Reg. ord. n. 257 del 2012 pubbl. su G.U. del 21/11/2012 n. 46
Ordinanza del Presidente del Tribunale di Caltanissetta del 22/06/2012
Notifica del 06/07/2012
Tra: Anzalone Giuseppina Antonella e Fasciana Sergio C/ Riggi Giuseppe e Baio Carmela

Oggetto:
Patrocinio a spese dello Stato - Effetti dell'ammissione - Anticipazione a carico dell'erario degli onorari dovuti all'ausiliario del giudice civile - Mancata previsione in luogo della prenotazione a debito (consentita se non è possibile la ripetizione dalla parte a carico della quale sono poste le spese processuali, o dalla stessa parte ammessa, per vittoria della causa o per revoca dell'ammissione) - Lesione del diritto dell'ausiliario al compenso quando manchino i presupposti per la prenotazione - Irragionevole disparità di trattamento rispetto all'anticipazione a carico dell'erario dei compensi dovuti ai difensori delle parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato, agli ausiliari del giudice penale, nonché al curatore fallimentare.



Norme impugnate
Num. Art. Co. Nesso  
decreto del Presidente della Repubblica 30/05/2002 115 131  (collegamento a Normattiva)

Parametri costituzionali
Num. Art. Co. Nesso  
Costituzione   (collegamento a Normattiva)
Costituzione 36    (collegamento a Normattiva)
decreto del Presidente della Repubblica 30/05/2002 115 107  3 lett. d) (collegamento a Normattiva)
decreto del Presidente della Repubblica 30/05/2002 115 131  (collegamento a Normattiva)

Camera di Consiglio del 24 aprile 2013 rel. NAPOLITANO



Testo dell'ordinanza
N 257 ORDINANZA (Atto di promovimento) 22/6/2012. 

Ordinanza del 22 giugno 2012 emessa dal Presidente del  Tribunale  di
Caltanissetta nel procedimento civile promosso da Anzalone Giuseppina
Antonella e Fasciana Sergio contro Riggi Giuseppe e Baio Carmela. 
 
Patrocinio  a  spese  dello  Stato  -   Effetti   dell'ammissione   -
  Anticipazione   a   carico   dell'erario   degli   onorari   dovuti
  all'ausiliario del giudice civile -  Mancata  previsione  in  luogo
  della prenotazione a debito (consentita  se  non  e'  possibile  la
  ripetizione dalla parte a carico della quale sono  poste  le  spese
  processuali, o dalla stessa parte ammessa, per vittoria della causa
  o per revoca dell'ammissione) - Lesione del diritto dell'ausiliario
  al compenso quando manchino i presupposti  per  la  prenotazione  -
  Irragionevole disparita' di trattamento rispetto  all'anticipazione
  a carico dell'erario dei compensi dovuti ai difensori  delle  parti
  ammesse al patrocinio a  spese  dello  Stato,  agli  ausiliari  del
  giudice penale, nonche' al curatore fallimentare. 
- D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 131, comma 3. 
- Costituzione, art(t). 3 (e 36); d.P.R.  30  maggio  2002,  n.  115,
  artt. 107, comma 3, lett. d), e 131, comma 4. 

(GU n. 46 del 21.11.2012) 

 
                            IL TRIBUNALE 
 
    Il Presidente, letti gli atti del  procedimento  iscritto  al  n.
1748/2011 R.G. avente ad oggetto accertamento tecnico  preventivo  ex
art 696 c.p.c. ed esaminata, l'istanza di liquidazione  dei  compensi
formulata dal nominato consulente tecnico d'ufficio. 
 
