - Dott. ALDO CORASANITI - Prof. GIUSEPPE BORZELLINO - Dott. FRANCESCO GRECO - Prof. RENATO DELL'ANDRO - Prof. GABRIELE PESCATORE, Giudici,


ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale dell'art. 328 codice procedura civile promossi con le seguenti ordinanze:

1) ordinanza emessa il 14 giugno 1978 dal tribunale di Napoli nel procedimento civile vertente tra Mazza Crescenzo e Iasevoli Domenico iscritta al n. 606 del registro, ordinanze 1978 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 45 dell'anno 1979;

2) ordinanza emessa il 1 marzo 1985 dal Tribunale di Isernia nel procedimento civile vertente tra Bucci Enrico e Macerola Anna iscritta al n. 560 del registro ordinanze 1985 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 302 bis dell'anno 1985;

udito nella camera di consiglio del 4 febbraio 1986 il Giudice relatore Virgilio Andrioli.


Ritenuto in fatto:

1. - Con ordinanza emessa il 14 giugno 1978 (notificata il 18 e comunicata il 30 del successivo settembre; pubblicata nella G. U. n. 15 del 14 febbraio 1979 e iscritta al n. 606 R.O. 1978) sulla opposizione di Mazza Crescenzo alla esecuzione immobiliare promossa a suo danno dall'avv. Iasevoli Domenico, il Tribunale di Napoli, premesso che la sentenza era divenuta titolo esecutivo perché - a detta dell'opponente - "dopo la notifica e prima della scadenza del termine d'impugnazione, l'avv. De Angelis, suo procuratore ad lites, era stato cancellato dall'albo professionale e non gli aveva dato notizia né della notifica né della cancellazione dall'albo", e che la cancellazione del procuratore legale dall'albo non può non reputarsi compresa nell'art. 301 c.p.c., ha giudicato rilevante e, in riferimento all'art. 24 Cost., non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 328 c.p.c. nella parte in cui non prevede l'interruzione del termine di cui all'art. 325 c.p.c. nell'ipotesi di sopravvenuta morte o impedimento del procuratore.

2. - Con ordinanza emessa il 1 marzo 1985 (notificata il 23 agosto e comunicata il 30 settembre successivi; pubblicata nella G. U. n. 302 del 24 dicembre 1985 e iscritta al n. 560 R.O. 1985) nel giudizio di appello promosso con atto notificato il 22 aprile 1983 avverso sentenza notificata all'avv. G. Veneziale (procuratore costituito del soccombente Bucci Enrico) sotto la data del 25 febbraio 1983, il Tribunale di Isernia, premesso che l'avv. G. Veneziale era improvvisamente venuto a morte in data 9 marzo 1983, ha giudicato rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento all'art. 24 cap. Cost., la questione d'illegittimità costituzionale dell'art. 328 c.p.c. comma primo e secondo, interpretati nel senso che non sono applicabili al caso di morte del procuratore legale della parte.

2.1. - Nessuna delle parti dei giudizi a quibus si è costituita avanti la Corte né ha spiegato intervento il Presidente del Consiglio dei ministri.

2.2. - L'incidente iscritto al n. 606/1978, dapprima assegnato alla adunanza del 10 dicembre 1985 in camera di consiglio nel corso della quale il giudice Andrioli aveva svolto la relazione, è stato rinviato alla adunanza del 4 febbraio 1986 al fine di contestuale deliberazione, preliminare alla quale ha svolto unitaria relazione il giudice Andrioli il successivo 5.


Considerato in diritto:

3.1. - La obiettiva connessione se non la identità dei due incidenti iscritti ai nn. 606/1978 e 560/1985 ne impone contestuale deliberazione.

3.2. - Ambo i giudici a quibus prospettano il dubbio di violazione del diritto di difesa, garantito dall'art. 24 comma secondo Cost., che riuscirebbe perpetrata per non considerare l'art. 328 c.p.c. motivi di interruzione del termine breve di impugnazione di sentenza la morte o l'impedimento del procuratore costituito, e il sospetto non può non giudicare fondato chiunque consideri che l'esercizio del ministero del difensore costituito, in giudizi nei quali il ministero medesimo è necessario, non contribuisce alla difesa del cliente in misura minore della attività della parte stessa cui è inibito difendersi di persona.


per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 606/1978 e 560/1985, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 328 c.p.c. nella parte in cui non prevede tra i motivi di interruzione del termine di cui all'art. 325 c.p.c. la morte la radiazione e la sospensione dall'albo del procuratore costituito, sopravvenute nel corso del termine stesso.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 febbraio 1986.

F.to: LIVIO PALADIN - ANTONIO LA PERGOLA - VIRGILIO ANDRIOLI - GIUSEPPE FERRARI - FRANCESCO SAJA - GIOVANNI CONSO - ETTORE GALLO - ALDO CORASANITI - GIUSEPPE BORZELLINO - FRANCESCO GRECO - RENATO DELL'ANDRO - GABRIELE PESCATORE.

GIOVANNI VITALE - Cancelliere