                               Osserva 
 
    Su  istanza  dei  ricorrenti  Anzalone  Giuseppina  Antonella   e
Fasciana Sergio, ammessi al  patrocinio  a  spese  dello  Stato,  con
provvedimento del giorno 11 ottobre 2011  del  Consiglio  dell'Ordine
degli Avvocati di Caltanisetta veniva disposta una consulenza tecnica
all'esito della quale il c.t.u. ing. Amedeo Alberto Falci, in data 19
gennaio 2012, ha presentato istanza di liquidazione dei compensi. 
    La materia del patrocinio a spese  dello  Stato  e'  disciplinata
dalla parte III del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 che nel  titolo  IV,
contenente le disposizioni particolari sul patrocinio a  spese  dello
Stato nel processo civile, amministrativo, contabile e tributario, al
terzo  comma  dell'art.  11  prevede  che  «gli  onorari  dovuti   al
consulente tecnico di parte e  all'ausiliario  del  magistrato,  sono
prenotati a debito, a domanda, anche nel caso  di  transazione  della
lite, se non e' possibile la ripetizione dalla parte a  carico  della
quale sono poste le spese processuali o dalla stessa  parte  ammessa,
per vittoria della causa o per revoca dell'ammissione». 
    La norma appena  riportata,  che  ha  sostituito  quella  di  cui
all'art. 11 n. 3) del R.D. 30 dicembre 1923 n.  3282,  che  stabiliva
che i periti dovessero prestare gratuitamente la loro opera salva  la
ripetizione nei confronti della parte condannata  alle  spese  o  nei
confronti della stessa parte ammessa  al  gratuito  patrocinio  della
quale fosse venuto  meno  lo  stato  di  poverta',  consente  che  la
prestazione del consulente  tecnico  d'ufficio  possa  essere  svolta
gratuitamente non solo nei casi di volontaria giurisdizione, ove  non
si ravvisa un convenuto soccombente, ma anche in tutti quei casi  nei
quali  l'attore  ammesso  al  patrocinio  a  spese  dello  Stato  sia
soccombente, mentre impone,  in  ogni  caso,  al  consulente  tecnico
dell'ufficio,  prima  di   ottenere   il   pagamento   dei   compensi
spettantegli attraverso il meccanismo della prenotazione a debito, di
attendere  la  conclusione  del  giudizio  onde  verificare  se   sia
«possibile la ripetizione dalla parte a carico della quale sono poste
le spese processuali o dalla stessa parte ammessa, per vittoria della
causa o  per  revoca  del  patrocinio».  Cosi',  ove,  conclusosi  il
giudizio, non sia stata possibile la ripetizione dalla  parte  a  cui
carico sono state poste le spese processuali  o  dalla  stessa  parte
ammessa al beneficio del patrocinio a  spese  delle  Stato  (che,  in
ipotesi, abbia vinto la  causa,  ovvero  si  sia  vista  revocare  il
beneficio in  presenza  dei  presupposti  di  cui  all'art.  136  del
d.P.R.), il consulente  tecnico  dell'ufficio  dovra'  formulare  una
apposita domanda perche' il suo credito  venga  prenotato  a  debito,
mentre egli non  otterra'  il  pagamento  del  compenso  spettantegli
quando la parte  ammessa  al  patrocinio  a  spese  dello  Stato  sia
soccombente e l'ammissione al patrocinio non sia stata  revocata  non
potendo, in tale ultimo caso,  il  consulente  tecnico  dell'ufficio,
neppure verificare se sia  possibile  la  ripetizione  degli  onorari
spettantegli  quale  presupposto  per  chiedere  il  pagamento  degli
onorari mediante il meccanismo della prenotazione  a  debito  che,  a
parere di questo giudice, non puo' trovare applicazione nei confronti
di soggetti in  capo  ai  quali  non  sussistono  i  presupposti  che
giustifichino nei loro riguardi la pretesa al pagamento  delle  spese
del giudizio; cosi egli avra' prestato  gratuitamente  la  sua  opera
professionale. 
    Sul punto mette conto evidenziare che sono note a questo  Giudice
rimettente le pronunce  con  le  quali  la  Corte  costituzionale  ha
ritenuto errata  l'interpretazione  secondo  la  quale  la  norma  in
questione   puo'   comportare   la   gratuita'   dell'opera    svolta
dall'ausiliario del giudice nominato nel processo civile  avendo,  la
Corte, affermato che "l'art. 131  del  d.P.R.  n. 115  del  2002  nel
disciplinare  il   procedimento   di   liquidazione   degli   onorari
dell'ausiliario nell'ambito dei giudizi civili predispone il  rimedio
residuale della prenotazione a debito, proprio alfine di evitare  che
il diritto alla loro percezione venga  pregiudicato  dall'impossibile
ripetizione dalle parti". 
    Si  reputa,  tuttavia,  che  le  pronunce  in  questione  abbiano
trascurato di considerate che il rimedio residuale della prenotazione
a debito opera nelle sole ipotesi in cui, pur  potendosi  individuare
la parte tenuta al pagamento del compensi liquidati - id est la parte
a carico 'della quale siano state poste le spese del processo, ovvero
la stessa parte ammessa al beneficio del  patrocinio  a  spese  delle
Stato in capo alla quale, per vittoria della causa o per  revoca  del
patrocinio,  siano  venute  meno  le  condizioni  per  l'accesso   al
beneficio - non sia stata possibile la ripetizione delle dette somme,
magari perche' infruttuosamente escussa, e non  anche  quando  manchi
del tutto il soggetto nei cui  confronti  tentare  la  ripetizione  o
perche' la parte ammessa sia soccombente e il beneficio  non  le  sia
stato revocato o. ancora perche' non e possibile ravvisare una  parte
soccombente. 
    Pare, invero, che a tali ipotesi intendessero far  riferimento  i
Tribunali rimettenti di Catania (ordinanza dell'8 gennaio  2008),  di
Palermo (ordinanza del 7  febbraio  2008)  e  di  Trapani  (ordinanza
8/01/2007) ove sono state menzionate  quelle  ipotesi  rispetto  alle
quali lo  stesso  rimedio  residuale  della  prenotazione  a  debito,
mancandone i presupposti non puo' operare. 
    Sembra, dunque, che la norma in discussione, ammettendo l'ipotesi
che il consulente nominato dal giudice nel processo civile possa  non
ottenere il pagamento del compenso  liquidatogli  in  relazione  alla
prestazione svolta, si ponga innanzitutto in violazione dell'art.  36
della  Costituzione.  Ora,  pur   trascurando   di   considerare   le
conseguenze  discendenti  dall'ipotesi  che  la  parte   ammessa   al
beneficio del patrocinio a spese dello Stato  risulti  soccombente  e
che l'ammissione al patrocinio non le venga revocato - non  potendosi
al momento, pendente il procedimento  nell'ambito  del  quale  si  e'
fatto ricorso alla consulenza tecnica, discutere di soccombenza della
parte ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato  -  non
puo' negarsi che la disposizione in parola, nel delineare,  letta  in
combinato  disposto  con  l'art.  134  del  d.P.R.  n.  115/2002,  un
complesso meccanismo per ottenere pagamento delle somme  liquidate  a
titolo di onorario tramite il rimedio residuale della prenotazione  a
debito, non consente al consulente tecnico di ottenere che il proprio
compenso sia anticipato dall'erario dando luogo ad una  irragionevole
disparita' di trattamento rispetto a  quello  previsto  con  riguardo
alla prestazione del difensore nei giudizi penali e  degli  ausiliari
nominati dal giudice nel processo penale, categorie  professionali  i
cui compensi, per l'ipotesi di ammissione al beneficio del patrocinio
a spese dello Stato, sono anticipati dall'erario. 
    Cosi', mentre il procuratore  della  parte  ammessa  al  gratuito
patrocinio e i periti nominati dal giudice nel  processo  penale  non
sono tenuti, una volta conclusosi il giudizio, a  verificare  se  sia
possibile la ripetizione dei compensi loro liquidati  dalla  parte  a
cui carico sono state poste le spese processuali o dalla stessa parte
ammessa, a dimostrare di aver tentato la  ripetizione  nei  confronti
delle dette parti  nei  termini  anzidetti  e  a  formulare,  ove  la
ripetizione delle somme loro spettanti a titolo di onorario  non  sia
stata possibile, domanda perche' il loro credito  venga  prenotato  a
debito, l'ausiliario del giudice nominato nell'ambito di un  processo
civile  e'  costretto,  per  Ottenere  il   pagamento   dell'onorario
liquidatogli, a compiere tutte le attivita' appena descritte. 
    Risulta evidente come, rispetto al sistema di pagamento  mediante
anticipazione  a  carico  dell'erario,  il  complesso  meccanismo  di
pagamento delineato dal combinato disposto degli articoli  31  e  134
del piu' volte menzionato  d.P.R.  renda  oltremodo  difficoltoso  il
soddisfacimento del credito degli ausiliari nominati dal giudice  nel
processo civile i quali, stante l'obbligatorieta' dell'incarico, sono
tenuti a prestare la loro opera senza, per converso, alcuna certezza,
non solo dell'an del pagamento,  per  quanto  sopra  osservato  circa
l'ipotesi che la parte ammessa risulti soccombente, ma anche circa il
tempo necessario ad ottenere il detto pagamento  che  puo'  divergere
temporalmente  dall'epoca  del  compimento  degli  accertamenti  loro
demandati anche alcuni anni. 
    Sembra, dunque, che la norma in discussione si ponga in contrasto
con l'art. 3 della Costituzione, irragionevole essendo la  denunciata
disparita' del  trattamento  riservato  agli  ausiliari  del  giudice
nominati nel processo  civile  rispetto  a  quello  previsto  per  il
pagamento  degli  onorari  dei  difensori  delle  parti  ammesse   al
beneficio del patrocinio  a  spese  dello  Stato  e  degli  ausiliari
nominati dal giudice nel processo penale. 
    Quanto ai difensori delle parti ammesse al  gratuito  patrocinio,
dispone il quarto comma del citato art. 131 del  d.P.R.  n.  115/2002
che le spese e gli onorari  dovuti  all'avvocato  che  rappresenta  e
difende la parte ammessa al  patrocinio  a  spese  dello  Stato  sono
anticipate immediatamente dall'erario. 
    Tale disparita' di trattamento lede i diritti del  professionisti
nominati consulenti tecnici d'ufficio ove si tenga conto  che  ad  un
kik complesso meccanismo di pagamento (senza  escludere  possibilita'
che nessun pagamento venga mai ottenuto) il  consulente  tecnico  non
puo' sottrarsi non potendo, a differenza dell'avvocato, scegliere  se
accettare o meno l'incarico ed incidere  sul  sorgere  della  lite  o
sulla sua conclusione,  essendo  l'ottenimento  del  compenso  (nella
sostanza) subordinato all'esito della lite  medesima.  Al  contrario,
l'avvocato  ottiene  sempre  e  mediante   anticipazione   da   parte
dell'erario il proprio compenso e cio',  nonostante  che  egli  possa
scegliere se assistere o  meno  la  parte  ammessa  al  beneficio  in
questione e possa compiere una valutazione prognostica circa  l'esito
del giudizio. 
    Quanto ai consulenti tecnici d'ufficio nominati dal  giudice  nel
processo penale la disparita' di trattamento e'  ancor  pin  evidente
giacche questi vengono pagati, ai sensi dell'art  107,  terzo  comma,
lettera d), d.P.R. 115/2002, con anticipazione  delle  corrispondenti
somme a carico dell'erario. 
    Non si ignora che la Corte Costituzionale  in  pin  occasioni  ha
escluso la denunciata disparita' di trattamento rispetto  al  diverso
meccanismo - previsto dagli artt. 107, lettere d) e f), e 131,  comma
qattro, lettera a), del d.P.R. n. 115 del 2002 - della  anticipazione
a  carico  dell'erario  degli  onorari  dovuti  al  difensore  e   al
consulente tecnico d'ufficio nel procedimento penale in  ragione,  da
un  lato,  della  eterogeneita'  delle  figure  processuali  messe  a
confronto e, dall'altro, della diversita'  del  processo  rispetto  a
quello civile. 
    Si  ritiene,  tuttavia,  quanto  alla  denunciata  dispariti   di
trattamento rispetto ai difensori, che l'eterogeneita'  delle  figure
professionali messe a confronto non  appare  tale  da  giustificarla,
trattandosi professionisti che prestano la propria opera  nell'ambito
del processo riversandovi le  loro  competenze  tecniche,  queste  si
diverse tra loro, ma non al punto da fame discendere uno  status  che
giustifichi l'applicazione di un diverso meccanismo per l'ottenimento
dei compensi spettanti. 
    In altre parole, se di eterogeneita' delle  figure  professionali
messe a confronto si puo' parlare questa va rinvenuta soltanto  nelle
diverse discipline di  cui  sono  esperti  gli  altri  professionisti
rispetto ai procuratori delle parti apparendo,  anzi,  ingiustificato
che questi ultimi possano ottenere soddisfacimento del  loro  credito
mediante 1' anticipazione a  carico  dell'  erario  pur  potendo,  in
ipotesi, non accettare l'incarico che la parte ammessa  al  beneficio
in questione intenda conferirgli. 
    Ancora, quanto alla diversita' del  processo  penale  rispetto  a
quello civile, va osservato come non e' tanto la diversita'  del  due
processi in questione a venire in rilievo, quanto l'identitita' delle
prestazioni che l'ausiliario del giudice riversa  nel  processo,  sia
esso civile  o  penale,  dovendosi  porre  sullo  stesso  piano,  per
ipotesi, una consulenza avente ad Oggetto accertamenti medici o altre
indagini tecniche svolta nell'ambito di un processo  penale  rispetto
ad una consulenza avente il medesimo oggetto svolta nell'  ambito  di
un processo civile. 
    La  disparita'  di  trattamento  denunciata  appare  ancora  piu'
evidente ove  si  consideri  che  il  trattamento  dell'anticipazione
dell'onorario a  carico  dell'erario  e'  stato  esteso  al  curatore
fallimentare, avendo la Corte costituzionale con la sentenza  n.  174
del 28 aprile  2006,  dichiarato  «  l'illegittimita'  costituzionale
dell'art. 146, comma 3, del medesimo d.P.R. 30 magio 2002, n.  11  n.
5„  nella  parte  in  cui  non  prevede  che  sono  pese   anticipate
dall'Erario le spese ed onorari" al curatore» fallimentare,  peraltro
anche avuto riguardo al fatto che, a differenza che per  il  curatore
fallimentare,  l'espletamento  del  mandato  di  consulente   tecnico
dell'ufficio e' obbligatorio. 
    Considerato,  infine,   che   la   questione,   oltre   che   non
manifestamente  infondata  per  quanto  fin  qui  argomentato,   deve
ritenersi rilevante nel caso di specie dovendosi provvedere in ordine
alla richiesta di liquidazione del compenso del  nominato  consulente
tecnico sicche', ove la Corte  Costituzionale  ritenesse  l'art  131,
terzo comma, del d.P.R. 30  maggio  2002,  n.  115,  incostituzionale
nella parte in cui dispone. che i compensi dovuti agli ausiliari  del
giudice civile vengano "prenotati a  debito"  invece  che  anticipati
dall'erario come avviene per i compensi dei procuratori  delle  parti
(ai sensi dell'art. 131, quarto comma, del medesimo d.P.R.) e  per  i
compensi degli ausiliari del giudice penale (ai sensi dell'art.  107,
terzo comma, lettera d) del medesimo d.P.R.), si potra' disporre, che
i  compensi  dovuti  al  consulente  dell'ufficio  siano   anticipati
dell'erario e pagati immediatamente. 
    Diversamente, cio' non potra' essere disposto. 
 
                               P.Q.M. 
 
    Solleva d'ufficio, dichiarandola rilevante e  non  manifestamente
infondata, la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 131,
comma terzo, del decreto del Presidente della  Repubblica  30  maggio
2002, n. 115, nella parte in cui prevede che  onorari  dovuti  (....)
all'ausiliario del magistrato, sono prenotati a debito, a domanda, se
non e' possibile la ripetizione dalla parte a carico della quale sono
poste le pese processuali, o dalla stessa parte ammessa, per vittoria
della causa o  per  revoca  dell'ammissione  invece  che  "anticipati
dall'erario", per violazione dell'art. 3 della Costituzione. 
    Sospende  la  decisione  sulla  richiesta  di  liquidazione   dei
compensi avanzata dal consulente tecnico dell'ufficio in attesa della
decisione della Corte costituzionale. 
    Ordina che, a cura della cancelleria, siano  trasmessi  gli  atti
alla Corte costituzionale, questo Provvedimento sia  notificato  alle
parti e al Presidente del Consiglio dei ministri e sia comunicato  ai
Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato. 
        Caltanissetta, addi' 22 giugno 2012 
 
                      Il Presidente: Dall'Acqua